CAPITOLO XVIII

De' peccati nello Spirito santo, i quali sono opposti alla speranza.

Nel levar sú, ch'io fei, cotanto ardito,

ché presa forse avíe troppa fidanza

per quel parlar, che pria aveva udito:

--Risguarda ben--mi disse dea Speranza,--

5 che 'n null'altra virtú si può errar tanto,

quanto in la spen per troppo o per mancanza;

ché la presunzion sta dall'un canto,

dall'altro estremo sta il disperare,

ognun peccato in lo Spirito santo.

10 Né l'un né l'altro si può perdonare

in questa vita o nel secol futuro,

sí come dice a noi 'l divin parlare.

E, perché questo passo è molto oscuro,

se a quel, che or dirò, attento bade,

15 io tel dichiarerò aperto e puro.

Sappi che la clemenzia e la pietade

allo Spirito santo è attribuita,

e ch'e' la porge a chi torna a bontade;

ché, benché sia la sua pietá infinita,

20 non la debbe donar, né mai la dona,

se no' a chi torna dalla via smarrita.

Però, s'alcun nel mal far s'abbandona,

credendo che, peccando, Dio 'l sovvegna,

cotal presunzion mai si perdona;

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25 ché colpa non è mai di perdon degna,

se non si pente; e chi pecca sperando,

chiude la porta, onde aiuto gli vegna,

ché Dio, il qual è giusto, non è blando

mai alla colpa, ma contra s'adira,

30 sinché si emenda e torna al suo comando.

All'altra estremitá della spen mira,

che ha quattro spezie, e contra pietá vera

pecca 'n Colui ch'eternalmente spira.

La prima è quando alcun sí persevéra

35 in far il mal, che tornar a virtude

o d'emendarse al tutto si dispera.

Costui alla pietá la porta chiude

dello Spirito santo ed a' suoi doni,

dacché non vuol lassar l'opere crude.

40 L'altra è quando non crede che perdoni

a lui mai Dio, e pel peccato grande

crede che Dio pietoso l'abbandoni,

e non avvien che mai perdon domande.

Chi si dispera, chiude anco la porta,

45 ché chi sovvenir vuol, a lui non ande.

La terza è 'n chi la ragion è sí torta,

che loda il mal per bene, e sí gli piace,

che sé ed altri nel mal far conforta.

E, come agli occhi infermi il lume spiace,

50 cosí a lui vertú; e chiunque l'usa,

persegue in fatti e con lingua mordace.

Costui ancora tien la porta chiusa

alla pietá; e non ch'egli si penta,

ma chi torna a vertú biasma ed accusa.

55 La quarta spezie è morte violenta

data a se stesso; ché, mentr'egli more,

di se medesmo omicida diventa.

Or chiunque in altro modo è peccatore

per ignoranza ovver per impotenza,

60 fatto il peccato, alquanto n'ha dolore.

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E dentro nel rimorde coscienza,

sí ch'ancor serva in sé la via e 'l lume,

per la qual può tornar a penitenza,

e per cui possa intrar il sacro nume

65 a suaderli ch'a virtú s'induca

e che lassi ogni vizio e mal costume.

E, perché ben la speme in te riluca,

io la diffinirò chiara ed aperta,

acciocché dietro a lei tu ti conduca.

70 Speranza è un attender fermo e certo

delle cose celesti ed eternali,

che vengon per buoni atti e per buon merto.

Questa è l'áncora data alli mortali

fermar dentro al mar la navicella,

75 mentre è in fortuna tra cotanti mali.--

Qui poscia pose fine a sua favella;

ed io alzai la testa e tenni mente,

perché lassú udía cosa novella.

Io udii voci 'n quella spera ardente

80 del foco, il qual appresso soprastava,

e sospir gravi d'una afflitta gente.

Ed ella a me:--Lassú si purga e lava

il satisfar non fatto, e lí è 'l ristoro

del tepido, commesso in vita prava.

85 In quella spera sú sta il purgatoro,

parte del regno mio: lí sta la Spene,

e piú lassú che altrove io dimoro.

