CAPITOLO XXX

Come questa anima, maravigliandosi de la misericordia di Dio,

raconta molti doni e grazie procedute da essa divina misericordia

ad l'umana generazione.

Alora quella anima, quasi come ebbra, non si poteva tenere; ma quasi

stando nel cospecto di Dio, diceva:--O etterna misericordia, la quale

ricuopri e' difecti delle tue creature, non mi maraviglio che tu dica di

coloro che escono del peccato mortale e tornano a te: «Io non mi

ricordarò che tu m'offendessi mai». O misericordia ineffabile, non mi

maraviglio che tu dica questo a coloro che escono del peccato, quando tu

dici di coloro che ti perseguitano: «Io voglio che mi preghiate per

loro, acciò che Io lo' facci misericordia».

O misericordia la quale esce della Deitá tua, Padre etterno, la quale

governa con la tua potenzia tucto quanto el mondo! Nella misericordia

tua fummo creati: nella misericordia tua fummo ricreati nel sangue del

tuo Figliuolo. La misericordia tua ci conserva, la misericordia tua fece

giocare in sul legno della croce el Figliuolo tuo alle braccia, giocando

la morte con la vita e la vita con la morte. E alora la vita sconfisse

la morte della colpa nostra, e la morte della colpa tolse la vita

corporale allo immaculato Agnello. Chi rimase vinto? la morte. Chi ne fu

cagione? la misericordia tua.

La tua misericordia dá vita. Ella dá lume per lo quale si conosce la tua

clemenzia in ogni creatura: ne' giusti e ne' peccatori. Ne l'altezza del

cielo riluce la tua misericordia, cioè ne' sancti tuoi. Se io mi vollo a

la terra, ella abonda della tua misericordia. Nella tenebre de l'inferno

riluce la tua misericordia, non dando tanta pena a' dannati quanta

meritano.

Con la misericordia tua mitighi la giustizia; per misericordia ci hai

lavati nel Sangue; per misericordia volesti conversare con le tue

creature. O pazzo d'amore! non ti bastò d'incarnare, che anco volesti

morire? Non bastò la morte, che anco discendesti a lo 'nferno traendone

i santi padri, per adempire la tua veritá e misericordia in loro? Però

che la tua bontá promecte bene a coloro che ti servono in veritá. Imperò

discendesti a limbo, per trare di pena chi t'aveva servito e rendar lo'

el fructo delle loro fadighe.

La misericordia tua vego che ti costrinse a dare anco piú a l'uomo, cioè

lassandoti in cibo, acciò che noi, debili, avessimo conforto, e

gl'ignoranti smemorati non perdessero la ricordanza de' benefizi tuoi. E

però el dái ogni dí a l'uomo, rapresentandoti nel Sacramento de l'altare

nel corpo mistico della sancta Chiesa. Questo chi l'ha facto? la

misericordia tua.

O misericordia, el cuore ci s'affoga a pensare di te, ché dovunque io mi

vollo a pensare, non truovo altro che misericordia, O Padre etterno,

perdona a l'ignoranzia mia che ho presumpto di favellare innanzi a te;

ma l'amore della tua misericordia me ne scusi dinanzi alla benignitá

tua.

Libro della divina dottrina: Dialogo della divina provvidenza · 第 49 / 221 题