[1766]
Generalmente essendo gli Americani chi nojato dai presenti disordini,
chi offeso dall'interrompimento del commercio, e chi spaventato
dall'apparenza delle future cose, che già parevano a manifesta discordia
risguardare, ricevettero con grandissima esultanza la nuova, che fosse
la legge della marca stata dal Parlamento annullata. Eglino si vedevano
con infinita allegrezza sottratti dalla necessità o di venire agli
estremi danni, ed al sangue civile, la qual cosa si appresentava loro
come in sè stessa abbominevole, e piena di grandissimi pericoli, di
piegare il collo ad un giogo, che detestavano del pari, ed al quale già
più ripugnavano, poichè erano tant'oltre nella resistenza proceduti.
Perciò se siano stati grandi i segni in ogni luogo dell'allegrezza
pubblica, ognuno il può immaginare. L'assemblea stessa di Massacciusset,
o perchè avesse l'animo grato, o forse per viemaggiormente
nell'opposizione confermarsi; perciocchè già erano in quella entrati i
Capi principali del popolo massacciuttese, che probabilmente a
tutt'altra cosa pensavano meno, che a questa di volere la dependenza
dell'America verso l'Inghilterra mantenere, unitamente decretò, si
dovessero render grazie al Duca di Grafton, e ad altri nobili uomini, a
Guglielmo Pitt, e ad altri gentiluomini, i quali nella Camera dei Pari,
ed in quella dei Comuni avevano la difesa dei diritti delle colonie
intrapresa, e fatta l'abborrita legge abrogare. Medesimamente
l'assemblea dei borghesi della Virginia determinò, dovessesi rizzare una
statua al Re in riconoscimento e memoria della rivocazione dell'atto
della marca, ed un obelisco in onore e commemorazione di quegli uomini
degnissimi, i quali si erano con tanta efficacia in favor loro
adoperati. Guglielmo Pitt sopra tutti era diventato l'anima loro, ed il
suo nome con grandissime lodi esaltato fino alle stelle, per aver egli
detto, che gli Americani bene avevan fatto a resistere; poco badando,
ch'egli avesse con sì gravi e forti parole voluto l'autorità
parlamentare sopra le colonie in ogni caso di legge, e di esterna
tassazione stabilire. Ma le minacce guardavan come cose remote, le
asseverazioni di certi diritti nel Parlamento, e come cose speculative,
solo messe avanti per salvar l'onore, per lusingar l'orgoglio
britannico, e per far isgozzare quell'amaro boccone. Dall'altra parte
volevano per la coperta delle passate cose, e fors'anche pei disegni a
venire, farsi scudo di un tanto nome. Coll'istesso animo ricevettero
l'atto declaratorio, il quale nel medesimo tempo venne dal segretario di
Stato trasmesso in America, che quello della rivocazione della marca.
Ciò nonostante, e sotto di questa specie d'allegrezza universale non
quietarono del tutto gli animi; che anzi vi covavano ancora molti mali
umori, e vi passavano segrete ruggini. Le restrizioni poste nuovamente
sul commercio erano state causa di altrettanto disgusto, di quanto
l'atto stesso della marca, principalmente nelle città commercianti delle
province più settentrionali, ed il buon successo della prima resistenza
dava luogo ad ulteriori speranze. Duranti le passate turbolenze si erano
grandemente avvezzati gli uomini alle disquisizioni politiche; si andava
sottilmente ricercando ogni carta, ogni diritto; e raro era, non mai,
che gli Americani dessero il torto a sè stessi. In tali investigazioni e
disputazioni erano sopra di molte cose nate opinioni nuove, e qualche
volta strane ed esagerate sui diritti americani, e sulla natura della
congiunzion loro coll'Inghilterra. Di pari grado s'erano gli animi
inritrositi ed inacerbiti. Tutti stavan molto sollevati, e non avrebbon
lasciato passare un bruscolo in fatto della libertà politica e civile;
dimodochè pareva, a chi molto bene dentro guardava, che la
riconciliazione tra le colonie e la metropoli fosse più apparente, che
vera, e che si sarebbero le prime occasioni pigliate per prorompere di
nuovo nei rivolgimenti e nella discordia.
L'esca al nuovo fuoco, e la cagione di nuove alterazioni fu data dalle
province di Massacciusset e della Nuova-Jork. L'assemblea della prima
stava in mala volontà col governatore Francesco Bernardo, per esser
questi avverso, come credevano, alle prerogative americane; ed avendo
per suo oratore eletto l'Otis, uno de' libertini più svegliati, che si
trovassero a quei tempi in America, il governatore gli diè divieto; la
qual cosa fece grandemente inselvatichire i deputati. Intanto Otis per
far le sue vendette operò tanto, che furono esclusi dall'assemblea gli
uffiziali della Corona, ed i membri della Corte superiore di giustizia,
ch'erano l'Hutchinson, e l'Oliver. Il governatore aspreggiato diè dal
canto suo l'esclusiva a sei fra gli scambj proposti. Così il mal animo
cresceva da una parte e dall'altra. Ma i libertini, che così chiameremo
con vocabolo antico coloro che amano, o fanno professione di amar la
libertà, procedettero più oltre, e fecero sì, che l'assemblea decretò,
che i dibattimenti fossero pubblici, e si construisse un ballatojo per
comodo di coloro, i quali desiderassero intervenirvi. La qual cosa non
fu sì tosto detta, che fatta. La pubblicità delle tornate diè animo ai
libertini, e sgomentò i fautori del governo; quelli eran sicuri di
guadagnar più seguito, quanto più efficacemente delle libertà americane
favellavano; e questi più erano disgraziati, e più venivano in odio
dell'universale, quanto più si sforzavano le parti del governo
mantenere. Onde molti per lo migliore deliberarono di ristarsi. I primi
vantaggiavano d'assai i secondi, perchè, per metter gli avversarj in
voce di popolo, bastava, dicessero, aver eglino, vero, o falso, che ciò
fosse, alla provvisione della marca dato favore.
Il segretario di Stato Conway, coll'atto della rivocazione della legge
della marca, aveva anche inviato ai governatori delle province un'altra
risoluzione della Camera dei Comuni, la quale ordinava, che tutte quelle
persone, le quali per conto del desiderio, che dimostrato avevano di
eseguire esse stesse, o di fare ad altri eseguire un qualche atto del
Parlamento, ricevuto avessero ingiuria o danno, ne fossero ristorate
dalle colonie, nelle quali esse ingiurie o danni fossero state commesse.
Di più il segretario aveva raccomandato ai governatori, dovessero
adoperarsi in modo, che quelle persone fossero per l'avvenire da ogni
altro insulto o disgusto difese, e fosse loro quel rispetto avuto, e
quella giustizia usata, che ed i meriti loro verso la Corona, e le
passate disgrazie richiedevano.
I danni e l'ingiurie erano principalmente stati fatti, ed usate nella
provincia di Massacciusset, ed il governatore Bernardo comunicò tosto
all'assemblea la risoluzione della Camera dei Comuni; ma ciò fece con sì
aspre parole, che quella se ne risentì gravemente, e gli animi di già
male inclinati s'ingrossaron di vantaggio da ambe le parti. Nacquero
quindi varj bisticci, e l'assemblea iva schermendosi ora con una scusa,
ora con un'altra per non far i compensi. Finalmente, venuta la cosa in
nuova deliberazione, considerato dall'un canto, che ad ogni modo avrebbe
il Parlamento potuto, per mezzo di qualche nuovo dazio sui porti di
mare, la pecunia necessaria alle compensazioni raccogliere, e dall'altro
in quanta detestazione sarebber venuti appresso gli uomini prudenti per
questa nuova resistenza, giacchè tante cose già si dicevano della
ritrosia massacciuttese, deliberarono di far le compensazioni a spese
della provincia; e perciò vinsero una provvisione di perdono verso gli
offenditori e di compensazione verso gli offesi. Alla quale il Re pose
poscia il suo divieto; perciocchè l'assemblea colonaria non avesse
autorità di far provvisioni d'indulti e di perdonanza. Tuttavia gli
offesi furon rifatti, e gli offenditori non furono ricerchi. L'assemblea
della Nuova-Jork parve ricevere con miglior animo l'atto di
compensazione, ed i danni furono ristorati alla maggior parte degli
offesi. Solo il vice-governatore Colden non potè la sua ottenere,
allegando l'assemblea, che se la plebe era corsa a suoi danni, ei se
l'aveva molto ben meritato.
Ma nacque in questa medesima provincia un'altra gara, la quale dimostrò,
che non erano ancora posate affatto le alterazioni. Si aspettava nella
Nuova-Jork il generale Gage con una buona mano di soldati, e perciò il
governatore ebbe mandato un messaggio all'assemblea ricercandola,
eseguissero la provvisione del Parlamento ch'essi chiamano atto
dell'ammotinamento, il quale ordina, che in quelle colonie, nelle quali
le genti del Re avessero le stanze, siano provviste di baracche e
d'altre cose di cui hanno bisogno. Per mala forza, ed in parte
acconsentirono, avendo deliberato, fossero somministrate le baracche, il
fuoco, il lume, i letti, ed alcuni altri utensigli, siccome n'erano
stati ricerchi; ma il sale, l'aceto, il melichino e la cervogia non
vollero fornire, dicendo che queste ultime cose non eran solite a
somministrarsi ai soldati quando sono attrabaccati, ma solamente quando
sono sulle mosse. La qual deliberazione accettò il governatore per lo
men reo partito. E qui si vide un manifesto esempio della mansuetudine
dei ministri inglesi in quel tempo; imperciocchè in vece di risentirsi e
gastigare questa nuova disubbidienza, siccome alcuni consigliavano, si
contentarono di promuovere una legge, per la quale si venne ad ordinare,
che l'assemblea della Nuova-Jork fosse proibita dal fare alcuna
provvisione, sino a che non avessero soddisfatto in ogni parte alla
requisizione del Parlamento. Obbedirono poscia gli Jorchesi, e le cose
furono ai primitivi ordini ritornate.
L'istesse querele si rinnovarono in Massacciusset. Sul finir dell'anno
alcune compagnie di artiglieri furon gettate da una fortuna di mare nel
porto di Boston. Il governatore fu ricerco, alloggiassele e fornissele
di ogni oggetto necessario alle stanze. Il Consiglio fu di parere, si
fornissero. La moneta necessaria fu tratta dal Tesoro sul mandato del
governatore. Intanto fu convocata l'assemblea, e volendo eglino la gara,
scrissero al governatore, informassegli se qualche provvisione fosse
stata fatta per le genti del Re; e se altre dovessero arrivare da dover
ivi avere gli alloggiamenti loro. Rescrisse il governatore, mandando il
diario del Consiglio col conto della spesa, aggiugnendo, non aspettar
l'arrivo di nuove genti. Or qui vi fu che fare e che dire. Esclamavano
che il governatore, coll'avere ordinato col solo parere del suo
Consiglio si facesse il fornimento, aveva in punto essenziale operato
contro gli statuti della provincia. Aggiunsero alcune protestazioni
sulla prontezza loro nell'obbedire ai comandamenti del Re, quando
secondo gli ordini pubblici, richiesti ne fossero.
Da questa ostinazione delle due principali province dell'America, e da
questa inclinazione loro a cercare nuove cagioni di contesa, siccome
sentirono in Inghilterra molestia grande coloro, che alle prerogative
americane si erano favorevoli dimostrati, così fu causa, che gli
avversarj loro garrissero per ogni canto, questi essere i frutti delle
ministeriali condiscendenze; questa essere la lealtà, la gratitudine dei
coloni verso la comune madre; quest'esser le prove dell'amore loro verso
la pubblica quiete; questa l'osservanza e l'ossequio verso il governo
britannico; ora essersi levata la maschera dal viso, ora senza alcun
ritegno correre allo scopo della disgiunzione e della independenza;
doversi per tempo imporre un freno a questi spiriti baldanzosi; mostrar
loro, quanto sia pericolosa cosa il contendere coi possenti padri loro,
il resistere alla volontà della Gran-Brettagna; e giacchè così male
corrispondevano alla mansuetudine e bontà sua, nell'avere la tassa della
marca rivocata, un'altra doversi loro imporre, e per mantenere il
diritto, e per fargli direttamente contribuire alla difesa comune del
regno. Questi romori erano assai fomentati dai possessori delle terre
nell'isole britanniche, i quali si davano a credere, che di quanto si
traesse da una tassa posta sull'America, di tanto s'avesse a diminuire
quella, alla quale essi medesimi eran sottoposti. Le quali opinioni
lusingavano grandemente l'orgoglio britannico, ch'era stato tocco in
fino sul vivo dalla rivocazione della tassa della marca, ed ora la
ferita penetrava ancora più addentro per le nuove ritrosità americane.
Il Re stesso, essendochè molto suo malgrado s'era indotto ad
acconsentire a quella rivocazione, si mostrava sommamente alterato, ed
essendo lord Bute tuttavia il suo più intimo consigliere, il quale si
credeva generalmente fosse l'autor principale stato dei consiglj
rigorosi, pareva di nuovo molto inclinato ad aggravar la mano sui
sudditi americani. Perciò, nell'uscir di luglio, un improvviso scambio
ebbe luogo nei ministri, essendo stato il duca di Grafton eletto primo
segretario del Tesoro invece del marchese di Rockingam, il conte di
Shelburne segretario di Stato invece del duca di Richmond, Carlo
Townshend, uomo di natura molto versatile, ma di chiaro ingegno,
camerlingo, ch'essi chiamano cancelliere dello scacchiere, invece di
Guglielmo Dowdeswel; e finalmente Guglielmo Pitt, il quale era testè
stato eletto visconte di Pinsent e conte di Chatam, ebbe il carico di
guardasigillo.
