[190] BOSIO cit., III, 249. C: «_Fu tale il salto, che ancor hoggi
comunemente per proverbio spesso fra il volgo si ricorda il salto del
Priore di Lombardia._»
[191] ARCHIVIO _dei notai e cancellieri_ cit. H. de Terano, _Instrum.
Ann. 1546 ad 1551_. ch. 263: «_Die tertia septembris, MDXLVII. —
Conductio. Illmi et rev. D. Caroli Sfortiæ in capitaneum generalem
triremium. — Rev. Pater Dnus Franciscus epus Casalensis
vicecamerarius et Hieronymus epus Barensis decanus etc.... ex una,
et Revd. D. Illmus Carolus Sfortia ex comitibus Sanctae Floræ,
prior Lombardiæ, Ordinis sancti Joannis hierosolymitani ex altera,
partibus, super conducta Illmi et rev. D. Caroli Sfortiæ in
capitaneum Generalem ad custodiam maris Thyrreni inferius designati,
inierunt et contraxerunt capitula et pacta infrascripta, videlicet
etc._»
[192] ARCHIVIO _dei Notai e cancellieri_ cit., ch. 236: «_Venditio
triremium pro illmo et rmo DD. Guidone Ascanio Sfortia,
sancti Eustachii diacono cardinali de Sancta Flora, et S. R. E.
Camerario — Die XXX Augusti MDXLVIII, — Dnus Gentiles Virginius
Ursinus dum vixit Anguillariæ comes, nuper defunctus, inter alia bona in
hereditate sua cum reliquerit tres triremes, vulgariter nuncupatas
galeas, quas ipse de mense februarii proxime præteriti pro prœtio
xvii millium quingentorum ducatorum auri iu auro emerat ab illmo
D. Horatio Farnesio duce Castrensi, et in suo ultimo testamento jusserit
easdem galeas debere vendi etc... hinc est quod exequutores testamenti
ejusdem venditionis jure dederunt et tradiderunt Dno Guidoni Ascanio
etc.... dictas tres triremes, et unum corpus, fustum vulgariter
nuncupatum, dno Virginio per SSmum. Dnum. Nrum. donatum, existens
extra portus Civitæ Vetulæ prætio et nomine prætii viginti millium
et septingentorum scutorum auri etc...._»
Ch. 261: «_Ratificatio venditionis triremium per dominas Magdalenam et
Catharinam filias bo. me. Illmi D. Gentilis Virginii Ursini,
Anquillariæ comitis dum vixit etc...._»
Ch. 267: «_Donatio triremium. — Die tertia septembris. D. Guido Ascanius
Sfortia, sancti Eustachii etc.... non tamquam persona ecclesiastica,
sed tamquam unus ex Illma domo et familia Sfortia, emit ab
Illmis Dominabus Magdalena et Catharina bo. me. Illmi. D. G.
V. Ursini tres triremes seu galeras, et fustum vulgariter nuncupatum
inerme, et sponte donavit Carolo Sfortiæ, priori Lombardiæ, fratri suo
germano dictas tres triremes etc...._»
«_Actum Romæ, etc. die ut supra, in Camera Palatii residentiæ dicti R.
D. cardinalis Camerarii, la Cancelleria vecchia, nuncupati._»
[193] RATTI, cit., _Famiglia Sforza_, I, 281, nota 2, accenna soltanto
questi fatti, cita le carte dell'Archivio Sforza, e aggiunge: «_Il papa
Paolo III, con sua bolla del tre settembre 1548, confermò la compra e
donazione suddetta._»
[Ottobre-dicembre 1548.]
III. — Questi documenti limpidi e brevi confermano largamente ciò che si
è detto alla fine del libro sesto, ed al principio del presente. Di più
ci danno tre volte la compra e la vendita delle stesse galèe a prezzi
diversi: prima per scudi d'oro trentaquattromila, indi per
diciassettemila cinquecento, e finalmente per ventimila settecento[194].
