CAPITOLO L

Come questa anima venne in grande amaritudine per la cechitá di

quelli che s'annegavano giú per lo fiume.

Alora quella anima ansietata di desiderio, considerando la sua e

l'altrui imperfeczione, adolorata d'udire e vedere tanta ciechitá delle

creature, e avendo veduto che tanta era la bontá di Dio che neuna cosa

aveva posta in questa vita che fusse impedimento, in qualunque stato si

fusse, a la sua salute, ma tucte ad exercitamento e a provazione della

virtú, e nondimeno, con tucto questo, per lo proprio amore e disordinato

affecto, n'andavano giú per lo fiume non correggendosi, vedevali

giognere a l'etterna dannazione.

E molti di quelli che v'erano, che cominciavano, tornavano a dietro per

la cagione che udita aveva da la dolce bontá di Dio, che aveva degnato

di manifestare se medesimo a lei. E per questo stava in amaritudine. E

fermando essa l'occhio de l'intellecto nel Padre etterno, diceva:--O

amore inextimabile, grande è l'inganno delle tue creature! Vorrei che,

quando piacesse a la tua bontá, tu piú distinctamente mi spianassi e'

tre scaloni figurati nel corpo de l'unigenito tuo Figliuolo; e che modo

essi debbono tenere per escire al tucto del pelago e tenere la via della

Veritá tua, e chi sonno coloro che salgono la scala.

Libro della divina dottrina: Dialogo della divina provvidenza · 第 69 / 221 题