Professore nella Università di Oxford e Curatore della _Taylorian
Institution_
_Illustre Amico_,
_Nessuno meglio di Voi potrebbe dire in qual modo sia nato
inaspettatamente questo mio nuovo tenue volume. Chè, se mia fu la
scelta del tèma, Vostro fu il merito, posto che il libro non accresca
i miei torti verso le lettere, se mi venne fornita l'occasione di
scriverlo. E quale occasione! La più solenne che amor proprio di
autore potesse ambire. Nè contento di avermi coi vostri insigni
colleghi, i Curatori di codesta illustre _Tayloriana Istituzione_
intesa a promuovere fra gli Inglesi lo studio delle lingue e delle
letterature moderne, messo in condizione di ragionare per tre volte,
innanzi ad un pubblico veramente eletto, intorno al sommo fra i nostri
scrittori contemporanei, la vostra bontà e cortesia volle non pure
che, tra le agiatezze della vostra casa ospitale, io dimenticassi in
Inghilterra la mia condizione di straniero, ma ancora che, nelle
vostre domestiche contentezze, se pure visibilmente contristate da un
amaro ricordo, io vedessi, in alcune parte, l'immagine di quelle
vivissime che mi attendevano al mio ritorno in patria. A Voi, illustre
concittadino ed ammiratore di quel Goethe che diede al Manzoni nostro
il vero battesimo della gloria, a Voi avvezzo, dal cielo olimpico e
luminoso in cui spaziate, a contemplar le cime più ardue di
quell'_açvattha_ infinito, ch'è l'albero della scienza, non
increscerà, io spero, dopo avere, con la vostra costante benevolenza
accresciuto coraggio al vostro amico lettore, se io sono in qualche
modo riuscito a presentarvi del Manzoni un ritratto abbastanza fedele,
ritrovacelo nuovamente innanzi come figura degna di Voi; questo
ritratto, in ogni maniera, nel mio desiderio Vi appartiene, se non
altro come ricordo di quegli obblighi di sentita gratitudine, per i
quali sono lieto io medesimo di non esservi più interamente straniero.
Con questi sentimenti, gradite, illustre amico, il libro che Vi invio
con la fiducia, non vorrei dire solamente speranza, che ne durasse
lungamente in Voi la memoria, se non per alcun merito particolare del
biografo, almeno sicuramente per la nobiltà della vita intellettuale
che impresi a descrivere, dalla quale, fin che le nuove generazioni
deriveranno luce ed esempio, le lettere continueranno sempre a
sostenere il loro desiderabile e necessario ufficio d'instauratrici
amabili e generose di ogni civile sapienza._