Avendo già nella storia del Medio èvo descritto la costruzione, la forma
e il governo di questi legni militari, sembrami conveniente dirne adesso
la valuta; e ciò per chiarire sempre meglio la storia navale dei secoli
scorsi, e per continuare anche da questa parte lo svolgimento delle
frasi e dei termini marinareschi; come pure per stabilire i criterî da
risolvere a un bisogno quei problemi storici, nei quali il prezzo
fornisce argomento a provare cause ed effetti di maggior rilievo. Per
esempio, e tutto del nostro proposito, il Guerrazzi notissimo scrittore
moderno, volendo attribuire a Pierluigi Farnese una parte maggiore nella
congiura di Gianluigi Fieschi, si ferma sul prezzo delle quattro galèe
vendute dal primo al secondo per trentaquattro mila scudi d'oro: ed
elevando il valore di ciascuna galèa a ventimila, in somma per le
quattro a ottantamila, conchiude essere la differenza di quarantasei
mila la mercede pattuita del tradimento[195]. Io non torno adesso a
cercare come e quanto i Farnesi di Parma se la intendessero coi Fieschi
di Genova; sì bene a rilevare l'importanza della stima per risolvere
talune questioni di ordine più elevato.
E volendo andar sicuro nel giudizio dei prezzi, lascio da parte lo
stranio Brantôme che trinciava le cifre a ventimila per volta, e seguo
piuttosto Andrea Doria genovese, Lione Strozzi fiorentino, e Gentil
Virginio romano e i loro discendenti e consorti, che valutavano
diversamente, ed erano per quei tempi maestri e comandanti anche in
Francia, anche in Spagna, e per tutto. Con loro mi appoggio ad altre
colonne, cioè alle note ufficiali dei governi, ed a quei documenti e
autorità che sempre cito, tuttochè a taluno possano sembrare
soverchie[196]. Da queste sorgenti potrà derivarsi nella mente dei miei
lettori qualche contezza più precisa intorno al modo di determinare la
valuta delle galere, distinguendo le parti di costruzione, fornimento,
armamento e corredo, così dei legni come delle attenenze, secondo il
primo impianto, e secondo i diversi carati rispondenti al tempo ed al
consumo.
Perciò scelgo due documenti ufficiali, uno romano e l'altro fiorentino;
ambedue composti per norma di governanti, ambedue identici nei vocaboli
e nelle frasi del mestiere, che erano comuni in tutta l'Italia, come più
volte ho detto: ma il primo assai più breve, più chiaro, più ricco di
voci, tanto che il lettore potrà cavarne con manco fastidio maggior
copia di notizie. Nè io saprei altrimenti come mettere a stampa, perchè
non si perdano, tanti vocaboli degni di essere ricordati, e non
possibili a intarsiare nei racconti miei, nè altrui. Dirò appresso del
secondo: ora pubblico il primo documento nella sua integrità, come fu
compilato sopra le scritture e le tradizioni del tempo anteriore, a
richiesta dei principi Barberini, quando tenevano nella mano tutte le
fila dell'amministrazione al tempo di Urbano VIII. Già fin d'allora gli
economisti, rispetto alle spese, richiamavano i tempi passati, come di
miglior mercato, e dolevansi del maggior caro nel presente: perciò la
cifra della somma totale potrà essere stata più bassa cinquanta anni
prima, non certamente più alta. Udiamone[197]:
«NOTA DI QUANTO COSTA UNA GALEA PRIVATA, ARMATA DI QUANTO FA BISOGNO
ACCIÒ SIA PRONTA A NAVIGARE. LA SPESA CHE CI VA INCIRCA:
» Lo scafo fornito nel modo che lo sogliono dare
i maestri incirca Scudi (_romani_) 3500. —
» Più si fa il piano della poppa, ed altre cose 50. —
» Albero della maestra 130. —
» Albero del trinchetto 80. —
» Antenna di maestra: cioè due pezzi, carro e penna 100. —
» Antenna di trinchetto simile, carro e penna 50. —
» Spigoni due per la borda e pel marabutto 10. —
» Tagliami diversi[198], come per la lista a parte
numero 1ª 60. —
» Artiglieria e palle[199] — —
» Armi diverse e apparati delle artiglierie, come
da lista numero 2ª 500. —
» Ferri quattro, a quattro marre, del peso di cinquanta
cantàri genovesi di libbre 138 romane[200] 220. —
» Cinquantasette remi guarniti a scudi tre l'uno[201] 171. —
» Tende, tendali, porte di poppa, porte di prua, e
porte delle bande, tutto di albagio di Roma, guarnite
di sartia e fodera, come da lista numero 3ª 630. —
» Ferramenti per le maestranze e per la ciurma,
come da lista numero 4ª 553.40.