Io son che li conforto tra le pene,

perché hanno speranza di venire,

90 quando che sia, all'infinito Bene.

Vero è che la lor doglia e 'l gran martíre,

per buone orazioni e per indolto

di sante chiavi, si può sobvenire.--

Ed io a lei:--Or qui dubito molto;

95 ché, se 'l peccato sta su nella voglia,

come senza 'l pentir può esser tolto?

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Se l'uom non è contrito e non ha doglia,

avvenga ben che Dio perdonar possa,

senza 'l pentir giammai non è che 'l toglia.

100 Or come, adunque, l'orazione mossa

laggiú dal mondo fa che perdonato

sia il vizio qui e l'offesa rimossa?--

Ed ella a me:--Due cose ha 'n sé 'l peccato:

prima è la colpa, ovver deformitá,

105 cioè far contra il ben da Dio ordinato.

E questa colpa è nella volontá,

la qual, se non si pente per se stessa,

Dio la può perdonar, ma mai nol fa.

E solo questa colpa gli è demessa

110 al peccator, che corre al sacerdote,

quando divotamente si confessa.

L'altra è la pena e satisfar si puote;

e questa ancora il peccator, se vuole,

con la contrizion da sé la scuote;

115 ché, quando del peccato egli si duole,

tanto che contrizion sia tutta piena,

morendo, allor convien che su al ciel vole.

Onde, se ognun come la Maddalena

satisfacesse, bagnando la faccia,

120 non sería 'l purgatoro, né sua pena.

Ma, quando è alcun, il qual non satisfaccia

integramente, il prete che l'assolve,

da colpa e non da pena lo dislaccia.

E però 'l peccator che a Dio si volve,

125 se 'l convertirsi è tardo o freddo o poco,

nel purgatòr la pena poi persolve.

E tanto tempo sta in questo loco,

quanto ha negletto, se non lo fa brieve

il papa santo, offerta o iusto invoco.--

130 Ed io a lei:--Questo credere è grieve,

che a chi non satisfece ed è defunto,

il papa od altra offerta pena liève.--

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Rispose a questo:--Il membro, ch'è coniunto,

da suoi coniunti membri è sobvenuto,

135 quando si duole o quando egli è trapunto.

Se questo a' suoi coniunti ha provveduto

la nobil e magnifica natura,

cioè che un membro dall'altro abbia aiuto,

dacché la grazia è di maggior altura,

140 che non è ella, e nobil e suprema,

siccome affirma e prova la Scrittura,

ben può supplire alla mesura scema

del satisfar con quei che son consorti

in caritá nella partita estrema.

145 Cosí li vivi sobvengono a' morti

con satisfar per lor el pentir lento,

ché 'l tempo d'ire al cielo a lor s'accorti.

Per questo il Maccabeo mandò l'argento

e fece al tempio offerta e nobil dono

150 per lo esercito suo, di vita spento.

Adunque è santo, pio, salubre e buono

pregar pe' morti; e pel prego concede

a lor del satisfare Dio 'l perdono.

E, quando Cristo a Pier le chiavi diede

155 d'aprire e di serrare, e capo el fece

di tutti i membri uniti in santa fede,

il ben, che i membri fanno, ed ogni prece

commise a lui, e può participarlo

ed applicarlo a chi non satisfece.

160 Il ben participato, di cui parlo,

non però a chi l'ha fatto, s'amminora,

né papa a lui porría giammai levarlo;

sicché, quand'un digiuna ovver che ora

per quei che son in purgatòr puniti,

165 fa prode a lui ed a coloro ancora.

E, dacché li purgati sonno uniti

in grazia con noi e sonno in via,

perché a lor patria ancor non son saliti,

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il papa, ch'esti beni ha 'n sua balía,

170 del ben universal della sua greggia

ne può far parte a lor e cortesia.

Ed ogni capo, ch'alcun corpo reggia,

del merito de' membri, ch'e' governa,

ne può far parte, pur che altri el chieggia,

Il Quadriregio · 第 104 / 157 题