_Un_ COMMISSARIO _e_ DETTI.
_Il commissario entra e fa collocare alcuni soldati sulla porta.
Quadro di doloroso stupore per parte di tutti i componenti la
famiglia._
_Com._ Madama Guglielmi, non è senza il massimo dolore ch'io vengo a
disturbarvi ad ora sì avanzata, ma il mio dovere mi vi obbliga nè
posso dispensarmene.
_Mad._ (_nobilmente_). Signore, qualunque possa essere il motivo della
vostra presenza in queste mie soglie, il rispetto verso la divisa che
voi rivestite non verrà meno; ma di grazia qual motivo vi guida?
_Com._ Nelle apparenze gravissimo, argomentandolo dagli ordini che ho
ricevuti. Nondimeno, considerando la qualità delle persone che formano
l'oggetto della mia missione, io nutro speranza che le conseguenze non
saranno sgradevoli (_quindi rivolgendosi ad Alfredo_). Signor
capitano, in nome della legge vi prego consegnarmi la vostra spada ed
a passare agli arresti.
_Mad._ Signore! mio figlio....
_Ros._ Il mio fratello....
_Alf._ (_sciogliendosi la spada dal fianco, la consegna al
magistrato_). Conosco la disciplina e mi uniformo alla legge; protesto
però la mia qualità d'uffiziale al servizio straniero, della quale
intendo valermi per essere in breve restituito alla libertà
(_rivolgendosi alla madre_). Madre mia, persuadetevi che nessun
documento può dare argomenti di reità a mio carico: fra poco ritornerò
nelle vostre braccia.
(_Il signor Basilio ed il commissario si danno segni di mutua
intelligenza._)
_Mad._ Mio figlio agli arresti?
_Com._ Madama, ciò è forse la sua fortuna, a quel che dice egli
stesso, non teme il rigor della legge, e certamente il suo grado in
armata straniera renderà precaria la di lui detenzione.
_Alf._ (_con nobil fierezza, nel guardare l'oriuolo a pendolo, fra
sè_). Giovanni! non è mia colpa, io cedo ad una forza maggiore.
(_Durante questa scena, Rosina, staccatasi dalla madre, si è gettata
sovra una sedia a bracciuoli._)
_Com._ Sei un gran furbo, qualcuno ti ricompenserà (_piano a
Basilio_).
_Bas._ Zitto zitto, che ci guardano! ho capito (_piano al
commissario_).
_Bas._ (_rivolgendosi a madama, vedendo che lo guardava_). Signora, io
tentava....
_Alf._ (_con aria di dileggio marcatissima, interrompendolo_). Vi
dispenso da ogni premura a mio riguardo (_quindi rivolgendosi al
commissario_). Signore! (_con dignità_) se vi piace io vi seguo: l'ora
è tarda, mia madre e mia sorella han bisogno di riposo.
_Com._ Un momento, signor capitano. Altro più doloroso dovere mi resta
a compiere prima di allontanarmi di qua.
_Alf. e Mad._ Gran Dio! qual altra nuova sciagura?
_Com._ (_a Rosina_). Madamigella, voi pure siete agli arresti.
(_Rosina non dà segno di avere inteso, tanto la rende stupida il
dolore._)
_Mad._ Ah! (_Sviene ed è trasportata sopra una sedia: Alfredo si
scuote, fa un movimento d'ira, si tocca il fianco, che trova privo
della spada, e sospira incrociando le braccia al petto._)
_Bas._ (_con estrema vivacità_). Perdonate, signor commissario; voi
forse avrete degli ordini verso madamigella Guglielmi; ma, perdonate,
io dubito che possano eseguirsi sopra la mia futura sposa.
_Com._ (_fingendo meraviglia_), Oh! degnissimo signor Basilio, la cosa
cangia aspetto sicuramente; la vostra futura consorte è dunque la
signorina?
_Ros._ (_scuotendosi_). Ah! no: non è vero, prima la morte!
_Alf._ (_con nobile sdegno_). Pietà di una madre e di una donzella
infelice! Ah! vieni, deh! vieni giustizia divina!
_Com._ (_freddamente e senza curarlo_). Gli schiarimenti datimi
dall'ottimo signor Basilio tranquillizzano la mia coscienza. Mi
rallegro con voi.
_Alf._ Ah! madre mia, scuotetevi, deh! non sacrificate la misera
vostra figlia.
_Ros._ Ah la più tenera delle madri! (_Ambedue i figli si accostano a
mani giunte verso la donna svenuta colmandola di carezze._)
_Mad._ (_rinvenendo dal deliquio_). Dove sono io?...
_Com._ Godo di vedervi risorgere dal vostro abbattimento: la signora
Rosina resterà nell'abitazione materna, sotto la malleveria del signor
Basilio di lei fidanzato; il signor Alfredo avrà la bontà di seguirmi.
_Mad._ Signore, sono talmente confusa che mal comprendo me stessa: pur
vi ringrazio per la urbanità con cui adempite agli uffici del vostro
ministero; d'altronde voglio persuadermi che un disgraziato equivoco
abbia prodotto questa disgustosa scena; ho troppa fiducia nell'onor
dei miei figli, cui seppi inculcare i sentimenti migliori, per non
temere sinistre conseguenze.
_Com._ Signor Basilio, ella è pregata a far le mie veci; dico cioè ad
invigilare alla condotta della sua signora fidanzata.
_Bas._ Carissimo signore, rispondo di lei qual di me stesso.
_Com._ Signor ufficiale.
_Alf._ Ho inteso: addio, mia madre, addio, mia sorella; voi mi
rivedrete fra poco: l'innocenza non teme il rigor della legge. (_Nel
proferire queste parole dà un'occhiata terribile al signor Basilio, il
quale volge da altra parte la testa._)
_Mad. e Ros._ (_con accento doloroso stendendo le braccia verso
Alfredo_). Addio. Voglia il cielo restituirti in breve all'amor
nostro.
_Il commissario, Alfredo ed i soldati escono._