» Vele per la maestra e pel trinchetto, e loro guarnizione
di sartia con due mantelletti, come da
lista numero 5ª 690. —
» Sartia necessaria all'uso di detta galea, come per
lista numero 6ª 900. —
» Dugencinquantacinque barili da acqua di Nizza 202. —
» Botti ed altre cose necessarie alla compagna ed
al pagliuolo, come per lista numero 7ª 150. —
» La ciurma si calcola numero ducensessanta uomini,
compresi venticinque bonavoglia[202]. Vestiti per
detta ciurma, cappotti e camiciuole, come da
lista numero 8ª 963.50.
» Vestiti bianchi per detta ciurma, come per lista
numero 9ª 543.50.
» Fiamme ed attrezzi della poppa, come per lista
numero 10ª 156. —
» Schifo guarnito 30. —
» Cinquantuna vacchetta per li banchi 36. —
» Bronzi diversi per le pulegge, sessanta in circa,
libbre centotrenta 36. —
» Concerto di otto trombette 32. —
» Lo spalmare della galèa, libbre settecento di sevo,
e la brusca 50. —
————————
» _In tutto_ Scudi (_romani_) 9843.40.
» _Lista N. 1ª._ — TAGLIAMI.
» Un calcese di maestra.
» Due colleoni di calcese.
» Due taglie da ghindare per maestra.
» Due pulegge di ritorno.
» Due pulegge per la detta.
» Due altre pulegge per la detta.
» Due taglie di anchini da due occhi.
» Due taglie di anchini da un occhio.
» Due taglie di orza davanti, ossia orza novella, da un occhio.
» Calcese pel trinchetto.
» Una puleggia pel detto.
» Due colleoni.
» Due taglie pel fionco[203] da quattr'occhi.
» Due taglie da due occhi.
» Sei pulegge per dette.
» Quattro taglie di anchini da due occhi.
» Due taglie di anchini da un occhio.
» Sei pulegge.
» Otto taglie pei paranchinetti da due occhi.
» Due taglie di orza davanti da due occhi.
» Pulegge per dette.
» Dodici taglie da collatori[204] da due occhi.
» Dodici taglie pei collatori da un occhio.
» Pulegge per detti.
» Sette mazzapreti[205].
» Pulegge per detti.
» Ventiquattro vertecchi.
» Una pasteca[206] da quarnale.
» Pulegge per detta.
» Due pasteche d'orza a poppa.
» Una pasteca da schifo.
» Una pasteca da quarnale.
» Un mazzaprete per cazzare la tenda.
» Due coccinelli.
» Quattro pulegge per mazzapreti.
» Due taglie di prodano da quattr'occhi.
» La pasteca del cannone.
» Una puleggia per detta.
» Sei pulegge per mascellari[207].
» Otto taglie da un occhio pei detti mascellari.
» Ventiquattro pulegge pei detti.
» Nove mazzapreti.
» Nove pulegge pei detti.
» Una bigotta da sperone.
» Una puleggia pel detto.
» Due bigotte da cordiniera.
» Tre bigotte di trozza.
» Ventiquattro vertecchi.
» Due taglie da prodano.
» Due dette da due occhi.
» Otto pulegge per dette.
» Due arganelli.
» Pulegge per detti.
» Maschi da schifo per salpare.
» _In tutto, come è detto, Sc. Romani_ 60. —
»_Lista N. 2ª._ — ARMI DIVERSE ED APPARATI PER LE ARTIGLIERIE.
» L'artiglierie non si notano[208].
» Centoventi moschetti Sc. Rom 360.
» Centoventi forcine 18.
» Sessanta mezze picche 18.
» Dodici rotelle 8.
» Centoventi bandoliere 36.
» Per le artiglierie. — Dodici schiappe da scalone, dieci
bigotte, trenta perni, dieci mazze, un gancio, cucchiare,
stivatori, rifolatori, lanate, borsa di corame
per la polvere, in tutto 35.