[1767]
I nuovi ministri, eccettuato però il conte di Chatam, il quale, dalle
sue infermità impedito, non interveniva nelle consultazioni,
determinarono d'imporre certe gabelle sul tè, i vetri, la carta ed i
colori che servono all'uso della pittura, che fossero nelle colonie
dell'America introdotti. La provvisione si tenne in pronto per proporla
avanti il Parlamento. Il quale convocato, Carlo Townshend andava
vociferando e vantandosi nella Camera dei Comuni, che conosceva bene
egli un modo di ritrarre una rendita dalle colonie, senza offendere i
diritti ed opinioni loro. Grenville ricolse le parole, e fece una gran
calca al ministro, perchè dichiarasse qual fosse questo modo, e
promettesse, fosse senza indugio innanzi il Parlamento posto. Infatti
poco appresso il camerlingo mosse nella Camera dei Comuni, si dovessero
imporre gabelle sopra il tè, la carta, i vetri ed i colori, che fossero
dall'Inghilterra nelle colonie americane introdotti; si togliessero le
gabelle imposte sui tè, che dall'Inghilterra si trasportassero per alla
volta dell'America, e si ponesse una gabella di tre pensi la libbra su
quelli, i quali sarebbero nei porti americani introdotti. Queste due
provvisioni furono vinte senza molta contraddizione, ed approvate dal
Re. Nel preambolo era stabilito, che il ritratto dovesse servire per
meglio sostentare il governo e l'amministrazione delle colonie; ed
inoltre un articolo ordinava, si formasse in ciascuna provincia
dell'America settentrionale una general lista civile, e ciò senza verun
limite fissare, ch'è quanto a dire, che dal ritratto di queste nuove
gabelle venisse a comporsi una somma di pecunia pubblica, della quale il
governo inglese potesse immediatamente e sino all'ultimo denaro,
disporre per salarj, pensioni e stipendj nell'America, e che questa
pecunia si dovesse e potesse dall'erario estrarre ed adoperarsi in sui
mandati dei ministri; e che quello, che logorati tutti essi mandati,
sopravanzasse, si trattenesse nelle casse all'ordine e disposizione del
Parlamento. Si statuiva eziandio, che il governo potesse colla medesima
pecunia concedere stipendj e salarj ai governatori ed ai giudici nelle
colonie, ed il montare di essi stipendj e salarj determinare. Le quali
ultime risoluzioni erano di troppo maggiore importanza, che le nuove
gabelle stesse non erano, ed affatto pervertivano gli ordini consueti
della costituzione britannica. Imperciocchè, fin dai tempi di Carlo
secondo, questo voler istabilire una lista civile, o sia Camera reale in
America, independente dalle assemblee colonarie, era stato tentato più
volte dai ministri, ma non l'avevano mai potuto ottenere. Ora Carlo
Townshend con quel suo ingegno vivo e svegliato, quasi ridendo, ottenne
con somma facilità quel punto, e ciò ottenne quando era ancora fresca la
memoria dell'opposizione americana in una cosa di minor momento, che
questa, e non erano ancora ben raffreddi quegli umori, ch'erano stati a
tanto incendio concitati. L'altro cambiamento pure di grandissimo
rilievo da queste nuove risoluzioni cagionato si fu, che potendo i
giudici ed i governatori aver salarj o stipendj dai ministri con una
pecunia ritratta per un atto del Parlamento senza l'intervento, e forse
contro la volontà, delle assemblee provinciali, quelli diventavano al
tutto, e dai popoli americani e dalle loro assemblee independenti, e
solo al governo generale, o sia ai ministri britannici obbligati. Le
nuove gabelle dovevan pagarsi facendo tempo dai venti di novembre. E
come se si temesse in Inghilterra, che fosse nelle colonie di troppo
buon grado ricevuta la nuova tassa, e si volesse coll'immagine viva
posta sotto gli occhj degli Americani di quei gabellieri, i quali la
riscossione di quella sopravvedere dovevano, gli animi loro provocare,
si vinse un'altra provvisione che statuiva, si creasse un maestrato di
dogana, che dovesse nell'America risiedere. E per soprammercato a tal
deliberazione fu trascelta per capo la città di Boston, meno di tutte le
altre ad un tal uopo appropriata; perciocchè ivi, più che in altro
luogo, erano gli abitanti fisicosi, ed in sulle proprie libertà gelosi,
e sempre la guardavan molto nel sottile. Erano oltre a ciò poco avvezzi
a veder tra di loro i gabellieri sfoggiarla con grosse paghe, da
ricavarsi dal denaro delle colonie, mentrechè eglino in una molto
stretta mediocrità se ne vivevano.
Da tutte queste cose ne nacque, che di bel nuovo si eccitarono molte
commozioni fra gli Americani; imperciocchè le discordie passate avevano
maggiore inclinazione prodotta verso la resistenza, e le ricerche che
s'eran fatte intorno gli affari politici, avevano le pretensioni dei
diritti, e le voglie di una più larga libertà accresciute. Come questa
era una tassa esterna, vi si sarebbero forse i popoli accomodati, se in
tempi più tranquilli, e senza l'accompagnamento di tante altre
circostanze, che andavan a ferire ciò, ch'essi tenevano più caro, fosse
stata mandata ad effetto. Ma in sì fatto stato di cose non poteva non
avere un cattivo incontro, e molto più, in quanto che il ritratto di
essa era all'oggetto di una rendita pubblica destinato, ed oltre i
limiti di una regola di commercio si estendeva; il che era stato appunto
il soggetto di tante controversie. Ei si vedeva chiaro, che le antiche
pretensioni del governo britannico con tanta contenzione cimentate, di
creare una rendita pubblica nelle colonie per mezzo dell'autorità del
Parlamento, erano di nuovo messe in campo. Perciò si risolvettero in
ogni parte alla resistenza; e siccome quando si riscaldano tra gli
uomini le cose, eglino negli antichi limiti non si contengono, ma
procedono per l'ordinario più oltre, così nei diarj pubblici di Boston
s'incominciaron a metter fuori nuove ed insolite dottrine intorno
l'autorità del Parlamento. Già si gettavan motti verso l'independenza, e
si diceva, che i liberi uomini non debbono più venir tassati, che
governati senza il consentimento loro, il quale dato sia da una
rappresentazione o reale o virtuale. La potestà legislativa del
Parlamento britannico sull'America era, non che recata in dubbio,
negata; ed ora abbracciando le massime di coloro, i quali all'atto della
marca nelle due Camere contraddetto avevano, affermarono, esser vana la
distinzione tra la tassazione esterna ed interna; che nè l'una, nè
l'altra stavano in facoltà del Parlamento; che questo non aveva niuna
autorità di far leggi, che obbligare gli potessero; e, brevemente,
tant'oltre procedettero, che mantennero, che il non avere rappresentanti
in Parlamento, da ogni qualunque soggezione al medesimo gli esentasse. I
diritti, che pretendevano i coloni godere, furono con molta chiarezza e
con una certa eleganza di stile esposti in un libretto, che aveva in
titolo: _Lettere di un coltivatore in Pensilvania agli abitanti delle
colonie inglesi_. L'autore era Giovanni Dickinson, e furon ricevute con
allegro animo da tutti. La concitazione divenne tosto generale. Di nuovo
si ebbe ricorso alle leghe contro l'introduzione dei lavorii inglesi, ed
in favor dei proprj; ed a questo effetto in Boston si portò attorno una
carta, in cui quei che volevano entrar nella lega, dovevano
sottoscriversi, obbligandosi a non fare acquisto di certi oggetti di
commercio dopo l'ultimo giorno di dicembre. Per altro Jacopo Otis, la
cagione non si sa, o perch'ei fosse sventato, o forse perchè
ordinariamente gli uomini più ardenti nelle opinioni sono anche i meno
costanti, o perchè veramente sospettasse, la colonia di Massacciusset
dovesse restar sola nella presente bisogna, rimutatosi, orò con una
lunga dicerìa in favor del governo. Con tutto ciò la lega fu approvata
alla Provvidenza, a Nuovo-Porto, e nelle Terre del Connecticut. Ma però
il negozio di queste leghe andò questa volta molto rimessamente,
malgrado tutti gli sforzi degli adirati.
[1768]
Sedeva nel principio dell'anno 1768 l'assemblea di Massacciusset, la
quale tosto entrò nella considerazione delle nuove tasse. Scrisse ella
lungamente a Dionigi de Berdt, agente suo in Londra, acciò facesse le
rimostranze. Protestarono dell'amore loro verso la Gran-Brettagna, e
condannarono ogni pensiero d'independenza; si gloriarono del nome
inglese, e di essere della costituzione britannica partecipi;
osservarono, che è manifesto il disegno di trarre una entrata pubblica
dalle colonie senza il consenso loro, cosa affatto contraria agli ordini
pubblici ed ai diritti loro; e che se qualche volta gli uomini digradano
la propria vita, od hanno la libertà in dispregio, eglino sono però
sempre, ed inviolabilmente attaccati alla roba loro; e quelli stessi,
che disprezzano tutti i dettami del diritto e dell'onesto, e la fede, e
la verità, ed ogni legge divina ed umana hanno a vile, non è però, che
non tengano in gran conto il denaro; i Barbari stessi, che abitano le
selve, conoscere ed osservare il diritto di proprietà, ed avere
altrettanto cari l'arca, le frecce e le reti da pescare e da uccellare,
quanto gli altri popoli l'oro e l'argento, e le cose più preziose. I
progetti dei livellatori, e la comunanza dei beni essere altrettanto
vani ed impraticabili, quanto sono arbitrarj e dispotici i disegni di
coloro, i quali vorrebbero della proprietà di tutti la Corona investire.
E qual proprietà poter rimanere ai coloni, se, senza il consenso loro,
può loro tolta essere? Favellaron poscia lungamente dei diritti loro, e
dei benefizj commerciali, che dalle colonie ritrae l'Inghilterra;
affermarono gli stipendj ed i salarj dati dalla Corona ai governatori ed
ai giudici esser cose da dover isgomentare gli uomini liberi
dell'America; niuno più efficace fondamento esistere alla tirannide, che
questo, massimamente in America, dove, altrimenti che in Inghilterra, i
giudici tengono il magistrato per sempre, e non durante la buona
condotta; essere pronti i coloni a far le spese necessarie per lo Stato
senza l'intervento dell'autorità parlamentare; niuna necessità aversi
degli eserciti stanziali in America; abborrire essi gli eserciti
stanziali, come pericolosi alla pubblica libertà, e dover temere
l'Inghilterra, coll'esempio degli antichi tempi, che il tener grosso
esercito di soldati mercenarj in un paese così lontano, faccia sorgere
una volta un altro Cesare, che usurpi infine l'autorità del suo Signore.
Si dolsero ancora del nuovo maestrato della dogana, siccome quello, che
tende a far pullulare un mondo di pubblicani, gente nojosa al popolo, ed
al buono e retto costume dannosa. Si querelavano anche gravemente della
sospensione cotanto insolita dell'assemblea della Nuova-Jork, ed
asserirono, non esistervi più alcuna libertà, ed essere le assemblee
inutili, se, vogliano, o non vogliano, hanno esse a far la volontà del
Parlamento. E posto anche quello, che non è, che le nuove provvisioni
siano al diritto conformi, soggiungevano, che certo era, ch'elleno
riescono molestissime ai popoli, che la fede e l'amore tra le due
nazioni ne proveranno una notabile diminuzione. Le quali cose un buon
governo deve pur ben considerare. Sapere i coloni, che era nato il
costume in Inghilterra di sparlare delle assemblee colonarie, e di
essere tenuta in poco conto; del che aversi gl'Inglesi a guardar molto
bene, e più che gli Americani stessi; perciocchè nei passati regni vi
fosse anche l'annuale di sparlare del Parlamento; ed il Re Jacopo primo
era solito di dire, che i Lordi ed i Comuni erano cattivi compagni della
monarchia, alludendo in ciò a quell'antico proverbio, che signoria non
vuol compagnia; e se ora, concludevano, si incomincia dalle assemblee
colonarie, si procederà un dì al Parlamento. Raccomandarono finalmente
all'agente loro di fare ogni sforzo per isventare i disegni di coloro, i
quali ostinati erano nel seminar la zizzania tra le due parti del regno,
e nel mantener vivi i mali umori, che, se rattenuti non fossero, era da
temersi, avessero a prorompere in qualche gran rovina.
L'assemblea di Massacciusset scrisse nei medesimi termini al conte di
Shelburne, ed al generale Conway, segretarj di Stato, al marchese di
Rockingam, al lord Camden, al conte di Chatam, ed ai commissarj del
Tesoro. Queste lettere parlavano, secondo il solito, dei diritti dei
coloni, e delle querele loro, chiamandogli tutti, ma specialmente il
marchese di Rockingam, patroni delle colonie, amici e difensori della
costituzione britannica e dei diritti del genere umano. Ordinò che si
presentasse una petizione al Re con molte protestazioni di lealtà, e
molte affermazioni contro i gravami, dei quali si dolevano. Ma la
medesima non contenta a queste cose, volendo far convenire in un animo
solo tutte le province, prese una molto animosa deliberazione, scrivendo
a tutte le assemblee, ch'era ormai tempo, che tutte pigliassero il
medesimo indirizzo, e con concordia di animi allo stesso fine
s'incamminassero. La qual cosa riuscì di non poco disgusto al governo,
ed i ministri nelle lettere loro ai governatori delle province
aspramente la condannarono.
Il governatore, sapendogli quest'assemblea di cattivo, la disciolse. Non
si deve passar sotto silenzio, che da molto tempo vi erano di molti
corrucci tra questo e quella, non ch'ei non fosse uomo d'ingegno e di
esperienza nelle cose; che anzi era peritissimo ed intendentissimo, ma
era riputato nemico occulto alle prerogative americane, e si credeva,
che nelle sue lettere scritte al conte di Hillsborough avesse ed
esortato il governo ai consiglj rigorosi, e le perturbazioni colonarie
magnificate. Da un'altra parte erano i rappresentanti di spiriti alti, e
molto infatuati delle libertà loro. Perciò si stava dall'un canto, e
dall'altro in sul ritroso; e spesso, ad un minimo che, si bisticciavano,
e poche eran le cose, che andasser di quieto. Ella è cosa certa, che
questi sdegni, che correvano tra l'assemblea di una provincia tanto
principale ed il governatore Bernardo, sono una delle più efficaci
cagioni state delle prime turbazioni, ed in ultimo dell'americana
rivoluzione.
