Senza entrare in indagini speciali[51], intendiamo di esporre qui
brevissimamente i criteri che abbiamo seguiti, nell'usare della
testimonianza di Senofonte, Platone, ed Aristotele.
1. Non attribuiamo a Socrate nessun principio, massima, o opinione
che non sia, o esplicitamente riferita, o indirettamente accennata da
Senofonte.
I critici, che hanno rigettata la testimonianza di Senofonte, sono
incorsi nel grave errore di non avvedersi, che, in tal guisa, non solo
la interpretazione della dottrina socratica diviene impossibile, ma
che, tolta di mezzo la posizione pratica del Socrate senofonteo, tutta
la storia della filosofia greca non può più intendersi. Non bisogna
quindi ammettere, nè che Senofonte fosse stato incapace d'intendere
Socrate (Schleiermacher), nè che avesse voluto restringere nelle
angustie del suo personale criterio le vedute più larghe del maestro
(Brandis). Le accuse mosse contro Senofonte, per quel che concerne
la lealtà del carattere, e la sincerità dello scrittore (Niebuhr,
Forchhammer) sono infondate. I Memorabili sono scritti senza riserve, e
senza restrizioni; e sono un documento insigne della pietà e riverenza
dello scrittore verso il maestro. E in essi solamente deve cercarsi
la dottrina di Socrate (Hegel, Rötscher, Hermann, Zeller, Kühner,
Breitenbach, Hurndall ecc.).
2. Escludiamo la testimonianza di Platone, tutte le volte che importi
negazione o alterazione dei principi e del carattere del Socrate
senofonteo, o presenti un colorito, che rivela la intrusione della
teoria delle idee e dello schema della psicologia platonica. Ammettiamo
contro gl'ipercritici (Ast, Schaarschmidt) l'autenticità dell'Apologia
platonica, e del Critone; ed in gran parte ne riconosciamo il valore
storico (Zeller, Steinhart ecc.). In generale, consideriamo come
equivalenti la testimonianza di Senofonte e quella di Platone, quando
si tratti solo di determinare la movenza dialettica del dialogo
socratico (Hermann, Strümpell), e i motivi di reazione contro le
opinioni sofistiche (Strümpell); ma non ammettiamo, che il dialogo
platonico rappresenti davvero l'orizzonte storico nel quale Socrate
s'aggirava (Alberti), perchè questa opinione ci forzerebbe a ritenere,
che Socrate fosse stato fornito di una coltura filosofica, che
Senofonte non gli attribuisce.
3. Ci valghiamo della testimonianza di Aristotele solo in quanto è
limitativa, ma non sappiamo ammetterla come fonte originaria (Brandis),
perchè essa non è che una derivazione di Senofonte e Platone.
4. Essendo lo scopo dei Memorabili apologetico (Cobet) e non
dottrinale, la testimonianza di Senofonte dev'essere rimisurata ad una
stregua più larga: e questa ci vien fornita dalla storia generale della
coltura greca (Strümpell, Nägelsbach, Hermann, Grote ecc.).