RESURRECTA

Che la vostra miseria non mi tange,

Nè fiamma d'esto incendio non m'assale.

DANTE

*

Ella già visse nell'antico Egitto,

Tra le città che sembran visïoni,

Allor che gloriosi nel delitto

Trionfavan superbi i Faraoni;

E guardò calma col gran d'occhio nero

Le feste immense e l'orride tenzoni.

Pallida e bruna, col sorriso altero,

Della immobile Sfinge colossale

Sfidò lo sguardo bianco ed il mistero

Con la serenità d'una rivale.

--E degli amori sempre più implacati

Conobbe il peso e il fàscino letale;

E gli ascosi desir negli abbagliati

Occhi d'intera folla plaudente

E le brame che lottano coi fati.

--Poscia sparì d'in mezzo a quella gente,

La splendida sua vita ebbe una fine;

Crebbe il pallor, fûr le pupille spente,

S'irrigidir le sue forme divine

Qual prodigio che subito s'arresta,

E nel sonno calò senza confine.

In bende avvolta fu dai pie' alla testa,

E sotto la piramide, in l'eletto

Sepolcro preparato come a festa,

Dormì mill'anni con lo stesso aspetto.

* *

Ora è fra noi. Per mistica e segreta

Legge rinata sotto nuovo clima,

Come una evocazione di poeta,

Bellezza tal che realtà sublima!

I dolori dell'oggi ed i desiri

Guardando senza sprezzo e senza stima.

Ahi! non cura le gioie ed i martiri

Di quest'epoca folle ed ammalata,

Ed ignora la causa dei sospiri.

E resta calma e pensierosa, e guata

Tra le piccole feste e il triste amore,

Nel trionfo paranco trasognata.

Della sua vita e morte anterïore

Un vestigio sul viso l'è rimasto;

Vi si scorge il ricordo che non muore

Dei sogni ardenti e del suo sonno casto.

Le nostalgie · 第 33 / 79 题