Il governo della Gran-Brettagna stimolato continuamente dalle istanze
del governatore, e mal soddisfatto dei Bostoniani, e generalmente dei
popoli di tutta la provincia di Massacciusset, temendo nuovi tumulti, e
volendo l'osservanza delle leggi efficacemente procurare, aveva scritto
al generale Gage, il quale aveva gli alloggiamenti nella città della
Nuova-Jork, ordinandogli, mandasse un colonnello, ed anche maggior
numero di soldati, se giudicasse necessario, perchè quivi avessero a
rimaner di presidio. Deliberò ancora, che una fregata, due brigantini, e
due fuste stanziassero nelle acque di Boston, perchè dessero favore ai
grascini nelle bisogne loro. In questo mentre successe nella città un
grave tumulto, essendo i Bostoniani corsi a calca contro i grascini,
perchè volevano assicurare una nave sospetta di frodo.
La qual cosa risaputasi da Gage, comandò, che in vece di un solo, due
fossero i colonnelli, che andassero a pigliare gli alloggiamenti in
Boston. Il che divulgatosi in città, i cittadini fecero l'adunanza, e
mandarono al governatore, pregandolo, fosse contento di informargli, se
i sospetti, che correvano dell'insolito presidio a venire, fossero
fondati, e di convocare una altra assemblea. Rispose, che per verità
qualche privato avviso aveva ricevuto intorno l'arrivo delle
soldatesche; pubblico nissuno; che in quanto alla convocazione, non
poteva far altro, che aspettare gli ordini del Re. Sperava, che i popoli
sarebbero stati all'obbedienza più pronti, se, abbandonati a sè stessi,
non avessero quel Capo pubblico dell'assemblea colonaria, che nodrisse
la sedizione, avuto. E perciò iva dando tempo al tempo, e frapponendo
ogni dì nuovi indugi per non convocarla. Ma questo consiglio ebbe un
effetto tutto contrario a quello, ch'ei si era proposto; poichè il
popolo bostoniano, ricevuta la risposta del governatore, unitamente
determinò, e questo chiarì maggiormente qual fosse in fatto l'animo
loro, che siccome vi era qualche sospetto di vicina guerra colla
Francia, tutti gli abitanti avessero a provvedersi di un assortimento
compiuto d'armi a norma della legge; e che siccome il governatore non
aveva giudicato opportuno di convocare l'assemblea generale, così si
facesse un convento di tutta la provincia. Le risoluzioni furono inviate
per lettera circolare in tutte le parti di Massacciusset. Tale era il
consenso degli animi, che al numero di novanzette Terre, novanzei
mandarono i deputati loro al convento bostoniano. Si assembrarono addì
21 di settembre. Tosto, modestamente procedendo, mandarono al
governatore protestando, ch'essi erano, e sè stessi consideravano come
persone private, leali, avverse, siccome agli eserciti stanziali, così
anche ai tumulti ed alle sedizioni. Si dolsero, ma però modestamente,
delle nuove leggi e delle imputazioni d'infedeltà, ch'eran loro fatte in
Inghilterra; finalmente pregavanlo, volesse convocare la generale
assemblea, come il solo rimedio conforme agli ordini pubblici, che nelle
calamità presenti si potesse adoperare. Il governatore rispose
superbamente, essendo già vicine le truppe. Il convento, dopo di avere
scritto ciò che occorreva all'agente de Berdt in Londra, si risolvette.
Il giorno che precedette la risoluzione, i soldati del presidio erano
sopra molte navi nella cala di Nantasket, non molto lungi da Boston,
arrivati. Il governatore ricercò il Consiglio, somministrasse i
quartieri nella città. Il Consiglio ricusò; affermando, che nel castello
Guglielmo, posto sopra di una isoletta poco lontana, vi era spazio
capace a ricoverargli. Ma le soldatesche avevano ordine di pigliar le
stanze nella città.
Si vociferava intanto, che i Bostoniani non avrebbero lasciato sbarcar i
soldati. La qual cosa, e massimamente quella risoluzione dei Bostoniani,
che tutti gli abitatori della provincia dovessero delle opportune armi
fornirsi, diede molto sospetto al comandanti delle genti regie. Perciò
il generale Gage, il quale pare, da principio avesse animo di fare
sbarcare soltanto un reggimento, mandò al colonnello Dalrymple, gli
mettesse a terra tutti due, e tenesse buona guardia nella città. Adunque
il primo ottobre, ogni cosa essendo preparata, l'armata incominciò a
muoversi (erano circa quattordici navi da guerra), e fu messa in tale
ordinanza, che signoreggiava tutta la città. Guardavanla le navi coi
fianchi loro, ed erano le artiglierie pronte ad allumarsi, ove mai
nascesse qualche opposizione. I soldati incominciarono a scendere in
terra alla prima ora dopo mezzodì, senza ricevere molestia veruna; e
tosto andarono dentro la città cogli archibusi carichi, con un traino
conveniente d'artiglierie, e tutto l'apparato militare solito ad usarsi
in simili circostanze. Gli uomini eletti di Boston ricerchi la sera,
somministrassero i quartieri ai soldati, ricusarono. Il governatore
ordinava, i soldati entrassero, ed il palazzo pubblico occupassero.
Prese in tal modo le stanze, la posta principale fu collocata a
dirimpetto del palazzo con due bocche di artiglieria volte a quello. Le
quali cose non si potettero fare, senza che gravissimamente non se ne
commuovessero i Bostoniani, non potendo essi vedere senza grandissimo
sdegno, il palazzo pubblico, dov'eran solite a sedere la Camera dei
rappresentanti e la Corte di giustizia, essere da tanti soldati
occupato, e da tante armi cinto. Eran le contrade piene di trabacche e
di soldati, i quali andavano e venivano di continuo per cambiar le
poste, e ad ogni tratto facevan la chiamata ai cittadini che
trapassavano. I divini uffizj erano interrotti dal batter delle casse,
dal suono dei pifferi, e tutto offriva l'immagine di una città da
guerra. La qual cosa riusciva molestissima ai cittadini, siccome quella,
ch'era non solamente insolita, ma eziandio non mai veduta nella
provincia di Massacciusset. Da ogni parte risuonavano lamenti contro
questi novelli ordini del governatore. I soldati guardavano di mal
occhio i cittadini, siccome quelli, che gli credevan ribelli; i
cittadini detestavano i soldati, riputandogli istrumenti mandati a bello
studio per i diritti loro spegnere, e del tutto una inudita tirannide
porre in sul collo loro. Perlocchè nascevan spesso tra gli uni e gli
altri male parole, e gli animi più si accanivano. Tuttavia
quest'apparato militare contenne la moltitudine, sicchè per assai tempo
non successero turbazioni.
[1769]
Ma in Inghilterra, conosciuta la ostinazione degli Americani a non
volere alle nuove leggi del Parlamento obbedire, essendo questo stato
convocato sul finire dell'anno 1768, si venne dal governo a rigorose
determinazioni contro i coloni, e specialmente contro la provincia di
Massacciusset, nella quale la sedizione aveva più gran barbe messe.
Condannò il Parlamento con parole gravissime tutte le risoluzioni dei
Massacciuttesi; approvò, che il Re usasse le armi per frenargli, e
statuì ch'ei potesse far tradurre in Inghilterra i principali
commettitori di scandali, perchè ivi fossero, secondo lo statuto
dell'anno trigesimo quinto del regno di Enrico ottavo, processati.
Ma questi nuovi consiglj inglesi ebbero cattivo incontro nelle colonie.
L'assemblea di Virginia pigliò tosto le risoluzioni che credeva del
caso, asseverando nel miglior modo e ne' più forti termini, che seppe, i
suoi diritti. Compose anche una supplicazione da presentarsi al Re per
ricercarlo e pregarlo, avesse compassione di quei popoli, si movesse a
pietà di quella sfortunata patria; degnassesi interporre, come vero
padre loro ed ottimo Re, la sua reale intercessione per distornare quei
mali che la minacciavano e già l'opprimevano; specialmente non
sofferisse, quegli Americani, che non avevan la grazia dei potenti,
potessero venire alle case loro tolti, involati alla domestica felicità,
cacciati in prigione in mezzo a' ladri e mariuoli, a tremila miglia
lungi dalla patria loro, per aspettare che quei giudici, i quali non gli
conoscevano, gli avessero a giudicare; condizione, in cui altro non
potrebber desiderare, altro pregare, se non che una soccorrevole morte
venisse tosto a tante miserie loro por fine. Per la qual cosa il
governatore con parole severe gli accommiatò. Ma essi, come persone
private si raunarono altrove, ed avendo a lor moderatore eletto Randolfo
Peiton, uomo di grande autorità, e seguito nella provincia,
abbracciarono più efficacemente che prima il solito rimedio delle leghe
contro l'introduzione delle mercanzie inglesi, e mandati attorno gli
articoli della lega tutti gli sottoscrissero, non solamente
nell'adunanza, ma eziandio in tutta la provincia. Le altre colonie
seguirono l'esempio, e giurarono solennemente la lega. Anzi gli abitanti
di Charlestown, città capitale della Carolina Meridionale, cessarono
ogni specie di commercio con quei dell'isola di Rodi e della Giorgia,
perchè e non avessero questi voluto le passate e la presente lega
accettare, ed avessero un frequente traffico di scarriera esercitato. Ma
finalmente anche queste convennero colle altre, la Giorgia in settembre,
la Provvidenza e l'isola di Rodi nel seguente ottobre. E perchè gli
uomini o avversi, o avari non facessero sdruscito a queste leghe,
crearono congregazioni d'uomini a posta, acciocchè esaminassero i
carichi di tutte le navi, che d'Inghilterra arrivavano, e nelle loro
adunate decretassero, secondo gli ordini tra di loro stabiliti, la
censura contro di quelli, che rompessero la lega, i nomi loro
pubblicassero nelle gazzette, e chiarissergli inimici della patria. E
siccome la plebe era sempre pronta a prorompere contro coloro, che
fossero notati, questi decreti delle congregazioni erano con tanta
obbedienza ricevuti, come se fossero dall'autorità del governo
proceduti. Ognuno poi s'ingegnava di far uso delle robe del paese; le
donne istesse, prima tanto avide delle cose inglesi, non solo a queste
rinunziarono, ma gloriavansi di andare adorne coi proventi del paese.
Non è però da credersi, che in mezzo a questa universale ardenza e
concitamento non vi fossero di quelli, i quali, essendo l'interesse e
l'amor del guadagno così potenti motivi del cuore umano, non cercassero
di farne il loro prò; ed esaltando in palese la grandezza d'animo del
popolo americano, ma ridendosene dentro del loro, non si sforzassero di
far traffico secreto di simil sorta di mercatanzie. Parecchj tra coloro
stessi che professavano la libertà, e col suo nome si facevan chiamare,
ed alcuni fra quelli stessi, i quali avevano le leghe con più prontezza
abbracciate, andavano tuttavia nascostamente procacciandone e
vendendone. I figliuoli della libertà avevan ben levato tanto romore
contro l'uso del tè, che in parecchie province quasi tutti se ne
astenevano; ma, raffreddatosi col tempo quel primo impeto, non era che
alcuni fra di essi non ne centellassero, o in segreto od anche in
palese, dandogli un altro nome. Gli uffiziali inglesi medesimi, essendo
per l'ordinario i soldati disprezzatori delle leggi civili, ed al
proprio guadagno non meno degli altri intenti, facevano venire ai nomi
loro le mercanzie dall'Inghilterra, come se fossero all'uso delle genti
loro destinate, e nella contrada sottovia le tramandavano. Ciò
nonostante, malgrado questi rompimenti dell'accordo generale, i buoni
uomini, siccome suol sempre avvenire, andando presi alle grida, tiravano
avanti nell'astinenza, sicchè il commercio inglese ne venne a ricevere
un danno inestimabile.
L'assemblea di Massacciusset, essendo stata convocata sul finire di
maggio, riprese tosto le antiche querele, e mandò dicendo al
governatore, che siccome la città capitale della provincia era per terra
e per mare investita da genti armate, e che una guardia militare stava
colle bocche delle artiglierie volte alla porta del palazzo di Stato,
l'assemblea non poteva con quella libertà e dignità che si convenivano
deliberare; e che speravano, volesse, quelle armi allontanare dalle
porte e dal porto della città. Al che il governatore rispose brevemente,
ch'ei non aveva niuna autorità nè sopra le navi del Re, ch'erano sorte
nel porto, nè sulle genti armate, che la città occupavano. L'assemblea
rescrisse, che quest'apparato d'armati era contrario alla legge; e
siccome alla forza delle armi niuna potenza è superiore, così qual
privilegio, qual sicurezza esser ancora alla Camera lasciati? Tacer le
leggi civili, dove regnano le armi; che perciò erasi l'assemblea
risoluta ad astenersi da ogni qualunque deliberazione, finchè non fosse
in sua facoltà restituita. Il governatore l'aggiornò a Cambridge, Terra
poco lontana da Boston, e le mandò chiedendo pecunia pei soldati.
L'assemblea, posta in non cale la domanda del governatore, rispose con
nuove risoluzioni, le quali dimostrarono, quanto fossero gli animi pieni
di sdegno; che il mal talento, che regnava nella provincia a motivo
delle leggi della tassazione, l'aspettarsi nuovi uomini d'armi, il
timore che abbiano i quartieri loro a pigliare nelle case dei cittadini,
ed il popolo ridotto alla disperazione erano cose, che dimostravano la
necessità di nuovi conventi; che la presenza di un esercito stanziale
nella provincia, in tempo di pace, era una violazione dei diritti
naturali, e di sommo pericolo per la pubblica libertà; che il
governatore Bernardo nelle lettere sue indiritte al conte di
Hillsborough aveva persuaso nuovi modi di tirannide; che il generale
Gage coll'avere scritto, che non v'era più governo in Boston, aveva
scritto il vero; ma che ciò non era da imputarsi a quell'innocente e
leale popolo, ma sibbene a coloro, che avevano violate le leggi, e
distrutti gli ordini della costituzione. Finalmente il governatore
essendo tornato in sulle provvisioni pei soldati, l'assemblea rispose,
che e per l'onor loro, e per l'interesse della provincia non le volevan
fare. La Carolina Meridionale, la Marilandia, le contee della Delawara,
e la Nuova-Jork, seguendo l'esempio delle province di Massacciusset e di
Virginia, e le medesime risoluzioni fecero, e la obbedienza all'atto
dell'ammottinamento ricusarono.
