SCENA QUARTA

_Un_ COMMISSARIO _e_ DETTI.

_Il commissario entra e fa collocare alcuni soldati sulla porta.

Quadro di doloroso stupore per parte di tutti i componenti la

famiglia._

_Com._ Madama Guglielmi, non è senza il massimo dolore ch'io vengo a

disturbarvi ad ora sì avanzata, ma il mio dovere mi vi obbliga nè

posso dispensarmene.

_Mad._ (_nobilmente_). Signore, qualunque possa essere il motivo della

vostra presenza in queste mie soglie, il rispetto verso la divisa che

voi rivestite non verrà meno; ma di grazia qual motivo vi guida?

_Com._ Nelle apparenze gravissimo, argomentandolo dagli ordini che ho

ricevuti. Nondimeno, considerando la qualità delle persone che formano

l'oggetto della mia missione, io nutro speranza che le conseguenze non

saranno sgradevoli (_quindi rivolgendosi ad Alfredo_). Signor

capitano, in nome della legge vi prego consegnarmi la vostra spada ed

a passare agli arresti.

_Mad._ Signore! mio figlio....

_Ros._ Il mio fratello....

_Alf._ (_sciogliendosi la spada dal fianco, la consegna al

magistrato_). Conosco la disciplina e mi uniformo alla legge; protesto

però la mia qualità d'uffiziale al servizio straniero, della quale

intendo valermi per essere in breve restituito alla libertà

(_rivolgendosi alla madre_). Madre mia, persuadetevi che nessun

documento può dare argomenti di reità a mio carico: fra poco ritornerò

nelle vostre braccia.

(_Il signor Basilio ed il commissario si danno segni di mutua

intelligenza._)

_Mad._ Mio figlio agli arresti?

_Com._ Madama, ciò è forse la sua fortuna, a quel che dice egli

stesso, non teme il rigor della legge, e certamente il suo grado in

armata straniera renderà precaria la di lui detenzione.

_Alf._ (_con nobil fierezza, nel guardare l'oriuolo a pendolo, fra

sè_). Giovanni! non è mia colpa, io cedo ad una forza maggiore.

(_Durante questa scena, Rosina, staccatasi dalla madre, si è gettata

sovra una sedia a bracciuoli._)

_Com._ Sei un gran furbo, qualcuno ti ricompenserà (_piano a

Basilio_).

_Bas._ Zitto zitto, che ci guardano! ho capito (_piano al

commissario_).

_Bas._ (_rivolgendosi a madama, vedendo che lo guardava_). Signora, io

tentava....

_Alf._ (_con aria di dileggio marcatissima, interrompendolo_). Vi

dispenso da ogni premura a mio riguardo (_quindi rivolgendosi al

commissario_). Signore! (_con dignità_) se vi piace io vi seguo: l'ora

è tarda, mia madre e mia sorella han bisogno di riposo.

_Com._ Un momento, signor capitano. Altro più doloroso dovere mi resta

a compiere prima di allontanarmi di qua.

_Alf. e Mad._ Gran Dio! qual altra nuova sciagura?

_Com._ (_a Rosina_). Madamigella, voi pure siete agli arresti.

(_Rosina non dà segno di avere inteso, tanto la rende stupida il

dolore._)

_Mad._ Ah! (_Sviene ed è trasportata sopra una sedia: Alfredo si

scuote, fa un movimento d'ira, si tocca il fianco, che trova privo

della spada, e sospira incrociando le braccia al petto._)

_Bas._ (_con estrema vivacità_). Perdonate, signor commissario; voi

forse avrete degli ordini verso madamigella Guglielmi; ma, perdonate,

io dubito che possano eseguirsi sopra la mia futura sposa.

_Com._ (_fingendo meraviglia_), Oh! degnissimo signor Basilio, la cosa

cangia aspetto sicuramente; la vostra futura consorte è dunque la

signorina?

_Ros._ (_scuotendosi_). Ah! no: non è vero, prima la morte!

_Alf._ (_con nobile sdegno_). Pietà di una madre e di una donzella

infelice! Ah! vieni, deh! vieni giustizia divina!

_Com._ (_freddamente e senza curarlo_). Gli schiarimenti datimi

dall'ottimo signor Basilio tranquillizzano la mia coscienza. Mi

rallegro con voi.

_Alf._ Ah! madre mia, scuotetevi, deh! non sacrificate la misera

vostra figlia.

_Ros._ Ah la più tenera delle madri! (_Ambedue i figli si accostano a

mani giunte verso la donna svenuta colmandola di carezze._)

_Mad._ (_rinvenendo dal deliquio_). Dove sono io?...

_Com._ Godo di vedervi risorgere dal vostro abbattimento: la signora

Rosina resterà nell'abitazione materna, sotto la malleveria del signor

Basilio di lei fidanzato; il signor Alfredo avrà la bontà di seguirmi.

_Mad._ Signore, sono talmente confusa che mal comprendo me stessa: pur

vi ringrazio per la urbanità con cui adempite agli uffici del vostro

ministero; d'altronde voglio persuadermi che un disgraziato equivoco

abbia prodotto questa disgustosa scena; ho troppa fiducia nell'onor

dei miei figli, cui seppi inculcare i sentimenti migliori, per non

temere sinistre conseguenze.

_Com._ Signor Basilio, ella è pregata a far le mie veci; dico cioè ad

invigilare alla condotta della sua signora fidanzata.

_Bas._ Carissimo signore, rispondo di lei qual di me stesso.

_Com._ Signor ufficiale.

_Alf._ Ho inteso: addio, mia madre, addio, mia sorella; voi mi

rivedrete fra poco: l'innocenza non teme il rigor della legge. (_Nel

proferire queste parole dà un'occhiata terribile al signor Basilio, il

quale volge da altra parte la testa._)

_Mad. e Ros._ (_con accento doloroso stendendo le braccia verso

Alfredo_). Addio. Voglia il cielo restituirti in breve all'amor

nostro.

_Il commissario, Alfredo ed i soldati escono._

I demagoghi O, I misteri di Livorno · 第 23 / 77 题