Similitudine come la caritá, l'umilitá e la discrezione sono unite
insieme; a la quale similitudine l'anima si debba conformare.
--Sai come stanno queste tre virtú? come se tu avessi uno cerchio tondo
posto sopra la terra; e nel mezzo del cerchio escisse uno arbore con uno
figliuolo dallato unito con lui. L'arbore si notrica nella terra che
contiene la larghezza del cerchio, ché se egli fusse fuore della terra,
l'arbore sarebbe morto e non darebbe fructo infino che non fusse
piantato nella terra.
Or cosí ti pensa che l'anima è uno arbore facto per amore, e però non
può vivere altro che d'amore. È vero che, se ella non ha amore divino di
perfecta caritá, non produce fructo di vita ma di morte. Conviensi che
la radice di questo arbore, cioè l'affecto de l'anima, stia e non esca
del cerchio del vero cognoscimento di sé; el quale cognoscimento di sé è
unito in me che non ho né principio né fine, sí come el cerchio che è
tondo; ché quanto tu ti vai ravollendo dentro nel cerchio, non truovi né
fine né principio; e pure dentro vi ti truovi. Questo cognoscimento di
sé e di me in sé, truova e sta sopra la terra della vera umilitá; la
quale è tanto grande quanto la larghezza del cerchio, cioè il
cognoscimento che ha avuto di sé, unito in me come decto è. Ché
altrimenti non sarebbe cerchio senza fine né senza principio: anco
avarebbe principio, avendo cominciato a cognoscere sé, e finirebbe nella
confusione se questo cognoscimento non fusse unito in me.
Alora l'arbore della caritá si nutrica ne l'umilitá, mectendo il
figliuolo dallato della vera discrezione per lo modo che decto t'ho. El
mirollo de l'arbore, cioè de l'affecto della caritá che è ne l'anima, è
la pazienzia; la quale è uno segno dimostrativo che dimostra me essere
ne l'anima e l'anima unita in me. Questo arbore cosí dolcemente piantato
gicta fiori odoriferi di virtú, con molti e divariati sapori; egli rende
fructo di grazia a l'anima e fructo d'utilitá al proximo secondo la
sollicitudine di chi vorrá ricevere de' fructi de' servi miei. A me
rende odore di gloria e loda al nome mio; e cosí fa quello per che Io el
creai, e da questo giogne al termine suo, cioè me, che so' vita durabile
che non gli posso essere tolto se egli non vuole.
Tucti quanti e' fructi che escono de l'arbore sonno conditi con la
discrezione, perché sonno uniti insieme, come detto t'ho.