In questo tempo il governo inglese, volendo pur dare qualche segno di
miglior animo verso le sue colonie, determinò di annunziare loro, esser
suo intendimento di proporre nella prossima tornata del Parlamento la
rivocazione delle gabelle poste sui vetri, la carta ed i colori,
mantenendo sola quella sul tè.
Questa mansuetudine nuova non contentò gli Americani. Quell'esser
eccettuata dalla rivocazione la tassa del tè, e l'aver dichiarato, che
si sarebbe abrogata la legge per esser contraria alle regole del
commercio, aveva loro persuaso, che si voleva mantenere vivo il diritto,
la qual cosa era verissima. Temevano, che si sarebbe rimessa la cosa in
campo, allorchè, raffreddi i presenti calori, e governata la bisogna con
più arte e forza, il governo avrebbe creduto il momento buono per
insorger di nuovo, e tentar di stabilire per sempre l'autorità delle
tasse. L'assemblea di Virginia protestò piucchè prima, ed un'altra volta
si ricorse alle leghe, tanto in questa provincia, quanto in
Massacciusset, e nella maggior parte delle altre. Ma questa volta furon
esse sul punto di risolversi per la secessione della Nuova-Jork, la
quale determinò, si facessero le introduzioni di ogni cosa
dall'Inghilterra, eccettuate però quelle, ch'erano gravate dalle
gabelle.
Finalmente il governatore Bernardo ebbe lo scambio. Partì, non lasciando
di sè desiderio in alcuno. Il che ai tempi si deve attribuire. Poichè
egli era di ottimo giudizio, ed amante del ben essere della provincia, e
d'integerrima vita, ma difenditore delle prerogative della Corona, e per
nulla pieghevole alle circostanze dei tempi; e siccome quegli, ch'era
vivo, e niente soppiattone, così non si poteva temperare dal manifestare
i sensi suoi. Delle quali doti nissuna, quantunque ella lodevolissima
sia, è meno profittevole, anzi per meglio dire più dannosa per sè, e per
gli altri nei rivolgimenti politici degli Stati; imperciocchè
all'universale o si compiace senza frutto, o si dispiace con danno.
[1770]
Intanto le cose in Boston inclinavano ad un avvenimento sanguinoso. I
Bostoniani sopportavano molto mal volentieri la presenza dei soldati, e
questi detestavano i Bostoniani. Seguivano fra gli uni e gli altri
frequenti baruffe. Finalmente la mattina dei due marzo un soldato
passando dal canto di Giovanni Gray, funajuolo, fu e insultato con male
parole, e malconcio con peggiori fatti. Andato a chiamare alcuni de'
suoi ritornò. Ne avvenne una mischia tra i soldati ed i funajuoli colla
peggio degli ultimi. Il popolo s'infiammò grandemente, sicchè tra le
sette e le otto della sera dei cinque dello stesso mese la moltitudine
si sollevò, e corse armata di bastoni verso via reale. Gridavano:
_andiamo a cacciar di qua quei ribaldi; e' non hann'a far più che nulla
qui_. I soldati, che avevano le stanze loro nelle baracche di Muray,
provocati volevano far impeto; ma erano a gran fatica rattenuti dagli
uffiziali. Gridossi intanto, il fuoco essere appiccato alla città; le
campane suonavano a stormo, la gente traeva da ogni parte. Correvano a
furia alla magione della dogana. S'avventavano alla sentinella,
gridando: _ammazzalo, ammazzalo_. L'assalivano con pallottole di neve, e
con pezzi di ghiaccio, e tutto ciò che ebbero alla mano. In tale
occorrenza faceva questi la chiamata alla gran guardia, ed il capitano
Preston mandò un caporale con pochi soldati per proteggere dal furor
popolare la sentinella e la cassa delle dogane. Marciavano cogli
archibusi carichi, ed il capitano stesso seguitava. S'incontrarono in
una mano di plebe condotta da un Attucks, Mulo di natura, ed erano da
quella coi bastoni e colle pallottole di neve malconci. Le maledizioni,
le imprecazioni, le esecrazioni della moltitudine non furon poche. Si
udivano in ogni canto queste voci: _Via canaglia, via lordi, via tristi,
mariuoli scapestrati, geldra di codardi, che portate le armi contro la
gente disarmata: traete, se avete cuore; traete, e che il diavol vi
abbia, ma non siete da tanto_. Cresceva la calca attorno i soldati, e la
genìa s'avanzava sino alle punte delle bajonette. I soldati non
fiatavano. Le grida, le urla, le minacce, ed i frequenti tocchi delle
campane, che continuavano a suonare a stormo, accrescevano confusione e
terrore alla cosa. Finalmente il Mulo, e dodici de' suoi compagni
fattisi avanti circondarono i soldati, e coi bastoni percuotevano gli
archibusi, gridando agli altri: _non abbiate paura; ei non s'ardiscon
trarre; che state voi a fare, che non gli ammazzate? mettetegli giù una
volta_. Il Mulo avventato accennava un colpo al capitano Preston, e
scostato uno degli archibusi, afferrava la bajonetta colla sinistra,
facendo le viste di volerne venire dalle minacce alle offese. In questo
punto si sentirono grida confuse: _Maledetti, e' non osan trarre_.
Succedono i tiri. Attucks è morto. Seguono due altre scariche. Tre
furono uccisi, cinque feriti gravemente; alcuni leggiermente; la più
parte gente, che per caso passava, o che stava quietamente a riguardare
la cosa. Otto soli soldati trassero, niuno due volte. La bordaglia
spulezzò. Ma poco poi ritornò per raccorre i morti ed i feriti.
Intanto tutta la città era entrata in un trambusto incredibile. S'udiva
un accorruomo, un dar ne' tamburi, ed un gridar all'armi in ogni parte.
I cittadini s'assembravano a migliaja. Il vice-governatore Hutchinson
arrivato in sul luogo con un mal piglio disse a Preston: _perchè avete
tratto senza l'ordine del civil magistrato?_ l'altro rispondeva; _siamo
stati insultati_. Ma si ristettero l'uno e l'altro: non essendo quello
luogo, nè tempo opportuno a quistionare. Corse Hutchinson in mezzo alla
folla, e tanto fe', e tanto disse, che persuase loro di andarsene alle
case. La domane per tempissimo si ricominciò. Gli abitanti fecero
un'adunanza, e mandaron dicendo al vice-governatore, che si credeva da
tutti, non potere acquetarsi i romori della città e prevenir il sangue,
se non si allontanavano immediatamente i soldati. Dopo molte minacce da
un canto, e molte tergiversazioni dall'altro, le soldatesche furono
allontanate, e nel castello Guglielmo alloggiate; il capitano Preston, e
tutta quella mano di soldati, che eran con lui, posti in prigione.
Si vollero far l'esequie pubbliche e solenni agli uccisi, non che
fossero gente di conto, ma per mostrare ed eccitar cordoglio e
compassione verso coloro, che dalla soldatesca britannica erano stati a
miserabil morte condotti con una manifesta violazione delle loro civili
libertà. La mattina degli otto si serrarono le botteghe, tutte le
campane dì Boston, di Charlestown, e di Roxbury, Terre vicine, suonavano
a lutto. Le accompagnature di ciascun cadavere furono a riunirsi in via
reale in quel luogo istesso, in cui tre giorni prima avevan quelli, la
cui memoria con tanta onoranza proseguivano, la morte ricevuta. Quindi
con ordinata processione s'incamminarono verso via grande, seguendo
un'infinita moltitudine di popolo, con alla coda una lunga fila di
carrozze dei principali gentiluomini della città. In tal modo con
incredibile silenzio, ed evidenti segni di rammarico e di sdegno
accompagnarono i morti sino al luogo della sepoltura, dove essi furono
in una sola tomba a grande onore interriati.
Intrapresosi quindi il processo del capitano Preston e degli altri
soldati, Josia Quincy e Giovanni Adams, due dei Capi principali
dell'opposizione nel Massacciusset, e legisti celebratissimi, ne fecero
le difese con molto calore ed acume d'ingegno. Preston, e sei fra gli
otto soldati, ch'erano in processo, furono assoluti, e due, non per
omicidio premeditato, ma per semplice condannati. Caso invero notabile,
che in mezzo a tanta sommozione, ed allor quando erano i sangui sì
grandemente riscaldati, si sia di questo fatto quel giudizio dato, che
meno era di grado alla moltitudine. Tanto erano perfetti gli ordini
giudiziali in quelle contrade, e di tanto amaron meglio i giudici
obbedire alla legge, che servire ai desiderj altrui. Quincy e Adams ne
scemarono di riputazione nel popolo. Malgrado il decreto favorevole
della Corte si persistette a credere dai più, che il torto fosse dal
canto dei soldati, ed il caso altrettanto barbaro, quanto non provocato.
Così importava ai caporioni, che si credesse. La qual opinione contribuì
non poco a mantenere vivi, ed accrescere vieppiù gli odj e le animosità,
che già erano sì grandi in tutte le parti dell'America inglese.
Mentre nel modo raccontato si concitavano in America le menti a maggior
consenso, ed i cuori a maggior rabbia, si facevano in Inghilterra quelle
mezzane risoluzioni, le quali furono dal canto suo la causa manifesta
della perdita di tutta l'impresa. Al qual effetto contribuirono ad un
tratto le invasazioni e dappocaggine dei ministri, le relazioni infedeli
degli agenti dello Stato in America, e forse non meno l'opera di
Beniamino Franklin, il quale, trovandosi tuttavia in Londra agente delle
colonie, ingannò i ministri, siccome ei soleva dire, con dir loro la
verità. Essendo che, come aggiugneva egli stesso, gli uomini di Stato
erano tanto corrotti, che riputavano la sua sincerità astuzia, e la
verità bugìa. Quindi nacque, che operarono essi alla cieca, o seguendo
quei bagliori, che facevan loro apparir le cose diverse da quello
ch'elle erano veramente. Questo gli fece aombrare ed incespare.
Adunque addì cinque marzo lord North, il quale era stato chiamato dal Re
primo ministro, orando nella Camera dei Comuni, pose il partito, si
dovessero rivocare le tasse, eccettuata però quella del tè. La quale
proposta contraddicendo molti, i quali affermavano, che gli Americani
non sarebbero stati contenti alla parziale rivocazione, fu finalmente
con grande favore approvata.
Le predizioni degli opponenti ebbero un verissimo riscontro in America;
poichè vi si mantenne il mal umore per causa della conservazione della
tassa del tè. Ciò nondimeno le leghe si risolvettero, per quanto
riguarda alla introduzione delle merci non gabellate; solo si
continuarono per impedire la introduzione del tè. Il mal umore si
mantenne principalmente nella provincia di Massacciusset, ed i maestrati
vi stavano continuamente in sul bisticcio con gli uffiziali della
Corona. Così, dall'un canto la caparbietà propria all'uomo, accresciuta
ancora dagli ostacoli e dal sangue cittadino già sparso, ovvero anche
l'amor della libertà; dall'altro l'aver ottenuto in gran parte colla
perseveranza l'intento loro, e l'opinion nata da ciò, che non per bontà
sua, ma per maledetta forza avesse il governo alle rivocazioni
acconsentito, ed anche i romori di guerra colla Francia, che tuttavia
crescevano, e dovevano nei Consiglj inglesi indurre la necessità di
acquetare, contentandogli del tutto, gli Americani; e finalmente il
sapere aver essi potenti protettori tanto dentro, quanto fuori del
Parlamento, generarono in America una costanza maravigliosa contro i
disegni del governo.
[1771]
Tali furono le occorrenze pubbliche in America nell'anno 1770. Nel
seguente poche cose accaddero, che siano degne di memoria. Solo
continuarono le solite altercazioni tra l'assemblea di Massacciusset, e
l'Hutchinson, il quale era stato eletto governatore. Si continuava
intanto un'aperta resistenza in tutte le province alle leggi di gabella
e di commercio, e il contrabbando non più di nascosto, ma palesemente si
esercitava. Gli uffiziali di dogana erano in grandissimo dispregio
venuti. In Boston un grascino avendo voluto arrestare una nave, che si
trovava in contravvenzione delle leggi di commercio, fu intrapreso dalla
plebe, spogliato nudo, impeciato, impennato, ed in tal condizione sopra
di una carretta condotto attorno per tutta la città. I maestrati essendo
tutti a quelle leggi contrarj passaron la cosa sotto silenzio. Anche a
Provvidenza vi fu qualche romore, avendo i terrazzani predato ed arso la
nave regia il Gaspee.
[1772]
Il governo avendo fatto considerazione, che in tanto stemperamento
d'animi non si poteva sperare, che si troncasse il tanto ardire degli
Americani, e si assicurasse l'osservanza delle leggi, se per questo fine
non si mettesse in uso qualche metodo più efficace, e tra le altre cose
non si sottraessero affatto dalla dependenza verso le assemblee
colonarie gli uffiziali della Corona, determinò, che gli stipendj e
salarj dei governatori, giudici ed altri uffiziali principali nelle
colonie sarebbero per l'avvenire stabiliti dalla Corona, e senza
l'intervento delle assemblee colonarie pagati. Il che suscitò nuove
commozioni in America, e principalmente nel Massacciusset, dove si
dichiarò, che coloro, i quali all'esser pagati dalla Corona,
independentemente dalla generale assemblea, consentissero, fossero
nemici della costituzione, e fautori del governo arbitrario riputati.
Così tutte quelle cose, che in Inghilterra si ordinavano per superar la
resistenza, e ristorar l'antica obbedienza in America, non essendovi un
numero di genti armate sufficiente a costringere, tendevano ad un fine
tutto contrario.
