LÈVATI, E CAMMINA

Tanto indugiasti!... Non t'accorgi dunque

che si fa tardi?... Lèvati, e cammina.

Sia per mar, sia per erta o sia per china,

fuor che qui dentro la tua strada è ovunque.

Strozza il singulto, e non voltarti indietro.

Nulla qui dentro è tuo, nemmeno l'aria,

nemmeno quella smorta cineraria

che agonizza nel carcere di vetro.

Di tuo non hai che l'anima, confissa

nel corpo come nuclëo nel tronco,

una tunica nera, un sogno monco,

e l'affanno pesante che t'asfissia.

Pur sarai ricca, ricca senza fondo,

se riesci a varcar senza tremare

la soglia: se riesci, ecco, a svoltare

quell'angolo.--Vedrai, mutato, il mondo.

Perchè piangi nell'anima?... Si è forti

sol quando tutto si strappò dal nostro

cuore, anche il pianto; e solo, e solo il nostro

orgoglio in plenitudine ci scorti.

Che stringi in mano?... una piccola ciocca

di capelli?... Ma gettala, che muoia

nel fango della via, se pur tu vuoi

la calma che il ricordo più non tocca!...

Nella selvaggia adolescenza, quando

davano i tuoi magnetici capelli

scintille al tocco delle dita, e snelli

i piedi in gaudio erravano, danzando

ritmi di libertà, Dio t'avea posto

nel cuore un Dono. Ed era più che l'oro

terreno, ed era più d'ogni tesoro

mortale. Fosti in colpa. E s'è nascosto.

E vivesti anni ed anni come sorda

e cieca. Or parti. Cercalo. Ma andare

andar tu devi senza mai sostare,

nella tonaca tua cinta di corda.

Bàgnati ai fiumi, asciùgati nel sole,

dormi sull'erba, prega con le stelle.

Avrai da quelle tue caste sorelle

maraviglia di candide parole.

Cerca tra i sassi, in mezzo al fango, in fondo

ai vicoli, alle soglie delle case

di povertà, per strade e piazze invase

di folla. Cerca te, nel vasto mondo!...

E ingoia libertà sino a formarne

fibre di nervi e succo di midolla:

sia essa, in te, fecondo hùmus di zolla,

sia qual rete di vene entro la carne!...

Allor soltanto sentirai la grazia

rifolgorarti nelle viscere ebbre.

Nella divinità della tua febbre

allor soltanto potrai dirti sazia.

E rivedrai del Dono intatto impressa

l'effige in cuore, come in polla viva;

ma più non tornerai dall'altra riva,

Pellegrina Crociata di te stessa.

Esilio · 第 32 / 78 题