» Lo scalone pel cannon di corsia guarnito 25.
————
»_Somma la lista 2ª, c. s._ Sc. Rom. 500.
»_Lista N. 3ª._ — TENDE, TENDALI, E PORTE.
» Una tenda di albagio di Roma, palmi 2880, spago per
cucirla libbre 24. Cavetto di terranina, libbre 20. Tela
trina pel mezzanino, palmi 150. Sartia per guarnimento.
» Un tendale di albagio di palmi 420. Spago per cucirlo
libbre 6. Canavaccio per fodera, palmi 400.
» Due porte d'albagio attorno alla galea, e porte di poppa
e di prua, palmi 1100. Tela parata per fodera di
tutto, palmi 1300. Spago per cucirne, libbre 10.
In tutto Sc. Rom. 470.
» Una tenda di canavaccio, palmi 2800. Spago per cucirla,
libbre 16. Mattaffioni, libbre 120. Guarnimento,
libbre 90. Mezzanino, libbre 100. In tutto 125.
» Una incerata di cottonina, palmi 160. Spago per cucirla,
libbre 2. Cera, libbre 50. Verderame, libbre 15.
Trementina, libbre 10. Pece greca, libbre 8. Sevo,
libbre 20 35.
————
» _3ª lista, in tutto, c. s._ Sc. Rom. 630.
»_Lista N. 4ª._ — FERRAMENTI.
» Dodici verrugli da calafato Scudi Rom. 2.40.
» Ferro uno per lo schifo 2.50.
» Una gravina, o sia pie' di porco 1.50.
» Un pajo di tanaglie 1.20.
» Incudine 2. —
» Due tagliaferri 0.60.
» Due mazzette 0.50.
» Otto buttafuori 2.20.
» Otto piccozze 4.40.
» Dodici zapponi 7.20.
» Cinquantuna branca di catene a cinque fila per
branca, a scudi sette per ciascuna 357. —
» Calzette di ferro, venti fila 28. —
» Ducencinquanta maniglie armate 115. —
» Diversi altri ferramenti minuti 25. —
» Marracci per far la legna, otto 3.40.
» Otto rasoj per rapare la ciurma 0.50.
———————
» _4ª lista, in tutto, c. s._ Sc. Rom. 553.40.
»_Lista N. 5ª._ — VELE DI COTTONINA.
» Una borda, palmi 5000. Canavaccio per mantelletto.
Sartia per guarnimento. Spago per cucirla. Sc. Rom. 250.
» Un marabutto, palmi 3600. Canavaccio per mantelletto.
Sartia per guarnimento. Spago 140.
» Un marabuttino, palmi 2800. Canavaccio per mantelletto.
Sartia per guarnimento. Spago 120.
» Un trinchetto grande, palmi 2640. Canavaccio per
mantelletto. Sartia per guarnimento. Spago 115.
» Un trinchetto piccolo, palmi 1450. Canavaccio per
mantelletto. Sartia per guarnimento. Spago per cucirlo 65.
—————
»_5ª lista, in tutto, c. s._ Sc. Rom. 690.
»_Lista N. 6ª._ — SARTIA A CANTARI DI LIBBRE 250 CIASCUNO.
» Quattro gomene, collettivamente Cantari 22. —
» Due gomenette 7. —
» Due capi di posta 5. —
» Dodici costiere[209] 3.50.
» Due capi di vette 3.50.
» Un pajo di amanti 1.80.
» Due bracotti di poppa e prua 0.30.
» Due oste di maestra 1. —
» Due orze a poppa 1. —
» Una quarnale 1. —
» Due scotte 2. —
» Orza davanti, ed orza novella 1. —
» Cavo pei collatori 1. —
» Due prodàni per la maestra 3.50.
» Fionco pel trinchetto 1.20.
» Otto sartie pel trinchetto 1. —
» Orza davanti pel trinchetto 0.40.
» Bracotti di poppa e di prua pel trinchetto 0.16.
» Due oste di trinchetto 0.60.
» Quarnaletta e carichetta di trinchetto 0.20.