E se dall'un canto pareva il governo voler insorgere, e nuove forze
procurar a sè stesso, dall'altro gli Americani facevano gli stessi
pensieri. E siccome nelle commozioni popolari l'aver i Capi, che possan
dar le mosse, il conoscere l'opinioni di tutti i membri della lega, e
l'operar d'accordo gli uni con gli altri son tutte cose che possono al
desiderato fine efficacemente condurre, così i Massacciuttesi, seguendo
il consiglio di Samuele Adams, e di Jacopo Warren di Plymouth, fecero
una intelligenza di cittadini disiosi di cose nuove, e formarono una
specie di gerarchia politica, instituendo commissioni di corrispondenza
in tutte le città e Terre della provincia, le quali da una commissione
principale in Boston dependessero. I caporioni o caporali erano sei,
ciascuno dei quali era in cima, e guidava una divisione; ed i caporali
di questa similmente erano in cima, e guidavano una suddivisione;
dimodochè, data la mossa da quei primi, ad un tratto essa si comunicava
alle divisioni, da queste alle suddivisioni, e così largamente e
subitamente per tutta la provincia si propagava. Entrarono in queste
commissioni o leghe persone di diversa indole e natura. Alcuni, gente
meccanica, che andavan là, dove gli altri andavano; alcuni con buon
animo verso la Repubblica; altri per acquistare autorità, per soddisfare
l'ambizione o l'avarizia loro; e molti ancora di quelli, i quali
credevano, che nelle materie politiche la suprema legge sia il bene
universale, e che tutte le regole del morale privato siano da aversi in
poco o in nissun conto, quando con quella vengano a competenza. Tutti
volevano, o dicevano volere, o la libertà della patria loro assicurare,
o nell'impresa lasciarvi la vita. Il governatore affermava, fossero la
più parte atei e disprezzatori di ogni religione; e quello che più,
siccome diceva, gli faceva far le maraviglie, si era, che a costoro si
fossero accozzati diaconi ed altra gente di chiesa, i quali facevan
professione di scrupolosità e di divozione. Questo nuovo ordine
politico, e quasi principato di pochi, fu da tutta la provincia
abbracciato, ed ogni città, borgo, o Terra aveva la sua congregazione,
la qual teneva carteggio colle altre; e le deliberazioni e dichiarazioni
loro eran considerate come la volontà e la voce del popolo. Dal che
s'infiammavano grandemente gli animi, e ad una unanime conspirazione si
disponevano. Le altre province imitarono l'esempio.
La prima opportunità di operare venne offerta alla congregazione di
Boston dalla determinazione del governo di salariar esso stesso i
giudici. Fecero risoluzioni molto vive, e largamente le distribuirono
per le province. Le accompagnarono con una lettera patetica, per cui si
esortavano gli abitanti a risvegliarsi dal lungo sonno, a rizzarsi in
piè, a mettere giù l'indolenza, _ora che_, per servirmi delle stesse
parole loro gonfie com'esse furono, e proprie di quei tempi, _la mano
ferrea della oppressione invola ogni dì dal bell'albero della libertà i
più cari frutti, ch'ei si abbia_. La concitazione degli animi divenne
somma ed universale.
[1773]
In questo mezzo nacque un accidente, che apportò nuova esca ad un fuoco,
che già minacciava di distendersi in manifesto incendio. Il Dottor
Franklin, agente in Londra di parecchie colonie, e particolarmente di
quella di Massacciusset aveva trovato modo, e non si sa come, di
sottrarre dall'uffizio di Stato le lettere del governatore Hutchinson,
del vice-governatore Oliver, e di alcuni altri, che in America
seguitavano le parti del governo, colle quali eglino delle cose
colonarie i ministri ragguagliavano; ed in ciò parlavano assai
liberamente; essere gli opponenti americani in generale gente di poco
conto, e sebbene audaci e turbolenti, pochi però in numero; non essere i
medesimi in grazia dell'universale; la mollezza e sofferenza sole del
governo esser dell'ardire loro causa state; facesse il governo gagliarde
risoluzioni, e tutti rientrerebbero nel debito loro; soprattutto gli
uffiziali principali in America pagassersi dalla Corona. Inviò Franklin
queste lettere in Massacciusset. Furon fatte stampare, e spargere in
gran copia in ogni parte della provincia, dove se vi fu che fare, e che
dire, nissuno il domandi.
Mentre si trovavano in cotal modo impressionati i popoli delle colonie
americane, che non che alle grandi cose, ma anche alle più piccole, che
a ferire andassero ciò, ch'eglino riputavano i diritti loro, vivamente
si risentivano, si abbracciò in Inghilterra un consiglio, il quale, se
avesse la sua esecuzione avuta, avrebbe data la causa vinta al governo,
e ridotti gli Americani a quella condizione, alla quale sì grandemente
ripugnavano. Per l'ostinazione loro a non voler la tassa sul tè posta
pagare, il che un frequente contrabbando generava, e per la risoluzione
di non volere più farne uso, quantunque quest'ultima fosse da molti poco
fedelmente osservata, l'introduzione di questa merce nelle colonie, era
stata assai diminuita; ed una molto grande quantità se ne trovava in
Inghilterra nei fondachi della Compagnia dell'Indie. Supplicò questa al
Re, levasse i tre pensi per libbra sull'introduzion sua in America, e
ritenesse i sei pensi sulla estrazione dai porti dell'Inghilterra. Nel
che, e lo Stato avrebbe vantaggiato di tre pensi per libbra, e gli
Americani sarebbero stati dall'odiosa legge sollevati. Il governo, che
riguardava più al diritto, che all'entrata, non volle acconsentire.
Perciò la Compagnia fu autorizzata a trasportare franco da ogni diritto
dall'Inghilterra il tè per alla volta dell'America, ed in questa
introdurlo, pagando i tre pensi di gabella. Qui non eran più piccole
barchette di particolari mercatanti, i quali pel traffico loro privato
andassero a portare il tè nei porti delle colonie; ma per lo contrario
navi grosse, che ne arrecavano quantità smisurate, e dalle quali, avendo
l'ajuto dell'autorità dello Stato, poteva agevolmente mettersi a terra,
e negli opportuni fondachi ammassare. Perciò la Compagnia inviò ai suoi
agenti in Boston, Nuova-Jork e Filadelfia secento casse di tè, ed un
certo numero a Charlestown, ed altre città marittime del continente
americano. Ora gli Americani eran tratti a quel passo, in cui avevano a
gettare, o non gettare il dado, e doveva la causa loro in riguardo alla
tassazione per l'autorità del Parlamento determinare. Perciocchè se si
lasciava sbarcar il tè, sarebbesi venduto, e perciò pagata la gabella.
Per la qual cosa si risolvettero a fare ogni opera per impedir lo
sbarco. Nell'Inghilterra stessa non mancaron di quelli, che soffiarono
su di questo fuoco, dei quali alcuni ciò facevano per l'ambizione di
contrariare il governo, gli altri per proprio interesse, e per gelosia
della opportunità offerta alla Compagnia dell'Indie di fare in
pregiudizio loro grossi guadagni. Perlochè avevano scritto in America;
resistessero coraggiosamente, pensassero essere questa l'estrema prova,
la quale vinta, avrebbero la libertà loro conservata; perduta, sarebbero
sotto il giogo della schiavitù entrati. La materia era troppo ben
disposta, perchè non si accendesse. In Filadelfia coloro, ai quali i tè
della Compagnia dovevan consegnarsi, furono sforzati, parte con
esortazioni, parte con minacce, a promettere di non accettare in nissuna
maniera il tè. Nella Nuova-Jork i capitani Sears, Macdougall, uomini
audaci, ed arrisicati molto, riunirono in una sola volontà e
contrabbandieri, e mercanti, e figliuoli della libertà. Libelli
appropriati all'uopo andavano attorno ogni dì, e nulla d'intentato si
lasciava dai caporali del popolo per ottenere il fine loro. Anche qui i
faccendieri della Compagnia furono obbligati di rinunziare, e di
ritornarsene in Inghilterra. In Boston si sentiva dir in ogni luogo,
«esser questo il tempo di mostrar il viso; non doversi più tardare,
giacchè tardi, o tosto s'aveva a venire colla Gran-Brettagna a contesa;
centinaja d'anni dover trascorrere prima, che i ministri tante
violazioni dei diritti loro abbian mandate ad effetto, come da pochi
anni in qua; ora che l'opposizione era viva ed universale, doversene
profittare; ora che il ferro era caldo, doversi battere; più si tardava,
e più i ministri acquistavan forza. Non vedete voi, dicevano, quanti
garzonetti impertinenti e' ci mandan qua a far l'uffizio di pubblicani,
a sciuparsi i grossi stipendj, ed a portar tra di noi il lusso e la
corruzione? E' piglieranno mogli americane, e diventeranno potenti
stromenti della tirannide ministeriale. Ora si deve tentare qual cosa,
mentre si era ancora nei principj; ora osare se non vogliamo presso i
nostri fratelli delle altre colonie esser disgraziati, i quali, hanno
gli occhi rivolti in noi, e saranno dell'assistenza loro liberali, se
noi ci mostrerem fedeli e risoluti». Si fecero le instanze ai
faccendieri, acciocchè rinunziassero, i quali ricusarono, e si
ripararono nella fortezza. In questo mezzo arrivò in porto il capitano
Hall colla sua nave, che portava più di cento casse di tè. Tosto si fece
a furia un'adunata di popolo, e mandaron dicendo al signor Rotch, al
quale il carico doveva essere consegnato, non istesse per quanto gli era
cara la sicurezza e l'interesse suo, a ricevere il tè, ed al capitano
Hall di non isbarcarlo. Mandarono anche una guardia al molo di Griffin,
dove la nave era sorta. Determinarono, si facessero diligenti guardie;
che se queste venissero in alcun modo ingiuriate la notte, si suonasse
la campana a martello; che alcune persone fossero sempre in pronto a
portar gli avvisi alle Terre circonvicine di ciò, che potrebbe
occorrere, e si chiamasse in ajuto la gente del contado. Le
congregazioni di corrispondenza facevano diligentemente l'opera loro.
Arrivarono i capitani Bruce e Coffin con altri carichi di tè, e si
ordinò loro, andassero a mettere l'ancora vicino allo Hall. Concorreva
il popolo in gran numero dal contado, e si fece una frequentissima
adunata. Si mandava a dire al Rotch, domandasse una bolletta d'uscita,
acciò il capitano Hall colla sua nave se ne potesse andar con Dio.
L'esattore non la voleva concedere, se prima non erano pagate le
gabelle. Le cose s'avvicinavano ad un esito fortunoso. In tal
congiuntura Giosia Quincy, uomo di gran caldo nella colonia, d'ingegno
colto e svegliato, ed alle intraprese ministeriali avversissimo, volendo
i suoi concittadini avvertire dell'importanza del frangente, perchè
avessero cura all'infornare, fatto far silenzio, ed alzatosi disse.
«Quell'ardenza, e quell'impeto, che in mezzo a queste mura si
manifestano, quelli non sono, che ci abbiano alla proposta meta a
condurre. E' possono raffreddarsi; e' possono quetarsi; e' posson come
un'ombra leggiera svanire. Ben altri spiriti, ben altri conati ci
abbisognano per ridurci a salvazione. S'ingannerebbe a gran partito
colui, che credesse colle grida, colle esclamazioni, colle risoluzioni
popolari potersi vincer la pruova, potersi i nemici nostri superare. La
malizia loro è inveterata; il desiderio di vendetta insaziabile. Eglino
hanno gli alleati, i complici loro perfino fra di noi, perfin nel seno
più interno di questa innocente patria; e chi non conosce la potenza di
coloro, che a nostri danni congiurati sono? Le arti loro a chi non son
note? Perciò non crediate poter da questa controversia a buon esito
riuscire senza il più duro, il più aspro, il più terribil conflitto.
Considerate molto bene la difficoltà dell'impresa, l'incertezza del
fine. Riflettete e ponderate assai, prima di abbracciar quei partiti, i
quali questa patria trarranno al più pericoloso cimento, che si sia
veduto mai».
Posto il partito, se si dovesse proibire ad ogni modo lo sbarco del tè,
si vinse con tutti i voti favorevoli. Si ricercò Rotch, domandasse
licenza d'uscita dal governatore. Ostinatosi questi, rispose, per onor
delle leggi, per debito verso il Re, non poter la licenza concedere, se
prima non si mostrava la bulletta della dogana. Or qui la concitazione
ed il trambusto furono grandi. Una persona mascherata ad uso
degl'Indiani, la quale stava nel ballatojo, diè in questo punto il
fischio di guerra. Si risolvette in un batter d'occhio l'adunanza, e si
corse a calca al molo di Griffin. Giugnevano in sul fatto intorno a
venti persone, anch'esse mascherate all'indiana, tutte, o padroni di
nave o legnajuoli o calafaj, e montarono ne' navilj del tè. In meno di
due ore ruppero 342 casse di tè, e questo buttarono in mare. Furon
lasciati fare. Una folla di popolo sulla riviera serviva come quasi di
salvaguardia. La bisogna fu condotta con poco tumulto, e nissun danno fu
fatto nè alle navi, nè ad altra roba qualunque. Ciò eseguito si ridusse
ognuno alle case sue o in città o in contado.
Nella Nuova-Jork ed a Filadelfia trovandosi nissuno, che s'ardisse
ricevere il tè, le navi della Compagnia, che erano arrivate in
quell'acque, se ne tornarono cariche in Inghilterra. Solo nella prima
città il capitano Chamber avendo per conto di un privato portate nella
sua nave alcune casse di tè, queste furono gettate in mare. A
Charlestown si lasciò sbarcare; ma essendo stato per lungo tempo in
certe volte umide rinchiuso, si guastò.
