CAPITOLO II

Della condizione del paradiso terrestre

e de' fiumi, che quindi escono.

E poscia:--Flecte ramos, arbor alta.

--Elia e Enoc insieme alto cantâro,

come chi in coro la sua voce esalta.

Alla lor prece l'arbore preclaro

5 giú s'abbassò, ed e' colson le fronde,

che son sí dolci, che vince ogni amaro,

dicendo a me:--Del frutto, che nasconde

quest'arbor dentro a sé, nullo ne coglie

salvo che l'alme felici e ioconde.

10 E poi mi fên gustar di quelle foglie,

che porgono alla 'ngiú que' santi rami,

le quai mi contentôn tutte mie voglie.

O cupidigia, che tanto t'affami

e che quanto piú mangi e pasto hai preso,

15 tanto apri piú la bocca e piú ne brami,

se gustassi del legno al ciel disteso,

ratto faresti come san Matteo,

quando il nostro Signor egli ebbe inteso:

che lasciò la pecunia e 'l teloneo,

20 e sí gli piacque, ch'a rispetto a quello

ogni altro cibo gli era amaro e reo.--

Quindi n'andammo in un boschetto bello,

dove Adamo fuggí e steo nascosto,

quando mangiò del cibo amaro e fello,

25 allor che non sostenne un sol fren posto,

un sol comando, il quale Dio gli diede,

ma fu ardito a romperlo sí tosto.

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Ei si nascose. Oh matto chiunque crede

fuggir ovver celarsi da Colui

30 che tutto puote ed ogni cosa vede!

E poscia mi partii con ambidui

tra' belli fiori di quel prato adorno;

e, quando ad una fonte io giunto fui,

considerai che era mezzo giorno,

35 ché 'l sol toccava in alto giá 'l zenitto,

e nullo corpo facea ombra intorno.

Dicea fra me, insú mirando fitto:

--Com'è che qui il caldo non offende,

da che li raggi insú rifletton ritto?

40 Ché 'n quella obliquitá che 'l raggio scende,

come si prova nella prospettiva,

in tale a parte opposta si distende.

Però, se 'l raggio ingiú ritto deriva,

per linea retta ritorna in quel verso,

45 ed ei lí si raddoppia e si ravviva.

E questo luogo è pian, pulito e terso

assai a questo, e nol torce in oblico

concusso alcun, che 'l raggio mandi sperso.--

Allor mi disse il padre piú antico:

50 --Tu forse ammiri che qui non fa male

il troppo caldo noioso e nimico.

Sappi che, dove il giorno è sempre equale

alla sua notte, quanto il dí riscalda

il sol, che 'nver' zenitto suso sale,

55 tanto la notte col fresco risalda;

e però quella patria, se pon' cura,

fie temperata, né fredda, né calda.

E, benché tanto il sol vada in altura,

non fa di caldo sotto il loco accenso,

60 quando in cotale altezza poco dura.

Non è sola cagion del caldo intenso

l'altezza dello sol, ma sua dimora

col raggio insú riflesso, s'io ben penso.--

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Il suo parlar mi die' piú dubbio allora,

65 ed io di domandar non avea ardire,

come scolar che troppo il mastro onora,

che mostra ancor non voler assentire

con parole, ma tien il capo basso,

facendo vista d'altro voler dire.

70 Ond'ello:--Parla;--ed io:--Cotesto passo

ha forse veritá solo in quel clima,

ov'è la gran cittá di Satanasso.

Ma questo loco tanto si sublima,

che ben tre ore nell'alto emisfero

75 vedete il sole innanzi agli altri in prima.

E cosí, quando il giorno si fa nero

nell'occidente, a voi ben per tre ore

luce quassú il celeste doppiero.

Che cagion è che qui non è ardore,

80 se qui diciotto or mostra all'aspetto

nel giorno il sol con suo chiaro splendore?--

Ed egli a me:--Se intendesti il mio detto,

io parlai sú del clima di quel loco,

ov'ha reame il primo maladetto.

85 E, perché questo da quel dista poco,

il sol, che dura in questo loco santo,

come argumenti, accenderebbe il foco;

se non che 'nsú egli è levato tanto,

che mai vapor, che faccia pioggia o vento,

90 salir o nocer può in nessun canto.

Ma 'l nono ciel e 'l primo movimento

move qui l'aere, e dolce aura spira

tal, che conforta ciascun sentimento.

E, quando il detto cielo intorno gira,

95 il foco e gli altri ciel voltan con esso

ed anche seco quest'aere tira.

Per questo il raggio in diritto riflesso

si frange e sparge; e, quand'è cosí sparso,

non accagiona il caldo intenso e spesso.

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100 Però dal sol non è questo luogo arso,

s'el manda il raggio ritto, o alto el move,

o se la notte sol sei ore ha scarso.--

Dal ditto loco poscia andammo dove

nasceva un fiume, ch'era tanto grande,

105 che mai verun maggior fu visto altrove.

Elia mi disse senza mie dimande:

--Questa grand'acqua, che qui ritto emerge,

per tutto il mondo poscia si dispande.

Imprimamente questo loco asperge;

110 poiché la terra ha qui bagnata e infusa,

per tutta l'altra terra si disperge

per li meati, sí come Aretusa,

che bagna pria Calabria e di quindi esce,

poi va in Trinacria sotterra rinchiusa.

115 Di questo nasce Gange e 'l Nil, che cresce

tanto la state, ed il Danubio e 'l Reno

ed il Tanai col saporoso pesce.

Di questo Ibero e il grande Geon pieno,

che passa rifrescando l'Etiopia

120 e che bagna anco l'arabico seno.

Di questo il Po, che d'acqua ha sí gran copia,

che, quando il mondo seccò per Fetonte,

tra tutti i fiumi n'ebbe meno inopia.

Ma l'acqua d'ogni fiume e d'ogni fonte

125 principalmente vien dall'Oceáno,

e da Natura corre prima al monte.

Perch'è spognoso e perché dentro è vano,

e' scaturisce pel caldo impellente

e poscia scende e corre giuso al piano.

130 Ed ogni fiume piú pieno e corrente

diventa per la pioggia, quando cade;

e questa è l'altra causa conferente.--

Poi ci movemmo per le adorne strade

tra la fragranza e soavi melode,

135 tra 'l nettar dolce in scambio di rosade.

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Ivi ogni senso si rallegra e gode,

alla verzura si conforta il viso,

l'orecchie a' canti degli uccelli, ch'ode.

Rallegra tutto il cor quel paradiso;

140 ivi ogni cosa intorno m'assembrava

un'allegrezza di giocondo riso.

La doppia scorta, la qual mi guidava,

si movea innanti, ed io seguía lor piante

e con diletto lá e qua mirava.

145 E, quando fummo andati alquanto avante,

trovammo in giro un ampio ed alto muro,

ch'avea le torri di duro diamante.

Elia mi disse:--Qui l'intrare è duro,

se l'uomo in prima non si gitta a terra

150 e se:--Peccai--non dice col cuor puro.

Allor colei, che la porta apre e serra,

gli dá l'entrata e fagli anco la scorta;

e chi senza lei andasse, il cammin erra.

Ella ti menerá sino alla porta;

155 dentro la Temperanza troverai,

che gl'impeti rifrena e 'l troppo accórta.--

Per questo al duro muro m'appressai.

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Il Quadriregio · 第 85 / 157 题