VENERE NERA

Era una notte chiara e tropicale.

Nell'aria torrida

Passava un soffio di languor letale,

Afrodisiaco.

Sul mar brillava un luccichìo di fosforo,

Misterïoso;

Parca forier di cósmiche battaglie

L'alto riposo,

Morivan lenti in su la calda riva

I flutti languidi,

L'onda lambendo la rena moriva

Con lungo murmurare.

Tutto era bruno: e terra e cielo e oceano;

Taceano i venti,

Eppur movea lassù un arcano palpito

Le stelle ardenti.

Stendeasi in là, vastissima pianura,

Il suol dell'India;

Il sacro suoi della gran fede oscura

Pieno di tènebre.

Pareva il mar d'alto portento gravido.

Irrequieto,

Ma la natura già potea conoscere

Il suo segreto.

Ecco, d'un tratto, l'onda si divide,

E sorge argentea

In mezzo al mar che intorno ad essa ride

Una conchiglia,

Vasta conchiglia illuminata, rosea,

Che par dischiuda

Cosa di ciel, poichè vi sorge Venere

Divina e nuda,

Ma paurosa ancor più della greca

Bellezza candida,

Chè bianca no, ma è d'un color che acceca,

Di bronzo splendido.

S'allieta il ciel, la luna vibra un raggio...

Ed ecco altera

Incanta allora in sua beltà terribile

Venere Nera.

Le nostalgie · 第 74 / 79 题