[1774]
Giunte queste cose alle orecchie dei ministri dell'Inghilterra
deliberarono di por mano a più risoluti consiglj; e stantechè la
provincia di Massacciusset, e specialmente la città di Boston, s'erano,
più di tutte le altre, vive dimostrate nella resistenza; ch'eran ai più
grandi eccessi trascorse, e parevano la principal sede essere della
sedizione, così si risolvettero di far loro portar le pene prima di
tutte le altre. Speravano in questo modo, che, raffrenati i primi
motori, gli altri si sarebbero nella quiete accomodati. Considerando
poi, che la città di Boston era fioritissima, e tra le più trafficanti
del continente annoverata, anzi la prima scala creduta di tutte le
province della Nuova-Inghilterra, non è da far maraviglia, se siasi
preso il consiglio di privarla affatto del suo commercio per via di un
interdetto severissimo, e tutto volgerlo a qualche altra città marittima
di quella costa. Si credette eziandio, che i civili magistrati, i quali
secondo gli statuti della provincia erano eletti dal popolo, il dovesser
essere per l'avvenire dal governo, acciocchè in balìa di questo posti
intieramente, non solo non fossero più propensi a dar le mani ai tumulti
popolari, ma ancora fossero, e per debito e per volontà, inclinati ad
opporvisi, ed a far a tal uopo quelle requisizioni ai maestrati
militari, le quali fossero del caso. Poichè si era veduto, che i passati
tumulti erano, e nati, ed in sì fatta guisa cresciuti, perchè i
maestrati militari, secondo le leggi consuete, non potettero senza le
requisizioni dei maestrati civili operare, dalle quali questi eransi a
bella posta astenuti. Si pensò anche di fare una legge, perchè i
soldati, nell'esecuzione degli ordini per quetare i tumulti, potessero
con ogni sicurezza e senz'alcun timore adoperarsi. In tal modo i
ministri sperarono, che sarebbersi divisi gli animi, i maestrati civili
posti affatto in facoltà del governo, ed i soldati restituiti a quella
independenza, dalla quale deriva tutta, quanta ella possa essere, la
forza ed efficacia dell'opera loro. Ma chiunque abbia fior d'ingegno, e
sia delle cose di Stato intendente, potrà da per sè stesso agevolmente
conoscere, quanto lontani dalla gravità del caso fossero questi nuovi
provvedimenti del ministero britannico. Ei non potrà non maravigliarsi,
che un governo, quale l'inglese si era, che in ogni tempo aveva dato
segni di somma perizia, e di non poco ardire, avendo anche avanti gli
occhi suoi gli esempj delle rivoluzioni della Svizzera e dell'Olanda, e
conoscendo benissimo la caparbietà tanto naturale al popolo americano, e
l'insolito consenso d'animi, che presso di quello si era in questi suoi
moti manifestato, abbia potuto persuadersi, che col bloccare un porto, e
col cambiare qualche vecchio statuto, cose tutte, che più ad irritare,
che a costringere tendevano, si dovesse tanto impeto frenare, tanta
ostinazione vincere, tanta unione dissolversi, e l'obbedienza ristorarsi
là, dove già si correva con tanta pertinacia alla ribellione. Le armi
sufficienti, e non le riforme degli statuti eran quelle, che sole
potevan terminare prontamente la lite, tener fermo lo Stato, e l'antico
ordine e quiete in America restituire. Le quali armi tanto più dovevano
i Ministri apprestare, quanto che non doveva essere loro nascosto, che
la Francia faceva, come si suol dire, fuoco nell'orcio, ed era in questa
matassa. Le armi non che mancassero, abbondavano. Mancaron bene nei
Consiglj britannici, o la debita preveggenza, od il necessario
ardimento. Venti o trentamila soldati, mandati colà subito dopo nati i
moti americani, avrebbero senz'alcun dubbio superata la resistenza e
procurata la obbedienza, cose che invano potevansi dal ritoccarsi le
scritture aspettare. Non conobbe bene l'Inghilterra in questo fatto
quella trita regola, che le guerre, perchè riescano corte, hanno a farsi
grosse. Nè si potrebbe dire, gli ordini della costituzione britannica
non aver consentito, che si mandasse in una provincia inglese, ed in
tempo di pace, un gagliardo esercito stanziale; imperciocchè, se il
Parlamento pervertiva gli statuti fundamentali della provincia di
Massacciusset, anzi vi distruggeva gli ordini primitivi e più essenziali
della costituzione medesima, per mezzo delle provvisioni che era in
procinto di fare, poteva eziandio la presenza di un esercito stanziale
sufficiente autorizzarvi. Ma allora lord Bute, consigliere molto
adoperato dal Re, ed autore per lo più delle deliberazioni segrete, era
più appassionata persona, che sagace; e lord North, primo ministro, più
laborioso ed accurato pubblicano, che uomo di Stato. Di più,
quest'ultimo aveva presso di sè formata una consulta dei più celebrati
legisti del regno, per averne il parer loro intorno gli affari che
correvano; e si sa per molti esempj, che quando questi dottori si danno
a volere con quei loro arzigogoli e sofisticherie governar gli Stati, ed
indirigere le rivoluzioni dei popoli, fan mala pruova. Le buone armi, ed
i larghi e generosi consiglj sono quelli, che soli possono tali effetti
partorire; e ne' casi pericolosi si deve far capo agli uomini risoluti,
non a coloro, che, peritosi essendo, giocolan di mezzo, e non sanno
impresa veruna onorata accollarsi.
Adunque lord North nel giorno quattordici di marzo propose nella Camera
dei Comuni una sì fatta provvisione, che facendo tempo dal primo giugno
1774 fosse proibito lo scaricare, sbarcare, levare e imbarcare alcuna
grascia, derrata o mercanzia qualsivoglia a Boston, o dentro il suo
porto; e che gli uffiziali della dogana fossero immediatamente rimossi,
e nel porto di Salem trasferiti. Soggiunse il ministro, che questa
provvisione non era meno necessaria, che giusta, poichè di quella città
era uscito tutto il male che turbava le colonie, e tutto il veleno che
infettava l'America; che là, già per tre volte, gli uffiziali della
dogana erano dal fare il debito loro stati impediti; che ai tempi dei
disordini gli abitanti non s'erano in nissuna maniera interposti per
quietargli; che anzi avevan fatte le regolari guardie di dì e di notte,
per impedire lo sbarco del tè e di altre mercatanzie inglesi; che di
più, temendo quello fosse sbarcato, con inudito esempio d'insolenza
popolare l'avevan gettato in mare; che la proposta provvisione era più
in nome, che in essere severa, giacchè il farla cessare era del tutto in
facoltà dei Bostoniani col prestar la debita obbedienza alle leggi; che
poche fregate, che stanziassero alla bocca del porto, bastavano per
metterla ad effetto senz'altro più grande apparato di forza militare;
che era ormai tempo di rizzarsi in piè, e di pigliare quelle gagliarde
risoluzioni, che potessero far accorgere gli Americani, che
l'Inghilterra aveva colla forza anche la volontà di mantenergli nella
obbedienza; e ch'ella s'era fortemente determinata a protegger le sue
leggi, il suo commercio, i suoi maestrati, e la propria dignità.
All'incontro si disputò dal signor Bollan, agente di Massacciusset, e da
parecchj oratori della Camera, tra i quali si mostrarono più vivi Burke
e Dowdeswel, dicendo, che questo era un condannare una parte, senza
prima averla udita; che era un punire gli innocenti coi colpevoli; che
questo avrebbe irrevocabilmente, e per sempre, allontanati gli animi
degli Americani dalla comune madre; che prima di venirne ad una sì grave
deliberazione, dovrebbe il parere richiedersi dei primi negozianti del
regno; che la provvisione era ingiusta, perciocchè andava solo a ferire
la città di Boston, mentre si sapeva, che tutta l'America ardeva, e che
le città di Filadelfia, della Nuova-Jork, e tutte le Terre poste in
sulla marina erano ai medesimi disordini trascorse; che i Bostoniani non
si sarebbero perciò alle voglie dei ministri accomodati, anzi sarebbero
in maggior disdegno ed ostinazione entrati; che nei tumulti di Boston,
non la gentaglia sola aveva avuto parte, ma uomini liberali, e per
autorità presso il popolo risplendenti; che una città proscritta, e le
altre ribellate erano miserabili rimedj ad una generale commozione; si
considerasse bene prima, se si avessero eserciti idonei, armate
sufficienti per ridurre a divozione quei popoli; non essere stato debito
della gente disarmata di quetare i tumulti, ma sibbene del governatore;
e se questi non aveva i comandanti militari ricerchi per gli opportuni
ajuti, come potersi punire gl'innocenti della colpa e della negligenza
dei maestrati della Corona? Che certi potentati esterni aspettavan
l'occasione per muoversi contro l'Inghilterra, e l'Inghilterra questa
occasione voler ora somministrare; la resistenza essere universale in
tutte le parti dell'America; doversi perciò, o dar loro vinta la causa,
rinunziando alla tassazione, ovvero muover loro guerra con tutte le
forze del regno; questi parziali consiglj buoni, essere ad irritare, non
a soggiogare.
Nonostanti tutti questi argomenti, i ministeriali restarono superiori;
essendosi vinta la provvisione con quasi tutti i voti favorevoli.
Pochi giorni dopo questa, lord North propose un'altra provvisione, per
la quale venivano a sovvertirsi intieramente i fondamentali statuti di
Massacciusset, con investir la Corona della facoltà di eleggere i
consiglieri, i giudici, ed ogni magistrato qualsivoglia, e con
determinare, che tutti questi magistrati dovessero tener l'uffizio loro
tanto quanto piacesse al Re, e non di vantaggio. In tal modo il popolo
di Massacciusset, nè per sè stesso, nè per mezzo de' suoi rappresentanti
non aveva più veruna facoltà d'intromettersi nell'amministrazione della
provincia, la quale per l'opposto doveva tutta trovarsi in balìa del
governo ridotta; essendo questo padrone delle risoluzioni di tutti i
maestrati.
I ministeriali allegarono, che questo non era altro, che metter la
provincia di Massacciusset in quella condizione, in cui già si trovavano
parecchie altre; che il governo non vi aveva di presente autorità
sufficiente, per avervene il popolo troppa; che se un tale stato di cose
continuasse tuttavia, non era possibile frenare i sediziosi, e prevenire
i disordini; che i maestrati, continuando ad esser eletti dal popolo,
non si attenteranno mai di resistergli, anzi s'ingegneranno di andargli
ognora a' versi, del che niente si può immaginare di più dannoso, ed
alla quiete pubblica più contrario; che in quella provincia tutto era
rovina e confusione; che nei casi disperati e' bisogna por mano a rimedj
gagliardi; che tale era il frangente d'oggidì, che o bisognava ad ogni
maggioranza sopra l'America rinunziare, ovvero coi mezzi più efficaci
imbrigliare quegl'ingegni sfrenati; ed in somiglianti casi,
aggiungevano, che cosa montano le cavillazioni e le sottigliezze?
Ma dalla parte contraria insistevano gli opponenti, e gli agenti di
Massacciusset, che questa era una tenta del tutto tirannica; che questa
sola, senza l'affare della tassazione, era piucchè bastante a far levare
i più gran romori in America. Che crederanno gli Americani, volesse
l'Inghilterra spogliargli affatto di ogni libertà e di ogni franchigia,
e, distruggendo tutti i diplomi loro, nello stato della più dura servitù
ridurgli; che era cosa pericolosa l'intrigarsi in riformar diplomi;
saperlo i principi di Casa Stuarda, i quali per un tal pizzicore avevan
perduta la Corona; che la Gran-Brettagna aveva sempre simili
procedimenti avuto in orrore, e come ora essa stessa volergli usare? Che
finora non si dolevano gli Americani che della perdita di una sola
immunità, ma che adesso tutte si volevano usurpare; e siccome le altre
colonie crederanno, che quel che s'incomincia in Massacciusset, s'abbia
una volta in ciascuna di esse a terminare, così non potersi dubitare,
che tutte si riuniscano per ostare ad un tal principio; e che essendo
gli Americani altrettanto amanti della libertà, quanto gl'Inglesi
medesimi, non si poteva sperare, avessero quietamente a sì esorbitanti
usurpazioni, a sì malaugurose deliberazioni accomodarsi. Queste ed altre
cose allegarono quei che stavano dalla parte degli Americani. Ma tutto
fu indarno. La provvisione fu vinta con un consentimento pressochè
universale.
Allora lord North propose una terza provvisione, per la quale si
statuiva, che in caso, che qualcuno fosse querelato nella provincia di
Massacciusset per omicidio o altro delitto capitale, e paresse al
governatore, che il fatto stato fosse commesso nell'esercizio di qualche
uffizio, od in ajuto di qualche magistrato a fine di frenare i tumulti,
e non si potesse sperare un giusto ed indifferente giudizio nella
provincia, fosse in facoltà del governatore medesimo mandar la persona
querelata a subir il suo processo o in un'altra colonia, od all'uopo
anche nella Gran-Brettagna. Questa provvisione doveva bastare quattro
anni.
Lord North andò discorrendo, che senza la proposta legge, quegli, il cui
uffizio era di procurare colla forza l'esecuzione delle leggi, sarebbero
in ciò fare andati molto a rilento, non avendo la speranza di trovare
all'uopo maestrati indifferenti a giudicargli; che non si poteva
convenevolmente commettere il giudizio di tali persone a quelli, contro
i quali, obbediendo alla legge, avrebbero operato; che la provvisione
era per coronare l'opera dei consiglj presi in riguardo alle colonie, la
quale senza di ciò rimarrebbe manca e difettosa; che non si doveva
esitare; che si trattava ora della somma delle cose, se gli Americani
avessero a continuare ad esser sudditi della Corona d'Inghilterra, o no;
e che non dubitava di un prospero evento, quando tutte queste novelle
provvisioni fossero opportunamente recate ad esecuzione.
Ma il colonnello Baré, ed Edmundo Burke ripresero le parole, e con molta
caldezza parlarono in contrario: che questa era bene la più strana
risoluzione, che si fosse udita mai; che questo era un aggiungere nuovi
stimoli all'insolenza militare, già tanto incomoda; la qual cosa era
tanto più da detestarsi nel presente caso, che la soldatesca contro i
proprj concittadini aveva il suo uffizio ad esercitare; che questo era
un privare gli Americani di quel diritto, che ogni uomo ha, quello di
trovar giustizia presso di un tribunale di giudici indifferenti; che
pure il capitano Preston, il quale aveva nella propria città di Boston
sparso il sangue cittadino, aveva quivi trovato giusti ed indifferenti
giudici; ch'era una cosa tanto enorme il far venire il reo e tutti i
testimonj, che ei può a suo piacere chiamare in giudizio, tremila miglia
distante dal luogo, ove ha il delitto commesso, che non si sa restar
capace, come ella abbia in una mente sana potuto cadere; che invece di
dar tanto animo alla soldatesca stanziale, si dovevan per lo contrario
le milizie provinciali incoraggiare, perchè queste servivano come di
scudo e di freno contro di quella in favore della civile libertà; che
con questa provvisione si rompeva affatto la guerra colle colonie.
