=Roberto, Frontino,= _indi un cameriere_.
ROB.--Frontino! non farmi lʼasino! Hai tu letto mai nelle istorie
che qualcuno abbia compiuto delle imprese utili e grandi a stomaco
digiuno? (_battendo sulla tavola col bastone e gridando a tutta
voce_) Olà! famigli! garzoni! guatteri! bestie! In che mondo siamo?
(_sottovoce_) Senti, Frontino, come la mia bella voce da baritono si è
fatta rantolosa!... Gran segno di appetito!... Saresti tu abbastanza
compiacente, qualora io ti invitassi a far meco un buon pranzo, da
accettare senza obiezioni di sorta?....
FRONT.--Un buon pranzo! si fa presto a....
ROB. (_interrompendolo_) Silenzio, bestione! Ecco il cameriere....
CAM.--Hanno chiamato, signori?
ROB.--Dieci volte per lo meno.
CAM.--In che possiamo obbedirla?
FRONT.--Per mio conto... io direi....
ROB.--Avanzati, subalterno! Tu mʼhai un viso che promette.... Sentiamo
un poʼ cosa sapresti offrirci per stimolare il nostro appetito!
Rifletti bene che siamo arrivati a Montpellier collʼultimo convoglio,
e naturalmente, prima di metterci in viaggio, abbiamo consumato
una eccellente colazione allʼalbergo della Corona dʼOro.... Vero
figliuolo del mezzogiorno, tu già comprendi che se a noi piace di
rimetterci a tavola, lo facciamo al solo scopo di procurarci un
mezzo innocentissimo di distrazione, che non sia quello di sfidare
in sulla piazza gli spintoni dei villani e le pedate dei cavalli....
Aggiungi pure che, nella nostra qualità di individui privilegiati,
noi comprendiamo i doveri della nostra posizione, che son quelli di
favorire il commercio, consumando, in fatto di comestibili, quanto il
nostro stomaco può comportare di più squisito e quindi di più costoso.
Lode alla provvidenza, i nostri apparecchi organici a ciò destinati
rispondono alle alte e generose espansioni dei nostri appetiti.--Mi hai
tu compreso, o amabilissimo figlio del popolo?
CAM.--Signore: non credo esagerare affermandole che in questo albergo
vi è tutto che può desiderare un forastiero della vostra condizione....
Ella potrà trovar qui ciò che si ha di meglio nelle più rinomate
trattorie della centrale.
ROB.--Sentiamo!
CAM.--Vuol funghi? Trifole? Ragoste? Un pasticcio di Strasburgo?....
ROB.--A te, Frontino! Interpreta i miei desideri--ed emana
sollecitamente i tuoi ordini a questo bravo garzone!
FRONT.--Ma... io?....
ROB.--Coraggio, nobile amico!
FRONT.--Ebbene: un mezzo pollo dʼIndia... o qualche altra inezia...
tanto da snodare i denti.... Ho sempre inteso dire che lʼappetito viene
mangiando....
ROB.--A meraviglia... (_al garzone_) Tu hai capito... Vattene... fa di
sbrigarti... e bada di servirci in una sala riservata! Prendi (_gli dà
una moneta_) e se farai le cose a dovere....
CAM. (da sè) Due franchi! Ecco dei signori rispettabili!
FRONT. (_al garzone_) Dunque... vuoi servirci?
CAM.--(_esitando_) Vado e ritorno...! (_da sè riponendo la moneta nelle
tasche_) Sarei minchione se gettassi questo danaro nella cassetta delle
mancie!
(_esce_).
FRONT. (_a Roberto, sul davanti della scena_) Vedo che sei stanco di
respirare allʼaperto... Noi ci perderemo....
ROB.--Ecco una ipotesi di cattivo gusto.... Io mi arresto al concreto e
ti dico solennemente che... noi pranzeremo.
FRONT.--Sì... ma al momento di pagare....
ROB.--Pagheremo...!
FRONT. (_col massimo stupore_) Tu possiedi del denaro...!
ROB.--I miei ultimi spiccioli li ho immolati a quel bravo garzone....
Quante volte dovrò ripeterlo che gli uomini di genio, i grandi
speculatori, sono quelli che vivono col denaro degli altri...?
FRONT.--silenzio!
ROB. (_volgendosi_) Una dama!...
FRONT.--Una gran dama!...
ROB.--Possibile!... La nostra Deianira!....