» Prodàno del trinchetto 1. —
» Barbetta pel cannone e per lo schifo 1.80.
» Paranchinetti pel trinchetto, due 0.20.
» Duo paranchinetti pel timone 0.06.
» Tre mazzi da scandaglio 0.10.
» Due anchini[210] del trinchetto 0.50.
» Anchini per la maestra 0.80.
» Un pajo di amanti pel trinchetto si cavano
dalle vette — —
» Cinquantuno stroppo de' remi, e collatori 1. —
» Otto bozze 0.60.
——————
»_6ª lista, in tutto_ Cantari 63.22.
» Che a circa scudi 15 il cantaro, danno c. s. Sc. Rom. 900.
»_Lista N. 7ª._ — BOTTAME ED ALTRO PER COMPAGNA
E PAGLIUOLO.
» Sei botti grosse Sc. Rom. 0. —
» Una manica di corame per imbottare 8. —
» Caldajo per la ciurma 10. —
» Attrezzi di cucina, barbiere, e calafato 12. —
» Cantaro da pesare 8. —
» Ottanta sacchi pel pagliuolo 35. —
» Ventidue stuoje pel pagliuolo, e cose diverse 4. —
» Due bilance piccole 5. —
» Un bilancione 6. —
» Cinque pesi di bronzo da pesare la carne 5. —
» Sei lampioni di corsia 12. —
» Sei lampionetti di cerca 5. —
» Un lampione di burrasca 4. —
» Venti coffe per savorra 3. —
» Dodici sèssole da aggottare 3. —
——————
»_7ª lista, c. s._ Sc. Rom. 150. —
»_Lista N. 8ª._ — VESTITI PER LA CIURMA.
» Cappotti di albagio per ducensessanta uomini:
palmi ventuno per cappotto, e filo
per cucirli, si calcola giulî ventuno per
cappotto 546. —
» Camiciuole di panno cordellato, canavaccio
per fodere, e filo per cucirle, ad uomini
ducensessanta, da palmi undici l'una, si
calcola scudi due per camiciuola 520. —
————————
+ 1066. —
» Se ne diffalca per venticinque bonavoglia,
cui si danno a conto loro - 102.50
————————
»_8ª lista, c. s._ Sc. Rom. 963.50.
»_Lista N. 9ª._ — VESTITI BIANCHI, SCARPE, CALZE, BERRETTI.
» Camicie, numero 520, due per ciascuno; e
calzoni paja 520, due per ciascuno; che sono
quattro pezzi di biancheria per uomo. Ve ne
va canne cinque. Filo per cucire camicie
e calzoni, vagliono[211] circa giulî
quindici Sc. Rom. 390. —
» Berretti, numero 260 a bajocchi dieci 26. —
——————
+ 416. —
» Se ne diffalca per venticinque bonavoglia,
cui si danno a conto loro - 40. —
——————
Resta + 376. —
» Scarpe e calze a trenta schiavi, a giulî dieci per
uomo, non mettendo i bonavoglia, perchè vanno
a conto loro 30. —
» Schiavine che si danno alla ciurma per l'inverno,
non compresi i bonavoglia, ai quali si danno a
conto loro, si calcola numero centodieci, a giulî
dodici e mezzo l'una 137.50.
———————
»_9ª lista, c. s._ Sc. Rom. 543.50.
»_Lista N. 10ª._ — FIAMME ED ATTREZZI DI POPPA.
» Le fiamme di tela importano circa Sc. Rom. 50. —
» Un quadro di Nostro Signore e della Madonna, e
campanello 2. —
» La chiesuola, due bussole, quattro ampollette 4. —
» Candele e torcie per la Salve il sabato a sera — —
» Una tendale di cotonina, e due parasoli; canne
cento in circa 32. —
» Due camerette di panno colle porte, canne trentacinque
in circa, e fodera di tela turchina 45. —
» L'incerata per coprire la poppa è già nella 3ª lista — —
» Due buffetti di noce 6. —
» Due sedie a braccialetti 5. —
» Quattro sgabelletti di vacchetta 8. —
» Un tappeto che serve a poppa e a schifo 4. —
——————
»_10ª lista, c. s._ Sc. Rom. 156. — »