«Che cosa voler significare, aggiungevano, questo insolito rigore? La
Spagna c'insulta, e noi negoziamo; i nostri fratelli d'America
gareggiano con essi noi, noi tosto corriamo all'estreme offese; e
mandiamo là per opprimergli navi ed armi; in questa Camera si passa il
Rubicone, nell'altra si grida, doversi spegner Cartagine. Ma tutto è
inumanità, crudeltà, ingiustizia; e temiamo ben noi, che la mano di Dio
non si aggravi su di questa misera terra, e vibri sulle nostre teste
quella vendetta, che noi vogliamo sopra i nostri fratelli d'America
esercitare. Di qual gran misfatto finalmente sonsi resi gli Americani
colpevoli? Di nissun altro, fuori di quello di non aver voluto
acconsentir ad una provvisione, che era alle leggi scritte, ed alle
massime inalterabili della costituzione britannica contraria. E se
l'Inghilterra ne' tempi andati non avesse quella resistenza opposta, che
ora hanno gli Americani, noi di questo felicissimo libero governo non
goderemmo, nè in questa Camera conveniremmo per delle cose appartenenti
alla patria insiememente deliberare».
Lord Germaine alzatosi parlò in favore dei ministri.
«Se io portassi opinione, che la risoluzione, di cui si tratta, potesse
ingiusta e tirannica riputarsi, certamente non imprenderei a volerla dai
presenti romori difendere; ma credendola io non che giusta, opportuna e
necessaria, così non rimarrò dal dirne liberamente quel, ch'io ne sento,
quantunque avessi, in ciò facendo, le leziose orecchie degli oratori
dell'altra parte in qualche modo ad offendere. Furono biasimati i
processi da farsi al di qua dell'Oceano. Ma che altro è questo, se non
protegger l'innocenza? E non è questa la più desiderabil cosa agli animi
generosi? L'America non è altro adesso, che anarchia e confusione. Non è
quivi tutto in balìa ad una furibonda moltitudine? Dove sono le Corti di
giustizia? Elleno son chiuse. Dove sono i vostri Consiglj, dove il
governatore? Tutti intimoriti dalla sfrenata bordaglia. Sperate voi, che
in mezzo a tanti tumulti, in mezzo a sì feroce anarchia si possano
indifferenti giudizj ritrovare? Certo, mai no. Si dice, che noi negoziam
pure colla Spagna. Ma la Spagna disdice il fatto, e ci dà vinta la causa
intorno le isole di Falclandia; mentrechè i caparbj Americani non
cessano di resisterci e di provocarci. Si adduce, che certuni saran
privati per mezzo della provvisione dei naturali diritti loro. Ma, di
grazia, di quai diritti si vuol parlare? Forse di quello di fare il
contrabbando? Forse di quello di buttare il tè in mare? Forse di
quell'altro di non pagare i debiti? Certamente nissun civile diritto
loro sarà distrutto. Voi darete soltanto giudici indifferenti
all'innocenza. Voi non avrete un governo militare stabilito; ma
solamente un governo riformato, e fattolo alle presenti circostanze
conveniente. Se la pace e l'obbedienza alle leggi ed ai legittimi
magistrati possono ancora nel Massacciusset esser ristorate, questa
provvisione è quella, che ad un sì desiderevol fine ci può condurre».
Posto il partito, la provvisione fu vinta con centoventisette suffragi
favorevoli, e ventiquattro contrarj.
Nonostanti le raccontate risoluzioni, le quali dovevano molta efficacia
nelle colonie avere, prevedendo il governo, che gli Americani avrebber
forse voluto venirne agli estremi casi, e perciò sarebbesi dovuto
adoperar l'aperta forza per fargli rinsavire, pensò, fosse util cosa
l'assicurarsi in America di un luogo vicino alle colonie, dove e fare le
provvisioni necessarie, e sbarcar all'uopo le genti, le armi e le
vettovaglie senza ostacoli, senza mal umore dei popoli potesse, e ciò
senza quelle tanto incomode lamentazioni di violazioni di diritti e di
statuti. Per questo fine nissuna provincia era più opportuna di quella
del Canadà, che sta a ridosso delle colonie, nelle quali i nuovi romori
erano nati. Per un tal disegno faceva di mestiero contentare i Canadesi,
i quali, siccome quelli che erano poco prima stati Francesi, non si
erano ancora avvezzati alle leggi dei nuovi signori; che anzi le
avversavano in qualche parte. Le nobiltà canadese, che aveva in quella
provincia molta autorità, si lamentava di non aver più negli affari
pubblici tanta parte, quanta ne aveva sotto il dominio francese; ed il
popolo seguendo generalmente la religione cattolica, di mala voglia
sopportava di non aver tutti quei diritti, e di non godere tutti quei
benefizj civili, dei quali godevano i sudditi protestanti. Perciò il
governo si risolvette ad ampliare l'autorità della nobiltà, ed ai
cattolici donare tutti quei diritti, che ai sudditi protestanti
appartenevano. Si stabilì adunque, movendone lord North una provvisione
espressa nel Parlamento, che si costituisse nella provincia del Canadà
un Consiglio legislativo, il quale ogni autorità avesse, fuori della
tassazione; che i membri ne fossero eletti dalla Corona, e tenessero
l'uffizio, finchè piacesse al Re; che i sudditi canadesi, i quali
seguivano la cattolica religione, potessero a quel Consiglio esser
eletti; che il clero cattolico, eccettuati però i regolari, fosse
sicurato nel godimento legale de' suoi averi e delle sue decime verso
tutti coloro, che la medesima religione professavano; che le leggi
francesi senza giurì fossero rimesse in rigore, conservate però le leggi
inglesi col giurì nei casi criminali. Si aggiunse ancora, perchè
avessero i ministri un più largo campo ai disegni loro, che i limiti
della provincia si estendessero in maniera, che vi fosse incluso quel
territorio, che giace tra i laghi, il fiume Ojo, ed il Mississipì. Così
speravasi, che con una provincia a sopraccapo tutta ridotta in balìa del
governo, e quasi con quel freno in bocca, gli Americani non avrebbero
osato far le pazzie.
In ultimo luogo si propose, e si vinse una provvisione per potere
all'uopo dar le stanze ai soldati nelle case dei cittadini.
Tutte queste nuove leggi furono in Inghilterra, con applauso universale,
ricevute, essendovi assai, e generalmente, gli animi infiammati
agl'insulti ed alle enormità commesse dagli Americani. Solo non ebbe
grazia quella di Quebec, che così chiamarono la provvisione del Canadà;
che anzi ne fu fra i popoli inglesi molto agramente parlato, perchè
credettero, venisse per essa a vantaggiarsi di troppo la religione
cattolica. Le altre provvisioni esser convenienti, perchè tendevano a
stabilire l'autorità inglese in sui sediziosi; ma questa esser una tenta
per intraprendere la libertà e la religione nazionali.
Il governatore Hutchinson, diventato odioso agli Americani, ebbe lo
scambio nel generale Gage, uomo assai conosciuto, e di molto credito in
America. A questo fu concessa un'amplissima autorità di perdonare e
rimettere, ove ne vedesse il motivo, tutti i tradimenti, gli omicidj, le
fellonie, i delitti ed i misfatti commessi, siano quali essi si
vogliano, siccome pure tutte le multe e penalità qualsivogliano, in cui
si fosse incorso nella provincia di Massacciusset.
Ognuno aveva curiosità di vedere, quali sarebbero stati gli effetti dei
nuovi consiglj pigliati dai ministri inglesi, e quale dovesse esser
l'esito di una contesa, in cui, da una parte, combatteva tutta
l'autorità di un antichissimo e possente regno, protetta anche dal nome
di lui e dalla recente gloria delle sue armi; dall'altra, l'ostinazione
di un popolo di sua natura testereccio, e nelle sue libertà molto
infatuato. Nè si tardò molto a conoscersi, a qual parte avesse la cosa
ad inclinare. Imperciocchè giunta in Boston la novella della provvisione
del porto, tosto vi si corse a fare una adunata di popolo, dalla quale
si dichiarò, esser la provvisione ingiusta e crudele; di quella
appellarsi gli Americani a Dio ed al mondo. Furon date alle stampe
numerosissime copie della provvisione, e sparse per ogni dove; e perchè
gli occhi della moltitudine fossero più profondamente impressionati,
esse furono stampate su di carta da lutto colla riga nera all'intorno, e
la provvisione si gridava per le contrade: _il barbaro, crudele,
sanguinoso ed inumano micidio_. In altri luoghi, traendo il popolo a
schiera, fu con molta solennità pubblicamente abbruciata.
Fra questi travagli il general Gage arrivò in Boston, dove, malgrado la
concitazione universale, egli ebbe le grate accoglienze.
La congregazione di corrispondenza s'accorgeva benissimo di quanta
importanza fosse il riunire nei medesimi pensieri le congregazioni delle
altre colonie; nel che fare però essa trovava qualche disagevolezza,
trattandosi specialmente della propria causa di Boston. Perciò scrisse
ella assai modestamente, ed in tutte le lettere mandò, che si sperava,
si sarebbe la città di Boston, come sofferente per la causa comune,
considerata.
Il fuoco di quest'incendio si propagò largamente in tutte le parti del
continente, e non vi fu Terra che non facesse la sua adunanza, non
mandasse al medesimo fine le sue lettere; e le lodi, le congratulazioni
ed i conforti d'ajuto ai Bostoniani furono senza fine. La provincia
della Virginia fu anche questa volta la prima a dar l'orma, e, come si
dice, fuoco a questa girandola. Trovavasi in essa l'assemblea convocata,
quando pervennero le nuove della provvisione del porto di Boston. Tosto
determinò, che il dì delle calende di giugno, in cui quella provvisione
doveva aver principio, fosse da tutti osservato, come un giorno di
digiuno, di preghiera e d'umiliazione; s'implorasse in quel dì dalla
divina misericordia, si degnasse quelle calamità frastornare, che
minacciavano la perdita dei diritti loro e la guerra cittadina; e che in
tutti i cuori, ed a tutte le menti inspirasse i medesimi affetti e
pensieri, acciò potessero difendere efficacemente le loro libertà. Le
altre città fecero lo stesso. Nelle piazze pubbliche gli oratori
popolari, nelle chiese i ministri della religione tenevan sermoni nati,
e fatti per incendere il popolo contro gli autori delle usurpazioni e
dei mali, che avevano i Bostoniani a sopportare. Il governatore credette
il meglio di congedar l'assemblea di Virginia. Ma essi prima di
risolversi fecero una lega, per la quale dichiararono, che il voler far
forza ad una sola delle colonie, a fine d'indurla ad acconsentire ad una
arbitraria tassa, si riputasse, come se si volesse a tutte fare forza;
esser in tal caso opportuno e necessario, che tutte in un voler solo si
riunissero per opporsi a sì perniziosi, a sì detestabili consiglj. E non
contenti a questo, fecero una deliberazione, che fu di tutte la più
importante; e questa fu, che tutte le colonie eleggessero deputati, i
quali convenissero ogni anno in un general congresso, per deliberare in
comune intorno gl'interessi generali dell'America.
In Boston, essendo l'assemblea generale della provincia stata convocata,
il nuovo governatore significò loro, che le calende di giugno, in
conformità della provvisione del porto, dovessero a Salem la sede loro
trasportare; ed essendosi accorto, che l'assemblea, per evitar la
translazione, si affrettava a voler terminare le bisogne, l'aggiornò al
giorno sette di giugno in Salem. Raunati a Salem, non tardarono punto a
deliberare sugli affari che correvano. I Capi, tra i quali il più vivo
era Samuele Adams, avevano modellate le risoluzioni. L'assemblea
decretò, doversi un congresso generale convocare; elesse i deputati, che
a questo dovevano intervenire, e fece le provvisioni per le spese loro.
Nella città di Annapoli i Marilandesi, in quella di Charlestown i
Caroliniani, in Filadelfia i Pensilvanesi, nella città della
Nuova-Londra quei di Connecticut, a Nuovo-Porto quei dell'isola di Rodi,
e brevemente tutte le province del Nuovo-Hampshire sino alla Carolina
Meridionale fecero le assemblee loro, ed abbracciarono la risoluzione di
far il congresso generale, ed i deputati loro a questo elessero. Nissuna
provincia ne ebbe meno di due, nè più di sette. La città di Filadelfia,
essendo ricca, fiorente e popolosa, e posta nel miluogo tra le
settentrionali e meridionali province, fu trascelta per farvi la sede
del generale congresso.
La bisogna delle leghe contro il commercio inglese procedette anche con
molto calore; ed in questo si adoperarono con grandissima efficacia le
assemblee provinciali, le adunanze cittadine, e le congregazioni di
corrispondenza. E se ancora fosse stato possibile l'aggiugnere
all'animosità ed ardenza, già sì gravi e sì universali, originate dalla
provvisione del porto di Boston, queste furono all'estremo grado
portate, quando si ebbero le novelle delle due altre provvisioni intorno
l'amministrazione civile della provincia di Massacciusset e di quella
ancora di Quebec. Perciò la congregazione di corrispondenza di Boston
mosse una deliberazione molto importante, la quale fu, che si facesse un
accordo generale, il quale si chiamasse la lega ed alleanza (imitando le
leghe ed alleanze, che s'erano fatte a' tempi delle guerre civili in
Inghilterra). Gli alleati si obbligassero in presenza di Dio, e
promettessero nel modo il più solenne e religioso di cessare ogni specie
di commercio coll'Inghilterra, facendo tempo dal finire del prossimo
mese di agosto, e ciò fino a tanto che gli ultimi atti, tanto abborriti,
fossero dal governo rivocati, ed i diritti, franchigie, libertà e
privilegi restituiti alla colonia; di non far procaccio nè uso, dopo
quel termine, di niuna grascia, o derrata, o merce inglese, e di cessare
il commercio o traffico qualunque con coloro, i quali o ne usassero, o
ne introducessero, o di entrare nella solenne lega ricusassero.
