. . . . .
Alta e superba nella sculturale
Perfezïon delle sue forme pure,
Pare una statua greca--eppur sa il male
Delle tristezze oscure.
Divine son le linee del suo volto,
Le curve altere della sua persona.
--Nel bianco petto è un cor che soffrì molto
E al soffrir s'abbandona.
Invano nel mirare il suo profilo
Scorre il pensiero ai lieti dì d'Atene
E ricordiam la Venere di Milo.
--Le ore non son serene.
A poco a poco sul marmoreo viso
Nuovo pallor pose la vita. Antica
È la bellezza sua, ma il suo sorriso
Conosce la fatica.