Come questa devota anima fa petizione a Dio di volere sapere de li
stati e fructi de le lagrime.
Alora quella anima, ansietata di grandissimo desiderio, levandosi come
ebbra sí per l'unione che era facta in Dio e sí per quello che aveva
udito e gustato da la prima dolce Veritá, e ansietata di dolore della
ignoranzia delle creature di non cognoscere il loro benefactore e
l'affecto della caritá di Dio (e nondimeno aveva una allegrezza d'una
speranza della promessa che la veritá di Dio aveva facta a lei,
insegnandole el modo che ella dovesse tenere, ed ella e gli altri servi
di Dio, per volere che egli faccia misericordia al mondo); levando
l'occhio de l'intellecto nella dolce Veritá dove stava unita, volendo
alcuna cosa sapere sopra de' decti stati de l'anima che Dio aveva a lei
narrati, vedendo che l'anima passa agli stati con lagrime; e però
voleva sapere da la Veritá la differenzia delle lagrime, e come erano
facte, e unde procedevano, e il fructo che seguitava doppo el pianto.
Volendo adunque saperlo da la prima dolce Veritá unde procedevano le
decte lagrime, e di quante fussero ragioni lagrime, perché la veritá non
si può cognoscere altro che da essa Veritá, però dimanda la Veritá. E
nulla cosa si cognosce nella Veritá che non si vegga con l'occhio de
l'intellecto, unde è bisogno, a chi vuole cognoscere, che si levi con
desiderio di volere cognoscere col lume della fede nella Veritá, aprendo
l'occhio de l'intellecto con la pupilla della fede ne l'obbiecto della
Veritá.
Poi che ebbe cognosciuto, perché non l'era escito di mente la doctrina
che le die' la Veritá, cioè Dio, che per altra via non poteva sapere
quello che desiderava di sapere degli stati e fructi delle lagrime, levò
sé sopra di sé con grandissimo desiderio oltre a ogni modo, e col lume
della fede viva upriva l'occhio de l'intellecto suo nella Veritá
etterna, nella quale vide e cognobbe la veritá di quello che dimandava.
Manifestandole Dio se medesimo, cioè la benignitá sua, conscendendo a
l'affocato desiderio, adempiva la sua petizione.