Aggiunsero finalmente la minaccia, che in tanta concitazione d'animi non
era da aversi in poco conto, avrebbero pubblicati i nomi di coloro, i
quali questa prova non avrebbero voluto dare dell'amor loro verso i
diritti e le libertà della patria. E se la risoluzione fu audace,
l'esecuzione non fu lenta. Tostamente scrissero e mandarono nelle altre
province i capitoli della lega, esortando gli abitanti a porre i nomi
loro. Un numero infinito, chi per amore, e chi per paura, si
sottoscrissero in tutte le province, ma principalmente in quella della
Nuova-Inghilterra. Solo i Filadelfiesi nicchiarono, non che in eguale
detestazione non avessero i procedimenti dell'Inghilterra, o fossero
meno dei diritti loro solleciti; ma perchè un interrompimento totale di
commercio colla Gran-Brettagna pareva loro una cosa di sì grande
importanza, e così dannosa a molti industriosi abitatori di quella
città, che da per sè stessi ripugnavano molto ad abbracciarla. E però
desideravano di riferirsi in ciò, a quanto dal congresso generale
sarebbe stato determinato, promettendo le deliberazioni sue, e fossero
quali esse si volessero, scrupolosamente eseguire.
Il generale Gage, attonito, ed infiammato al nome di lega, nome tanto
pieno di spavento per le orecchie di un uffiziale della Corona
d'Inghilterra, bandì pubblicamente, ch'essa era una combinazione
illegale, criminosa e contraria alla lealtà dovuta al Re. Ma elleno
furon parole. I Massacciuttesi pubblicarono, il bando del governatore
esser desso tirannico, contendendo, che nissuno può impedire i sudditi
di accordarsi tra di loro, e far convenzioni per mantener i diritti loro
nei casi di oppressione. Così quelle leggi, che il governo inglese si
era persuaso avessero a tranquillare gli animi in America, dividere i
consiglj, sedare i tumulti, procurare la obbedienza, quelle furono, che
originarono più commozione, più concordia, maggiori garbugli, e più
pertinace risoluzione al resistere. E non è da credersi, che solamente
uomini di poco stato, o pochi parziali avessero tanto romore concitato.
Per l'opposto in questa opera entrarono uomini di ogni condizione, tanto
per ricchezze, che per autorità o per ingegno ragguardevoli. I
possessori delle tenute massimamente erano sopra gli altri infiammati e
pertinacissimi nel voler vincere la prova contro i ministri, ch'essi
malvagi chiamavano, e che sì grandemente detestavano.
Intanto il dì delle calende di giugno, a mezzo dì, ogni bisogna fu posta
a fine nella dogana di Boston, ed il porto chiuso ad ogni nave, che ci
volesse entrare; e nel giorno quattordici fu proibita l'uscita a quelle,
che prima entrate vi fossero. Quello intanto fu osservato come dì nero a
Williamsburgo, città capitale della Virginia; in tutti gli altri luoghi,
come di lutto. A Filadelfia si cessò da ogni negozio, e tutti,
eccettuati i Quaccheri, serrarono le botteghe; le campane suonarono a
lutto. Ma i Bostoniani facevan pietà. La città loro, testè sì ricca, sì
prospera, sì piena di un ospitale e cortese popolo, ora non offeriva più
che lamenti e disperazione in ogni canto. I ricchi, per aver perduto
l'uso delle magioni loro, diventavan poveri; i poveri, perduta l'opera,
eran diventati indigenti. Ognuno era tratto a parte della generale
sventura. Una soldatesca nimichevole, che correva per la città, pareva
ancora alle miserie loro volesse insultare. Gli abitanti della provincia
di Massacciusset, e di tutte le altre venivan bene in soccorso loro; in
Filadelfia andarono attorno sottoscrizioni per procacciare sostentamento
a quei Bostoniani, i quali per effetto della nuova legge fossero privi
di vitto. Ma questi ajuti non bastavano a gran pezza in tanta necessità;
e molti fra i Bostoniani erano agli estremi casi ridotti. Ma se gravi
erano i mali che sperimentavano, non meno grande era la costanza e la
fortezza d'animo, colle quali gli sopportavano. Ed ognun può pensare,
che si andarono diligentemente rivolgendo le storie antiche e moderne,
che ci hanno tramandata la memoria dei mali sopportati dagli amici della
libertà in difesa di questa, per pubblicarle, siccome facevano, con
istile sovente concitato, e molto più spesso gonfio, nelle gazzette, e
favellarne nelle adunate, e potere a quelli paragonare i patimenti dei
Bostoniani, la cui costanza con sommissime lodi proseguivano. Questi
chiamavano martiri viventi della libertà; questi appellavano difensori
generosi dei diritti dell'uomo; questi pronunziavano degni dei pazienti
e virtuosi antenati loro.
S'era il governo persuaso, che per amor dell'interesse, essendo tenuto
in chiusa il porto di Boston, gli abitanti dei porti vicini ne avrebbero
fatto il lor prò, tirando a sè il commercio, che in quello prima si
esercitava. Il che credette dover esser di scisme e di gelosie utili
all'intendimento suo cagione. Ma la cosa procedette molto lontana
dall'aspettazione sua. Quei di Marblehead, piccolo porto di mare tra
Boston e Salem, a tre miglia distante dall'uno e dall'altro, e quegli
stessi di Salem offerirono ai Bostoniani i porti loro, le rive, i
fondachi da ogni spesa liberi e franchi.
Tra queste cose eran cessati gli uffizj di quasi tutti i civili
magistrati; poichè quelli che, secondo i nuovi ordini, stati erano
eletti, o avevano rifiutato, o il popolo non gli voleva obbedire, od
impediva che l'uffizio loro esercitassero. Solo il Consiglio che stava
presso il governatore, poteva le sue faccende espedire, stantechè fra
trentasei nuovi consiglieri eletti, due soli rifiutarono il maestrato.
Ma essendo denunziati al pubblico, come inimici della patria, e correndo
il popolo in furia alle case loro, i più rinunciarono. Le Corti di
giustizia eran sospese, perchè i membri non volevano, a norma della
nuova legge, prestar il giuramento, nè cosa alcuna operare in conformità
di quella. I cancellieri, i quali avevan mandato fuori le cedole di
citazione erano stati obbligati a chieder perdonanza ne' diarj pubblici,
e di promettere di non espedirne altre, finchè non fossero le leggi
rivocate, ed i diplomi reintegrati. Il popolo correva in folla a riempir
le sale dei tribunali, acciocchè i giudici non potessero trovar luogo;
ed invitati a sgombrare, rispondevano, non riconoscere altri tribunali,
nè altri magistrati, che quelli, i quali secondo gli ordini ed usi
antichi fossero eletti.
I più persuadendosi, che le cose andassero finalmente a terminare in
aperta guerra, si provvedevano studiosamente di armi, e dentro vi si
esercitavano ogni giorno. Nel che riuscivano all'aspettazione, essendo
molto spigliati della persona, avvezzi alle fatiche, e deditissimi alle
cacce. Sapevano principalmente maneggiare gli archibusi con molta
destrezza. Non si udiva da ogni parte, che romor d'armi, o suoni di
pifferi e di tamburi; non si vedeva che gente, la quale con grandissima
contenzione imparava le mosse e l'uso dell'armi; giovani e vecchi, padri
e figliuoli, e perfino le donne, in ciò tutti insistevano, chi per
apprendere, e chi per dar animo e conforto. Fonder palle, far procaccio
di polveri erano occupazioni comuni diventate. Ogni cosa rappresentava
l'immagine di una vicina guerra.
Subito dopo l'arrivo di Gage erano giunti in Boston due reggimenti di
fanti con alcuni artiglieri e cannoni, ed accampatisi nella città.
Arrivarono poscia parecchi reggimenti dall'Irlanda, dalla Nuova-Jork, da
Halifax e da Quebec, mandati colà, perchè ponessero il piè in su quelle
prime faville. Ciò vedevano gli abitanti con incredibile gelosia, la
quale fu anche accresciuta per avere il generale posta una guardia
sull'istmo, che la penisola, dove sta Boston, colla terra-ferma
congiunge. Del che il colore era, che si impedisse, non desertassero i
soldati; ma la cagione, per dar ombra agli abitanti, acciò non
trasportassero così liberamente, come eran soliti di fare, armi dalla
città in contado. Nuove cause di scandali nascevano ogni giorno tra i
soldati ed i cittadini. I romori popolari erano e prontamente
rapportati, ed avidamente uditi, e ad ogni tratto la gente si sollevava,
e traeva.
Il governatore, considerate tutte queste cose, e temendo di qualche
improvviso accidente, si risolvette a fortificare l'istmo, e faceva
caldamente procedere in questa bisogna. Se ne alterarono grandemente i
Bostoniani, come anche la gente del contado, affermando, questa nuova
determinazione del generale essere un principio d'ostilità, e segno
evidente, che si voleva ogni cosa sottomettere all'autorità militare.
Laonde correvano fra il popolo molte dicerìe, e si facean molte minacce.
Gage, temendo volessero procedere più oltre, mandò due compagnie di
soldati a pigliare le polveri, che stavano deposte nell'armeria di
Charlestown presso Boston. E ciò credette, fosse altrettanto più
prudente cosa l'eseguire, che già si avvicinava il tempo della mostra
annuale della milizia, nel quale, se qualche sinistro disegno covassero,
avrebber potuto metterlo ad effetto. Il popolo ne venne in grandissima
rabbia. Da tutte le parti si assembrarono, e corsero coll'armi a
Cambridge. Ebbero molta fatica i più prudenti per impedire, non
traessero a furia a Boston per farsi restituir le polveri; o quando si
ricusasse, assalire senz'altro, e manometter la guernigione. Si sparse
voce in mezzo a questa esacerbata moltitudine, e probabilmente per
segreto maneggio dei Capi, per far vedere ai soldati stanziati a Boston,
che se volessero far le pazzie, bastava la vista agli abitanti di quella
provincia d'imporre loro un tal freno, che mal per loro, che l'armata e
la guernigione erano venute alle mani, e traevano colle artiglierie
contro la città, e che a mala pena si potevano i Bostoniani difendere.
Il romore si sparse in un subito per tutta la provincia: in poche ore
meglio di trentamila uomini furono in armi, i quali con grandissima
celerità marciavano all'incontro di Boston, e non si ristettero, finchè
non ebbero avviso, ch'era stato un romore vano.
Questo moto diè origine a molti altri, ed era diventato uso presso che
giornaliero di trarre alle case di quelli, i quali o avevano i nuovi
impieghi accettati, o s'erano in qualche modo alle pretensioni inglesi
favorevoli, o alle prerogative americane contrarj dimostrati. Perciò
costoro non potendo più niuna sicurezza trovare, fuorchè dentro la città
stessa, i membri del maestrato sopra la dogana, i gabellieri, ed ogni
altra sorta di pubblici uffiziali, i quali s'erano in Salem recati per
esercitarvi gli uffizj loro, se ne tornarono in Boston. In questa
maniera si risolvettero affatto nello spazio di pochi mesi quegli
ordini, che eransi per la provvisione del porto voluti introdurre dai
ministri.
Nè si contennero le commozioni popolari nella provincia di
Massacciusset; che anzi tutte ebbero parte nei rivolgimenti. Temendo gli
abitatori qua e là, che il generale non furasse loro le mosse rispetto
alle polveri, come aveva fatto in Charlestown, corsero ad impadronirsi
di quelle che stavano nei Forti, o nelle polveriere del Re. Così accadde
a Portsmouth nel Nuovo-Hampshire, dove i provinciali entrarono a stormo
nel Forte, e ne portarono via la polvere e le artiglierie. I Rodiani
fecero lo stesso; poichè il popolo di Nuovo-Porto corse a calca ad
insignorirsi di quaranta pezzi di artiglierie che difendevano il porto.
La tolta delle polveri a Charlestown, e le fortificazioni, che si
andavano facendo sull'istmo di Boston, oltre le sommozioni popolari,
cagionarono un'adunata dei delegati dei distretti e borghi della contea
di Suffolk, di cui Boston è la città capitale. Fecero risoluzioni molto
vive: non doversi niuna obbedienza prestare agli ultimi atti del
Parlamento, ma doversi piuttosto in abborrimento avere, essendo essi
tentativi per ridurre l'America in servitù; gli uffiziali pubblici,
eletti a norma di quelli, esser contro gli ordini e gli statuti della
costituzione; che la contea avrebbe tenuti indenni quegli uffiziali
subordinati, i quali ricusassero di eseguire i decreti dei superiori
secondo i nuovi ordini eletti; che gli esattori della pecunia pubblica
la ritenessero, e nissun pagamento effettuassero, finchè le antiche
leggi della colonia non fossero reintegrate, od altrimenti non fosse dal
congresso provinciale ordinato; che coloro, che avessero le nuove
cariche accettate, dovessero rinunziare prima del giorno venti di
settembre; e quando no, fosser chiariti nemici della patria; che si
eleggessero uffiziali di milizia in ogni borgata, tutti gente perita
nelle armi, ed ai diritti del popolo inclinata; ch'essendosi avuto
lingua, che si volessero pigliare certe persone della contea, così si
dovessero, ove ciò si mettesse ad effetto, pigliare e custodire
uffiziali del Re, affinchè servissero d'istatichi, che si esortassero i
popoli a contenersi nella quiete, e tal contegno serbare, tal resistenza
opporre ferma, uniforme e perseverante in una contesa di tanto momento,
in una causa tanto solenne, che si potesse meritare l'approvazione dei
saggi e l'ammirazione degli uomini valorosi di ogni contrada e di ogni
età.
Un'altra assemblea, ma questa di tutta la provincia di Massacciusset, si
fece in Salem. Alla quale non intervenendo il governatore si
risolvettero in congresso provinciale, e chiamarono presidente Hancock.
Dolutisi prima col governatore delle fortificazioni dell'istmo, fecero
insoliti consiglj per la difesa della provincia. Provvedevano munizioni,
riempivano i magazzini di vettovaglie, ad arruolavano dodicimila uomini
di milizia, che chiamarono _minuti uomini_, come sarebbe a dire uomini,
i quali debbono tenersi pronti a marciare ad ogni minuto, o subito dopo
l'avviso di un minuto. Le determinazioni e le esortazioni del congresso
provinciale erano, come se da un maestrato legittimo fatte fossero, con
ogni puntualità poste ad effetto. Così i consiglj presi dai ministri
d'Inghilterra partorirono in America effetti contrarj all'intendimento
loro; e già ogni cosa vi si volgeva alla guerra cittadina.
In mezzo a tutti questi romori, ed in tanta apprensione delle future
cose, raunossi in Filadelfia il congresso generale, al quale
intervennero i deputati di tutte le province americane.