Come quelli che sono gionti al predecto stato unitivo, sono
illuminati nell'occhio dell'intellecto loro di lume sopranaturale
infuso per grazia; e come è meglio andare per consiglio de la
salute dell'anima ad uno umile con sancta coscienzia, che a uno
superbo licterato.
--Con questo lume, il quale è posto ne l'occhio de l'intellecto, mi
vidde Tomaso, unde acquistò el lume della molta scienzia. Agustino,
Ieronimo e gli altri doctori e sancti miei, illuminati dalla mia veritá,
intendevano e cognoscevano nelle tenebre la mia veritá; cioè che la
sancta Scriptura, che pareva tenebrosa perché non era intesa, non per
difecto della Scriptura ma dello intenditore che non intendeva. E però
Io mandai queste lucerne ad illuminare gli accecati e grossi
intendimenti. Levavano l'occhio de l'intellecto per cognoscere la veritá
nella tenebre, come decto è. E Io, fuoco acceptatore del sacrificio
loro, gli rapivo, dando lo' lume non per natura ma sopra ogni natura, e
nella tenebre ricevevano el lume cognoscendo la veritá per questo modo.
Unde, quella che alora appareva tenebrosa, appare ora con perfectissimo
lume a' grossi e a' soctili di qualunque maniera gente si sia. Ogniuno
riceve secondo la sua capacitá e secondo che esso si vuole disponere a
cognoscere me, perch'Io none spregio le loro disposizioni. Sí che vedi
che l'occhio de l'intellecto ha ricevuto lume infuso per grazia sopra
del lume naturale, nel quale i doctori e gli altri sancti cognobbero la
luce nella tenebre, e di tenebre si fece luce, però che lo 'ntellecto
fu prima che fusse formata la Scriptura; unde da l'intellecto venne la
scienzia, perché nel vedere discerse.
Per questo modo discersero e intesero e' sancti padri e profeti che
profetavano de l'avenimento e morte del mio Figliuolo. Per questo modo
ebbero gli apostoli doppo l'avenimento dello Spirito sancto, che lo'
donòe questo lume sopra el lume naturale. Questo ebbero evangelisti,
doctori, confessori, vergini e martiri; e tucti sono stati illuminati da
questo perfecto lume; e ogniuno avutolo in diversi modi, secondo la
necessitá della salute sua e della salute de le creature, e a
dichiarazione della sancta Scriptura. Sí come fecero e' sancti doctori,
nella scienzia dichiarando la doctrina della mia Veritá, la predicazione
degli appostoli, le sposizioni sopra e' vangeli de' vangelisti; e'
martiri, dichiarando nel sangue loro el lume della sanctissima fede, el
fructo e il tesoro del sangue de l'Agnello; le vergini, ne l'affecto
della caritá e puritá; negli obedienti è dichiarata l'obedienzia del
Verbo, cioè mostrando la perfeczione de l'obedienzia, la quale riluce
nella mia Veritá, che, per l'obedienzia ch'Io gl'imposi, corse a
l'obrobriosa morte della croce.
Tucto questo lume e' si vede nel vecchio e nel nuovo Testamento. Nel
vecchio, le profezie de' sancti profeti, fu veduto e cognosciuto da
l'occhio de l'intellecto col lume infuso per grazia da me sopra el lume
naturale, come decto t'ho. Nel nuovo Testamento della vita evangelica,
con che è dichiarata a' fedeli cristiani? con questo lume medesimo. E
perché ella procedeva da uno medesimo lume, non ruppe la legge nuova la
legge vechia, anco si legò insieme; ma tolsele la imperfeczione, perché
ella era fondata solo in timore. Venendo el Verbo de l'unigenito mio
Figliuolo, con la legge de l'amore la compí, dandole l'amore, levando el
timore della pena e rimanendo el timore sancto. E però dixe la mia
Veritá a' discepoli per dimostrare che Egli non era rompitore della
legge: «Io non so' venuto a dissolvere la legge, ma adempirla». Quasi
dicesse la mia Veritá a loro:--La legge è ora imperfecta, ma col sangue
mio la farò perfecta, e cosí la riempirò di quello che ora le manca,
tollendo via el timore della pena e fondandola in amore e in timore
sancto.
Chi la dichiarò che questa fusse la veritá? El lume che fu dato ed è
dato a chi el vuole ricevere per grazia sopra el lume naturale, come
decto è. Sí che ogni lume che esce della sancta Scriptura è uscito ed
esce da questo lume. E però gl'ignoranti superbi scienziati aciecano nel
lume, perché la superbia e la nuvila de l'amore proprio ha ricoperta e
tolta questa luce: però intendono piú la Scriptura licteralmente che con
intendimento; e però ne gustano la lectera rivollendo molti libri, e non
gustano il merollo della Scriptura, perché s'hanno tolto el lume con che
è formata e dichiarata la Scriptura. Unde questi cotali si maravigliano
e cadranno nella mormorazione vedendo molti grossi e idioti nel sapere
la Scriptura sancta, e nondimeno sonno tanto illuminati nel cognoscere
la veritá come se longo tempo l'avessero studiata. Questa non è
maraviglia neuna, perché egli hanno la principale cagione del lume unde
venne la scienzia. Ma perché essi superbi hanno perduto el lume, non
veggono né cognoscono la bontá mia, né el lume della grazia infusa sopra
de' servi miei.
Unde Io ti dico che molto è meglio andare per consiglio della salute de
l'anima a uno umile con sancta e dricta coscienzia, che a uno superbo
lecterato studiante nella molta scienzia, perché colui non porge se non
di quello che elli ha in sé, unde, per la tenebrosa vita, spesse volte
el lume della sancta Scriptura porgerá in tenebre. El contrario trovará
ne' servi miei, ché el lume che hanno in loro, quello porgono con fame e
desiderio de la salute sua.
Questo t'ho decto, dolcissima figliuola mia, per farti cognoscere la
perfeczione di questo unitivo stato, dove l'occhio de l'intellecto è
rapito dal fuoco della caritá mia, nella quale caritá ricevono el lume
sopranaturale. Con esso lume amano me, perché l'amore va dietro a
l'intellecto, e quanto piú cognosce, piú ama, e quanto piú ama, piú
cognosce. Cosí l'uno nutrica l'altro.
Con questo lume giongono a l'etterna mia visione, dove veggono e gustano
me in veritá, separata l'anima dal corpo, sí come Io ti dixi quando ti
contiai della beatitudine che l'anima riceveva in me. Questo è quello
stato excellentissimo che, essendo anco mortale, gusta tra gl'inmortali.
Unde spesse volte viene a tanta unione, che a pena che egli sappi se
egli è nel corpo o fuore del corpo, e gusta l'arra di vita etterna sí
per l'unione che ha facta in me e sí perché la volontá è morta in sé,
per la quale morte fece unione in me, che in altro modo perfectamente
non la poteva fare. Adunque gustano vita etterna, privati de lo 'nferno
della propria volontá, la quale dá una arra d'inferno a l'uomo che vive
a la volontá sensitiva, sí come Io ti dixi.