Stabilimento Fratelli Treves

A Santo Saccomanno.

_A te, valoroso artista, il cui scalpello sa infondere nel marmo tanta

parvenza di vita, io dedico questo libro, in cui mi sono ingegnato di

rinfrescare la vita e le costumanze d'un tempo trascorso. È una storia

paesana e per me quasi domestica, poichè si ragguarda alla terra ove

mio padre ha passati gli anni della studiosa adolescenza, ove mia

madre è nata, e dove io medesimo ho vissuto tanti bei giorni.

Fanciullo ancora, io mi aggirai per quelle valli, consolate da un'aria

così pura; mi commisi a quel mare tinto, in azzurro da un così limpido

cielo; m'inerpicai su quei greppi, dove annidano i falchi e donde

l'anima si eleva così libera e franca. Colà non è palmo di suolo che

io non abbia corso, con quella pienezza di gaudio che ti fa parere

come in casa tua, e con quel senso intimo di pace, che ti fa gustare

la poesia delle solitudini. Il culto delle antiche memorie io lo

derivo da quella terra così varia e così nobile, colle sue caverne

ospitali ai prischi uomini della Liguria, co' suoi ponti romani, colle

sue torri severe, cogli archi a sesto acuto e le finestre partite a

colonnini, donde egli sembra che tuttavia ci guardi il passato,

mestamente amoroso.

Tra le storie che illustrano questo mio diletto suolo materno, ho

amato raccontar questa dello assedio sostenuto dai vecchi marchesi del

Finaro, contro le armi di Genova, così onorevole pei combattenti

dell'uno e dell'altro campo, Liguri tutti, antenati nostri, e, se ne

togli ciò che è vizio particolare dei tempi, uomini esemplari per rara

fortezza d'animo e singolar gentilezza di costume. O m'inganno, o il

segreto di quella nobiltà di sentire, che è di presente patrimonio

comune, ha da cercarsi in quelle stirpi di cavalieri del medio evo; i

quali però non sono soltanto i mal ricordati progenitori di degeneri

schiatte, ma i padri di tutti noi, gl'istitutori de' forti caratteri e

dei cuori gentili.

E tu che le cose gentili e le forti imprimi sicuro nel marmo,

gradirai, se non altro, le buone intenzioni, che io, scultore a mio

modo, pongo oggi sotto il patrocinio della tua cara amicizia._

Castel Gavone: Storia del secolo XV · 第 14 / 36 题