XV

Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono

Di quei sospiri ond'io nudriva il core

In sul mio primo giovenile errore,

Quand' era in parte altr'uom da quel ch'i' sono;

Del vario stile, in ch'io piango e ragiono

Fra le vane speranze e 'l van dolore,

Ove sia chi per prova intenda amore,

Spero trovar pietà, non che perdono.

Ma ben veggi' or, sì come al popol tutto

Favola fui gran tempo: onde sovente

Di me medesmo meco mi vergogno:

E del mio vaneggiar vergogna è 'l frutto,

E 'l pentirsi, e 'l conoscer chiaramente

Che quanto piace al mondo è breve sogno.

Fifteen sonnets of Petrarch · 第 28 / 30 题