DEI DEL CIELO E DELL’ARIA

_Ibmel_, che significava cielo, era anche Dio del cielo, e venne poi a

significare divinità in generale. È lo stesso nome che danno adesso al

Dio, che i cristiani hanno insegnato loro a conoscere.

_Diermes_ o _Tiermes_ o _Horagales_ (che ha poi molti altri nomi nei

diversi dialetti lapponi) era uno degli Dei più antichi e più venerati,

e per questo si trova sopra tutti i _runebom_. Era il Dio del tuono

e del baleno, e comandava ai venti, alla pioggia, alla neve, al mare,

ai laghi: poteva fare il bene o il male degli uomini; farli vivere o

morire. Era armato di un martello e di un arcobaleno col quale lanciava

freccie. Egli proteggeva il _Noaide_, mentre questi era svenuto e la

sua anima andava nel regno dei morti, e quando il diavolo o gli spiriti

cattivi volevano impedire l’anima dal tornare nel corpo, li scacciava

col suo martello. Non gli si doveva sacrificare nessun’animale femmina,

nè alcuna donna doveva assaggiare la carne degli animali che gli

venivano sacrificati.

_Varalde olmai_ (uomo della terra). Lo pregavano per tutto quel che era

abbondanza di pesca, di licheni per le renne, di nascite nelle mandre,

di burro e di formaggio ecc., e lo pregavano anche perchè mandasse un

buon raccolto di grano ai cristiani, affinchè da questi potessero far

buona compra di farina, di birra, di acquavite e di tutto quello che

deriva dal grano.

_Bieggagales_ (Dio del vento). Lo pregano di calmare il vento quando

questo a primavera fa morire i vitellini delle renne al momento

della nascita, o quando sono in pericolo sul mare. Col mezzo del loro

_runebom_ lo legano con tre nodi: sciogliendo il primo ottengono vento

discreto; sciogliendo il secondo, vento assai forte; ma se si scioglie

il terzo, è inevitabile il naufragio.

Questi tre Dei, _Horagales, Varalde olmai_ e _Bieggagales_ erano i tre

grandi Dei dei lapponi.

La nozione dei _tre uomini santi_, che quasi servivano d’intermediario

fra i lapponi e i tre grandi Dei, pare derivata dall’adorazione

cattolica dei santi.

Erano _l’uomo della domenica, l’uomo del sabato_ e _l’uomo del

venerdì_. Ma parrebbe che avanti di venire in contatto coi cristiani

i lapponi dividessero il tempo in settimane e mesi (i nomi dei giorni

sono difatti tutti derivati dal norvegese), dunque questa credenza in

tre uomini santi devesi ritenere come di origine mista.

_Baeivve, Manno_ e _Nastek_

(Il sole, la luna e le stelle)

Pare che i lapponi siano stati grandi adoratori del sole. Era la sola

divinità alla quale offrissero olocausti sopra alcune pietre sacre

speciali. Friis crede, che la forma rotonda che i lapponi danno ad ogni

cosa derivi pure dall’adorazione del sole. Le tende, le capanne, gli

steccati per le renne, i cucchiai, i recipienti pel latte sono rotondi;

perfino le scarpe anticamente erano rotonde, e non è improbabile che

le madri, per l’adorazione che avevano di questa forma rotonda, che a

loro pareva la più bella, cercassero di rendere rotonda per mezzo di

fasciature anche la testa dei loro bambini. Un resto dell’adorazione

del sole si trova ancora nell’uso di spalmare di burro le pareti della

capanna, affinchè il sole lo possa struggere quando torna a farsi

vedere dopo la lunga notte d’inverno. Pare che adorassero anche la

luna.

_La luna e le stelle._ Al sole, come alla maggior parte degli Dei,

davano famiglia, moglie e figli, i quali però non venivano adorati in

modo speciale.

_Mader-acce_ è un Dio che si trova solo in un _runebom_ e del quale si

hanno poche notizie; abitava in cielo, ed aveva per moglie _Mader-akka_

e tre figlie, le quali però abitano in terra (il che va d’accordo

colla idea che i lapponi hanno, che le donne sono molto inferiori agli

uomini).

Un viaggio in Lapponia coll'amico Stephen Sommier · 第 75 / 96 题