Di questa fortunatissima commedia si fecero, nel corso del secolo XVI,
una ventina di edizioni. Poi, dopo la lunga dimenticanza del Seicento
(durante il quale sembra che non se ne sia avuta nessuna nuova
impressione), essa fu piú volte ristampata nei secoli XVIII e XIX: a
Firenze nel 1720; a Napoli verso il 1730; a Livorno nel 1786; a Milano
nel 1808; pure a Milano, per cura di Eugenio Camerini (Carlo Tèoli), nel
1863; a Roma nel 1887; e di nuovo a Firenze, nel 1888, insieme ad altre
commedie raccolte dal Piccini (Jarro) nel primo volume del suo _Teatro
italiano antico_[3]. Io riproduco il testo della prima stampa,
rarissima, che apparve a Siena nel 1521, un anno dopo la morte
dell'autore. Essa reca sul frontespizio il seguente titolo nel quale è
pur compreso l'elenco dei personaggi: _Commedia elegantissima | in prosa
nuovamente composta per Messer Bernardo da Bibiena. | Intitulata
Calandria. | Interlocutori. | Prologo: Argumento: Fessenio servo:
Polynico preceptore: | Lydio adulescentulo: Calandro: Samya serva: Ruffo
negro- | mante: Santylla: Fannio servo: Fulvia moglie di Calandro: |
Meretrice: Facchino: Sbirri di doghana [in fine, nel tergo dell'ultima
carta: Finita la Commedia di Calandro. Stam- | pata in la Magnifica
Cipta di Siena: per | Michelangelo di Bart.º Fiorentino | ad instantia
di Maestro Giovanni | di Alixandro Libraro. A di | xxix. d'Aprile. Nelli
| Anni del Signore. | 1521_]. Precede alla commedia una breve lettera
dedicatoria in latino, che qui non occorre riferire, del «bibliopola»
Giovanni d'Alessandro al signor «_Bandino Bandineo senensi decano quam
meritissimo patrono unico_» in data «_Senis ex officina nostra. xiiii.
cal. martias. M.D.xxi_».
3. Si vedano: ALLACCI, _Drammaturgia accresciuta e
continuata fino all'anno_ MDCCL, Venezia, Pasquali, 1755, col.
155; PANZER, _Annales typografici_, Norimberga, 1793-1803, X,
155; BRUNET, _Manuel du libraire_, Parigi, 1860-65, II, 773-4
e _Supplément,_ I, 409; GRAESSE, _Trésor de livres rares et
précieux_, Dresda, 1859-67, II, 412 (e anche 236); SALVIOLI,
_Bibliografia universale del teatro drammatico italiano_, I
(Venezia, 1903), 599.
Che il titolo della commedia sia propriamente _Calandria_, e non
Calandra, come recano, non si sa perché, quasi tutte le stampe, è cosa
indubitabile. Giá notò il Ginguené doversi preferire la prima alla
seconda forma per la ragione che in essa commedia si contengono «_les
aventures et les hauts faits de Calandro_»[4]. E, ai nostri tempi, piú
precisamente e piú chiaramente osservò il Gaspary che il titolo della
prima stampa «è il titolo esatto (la commedia di Calandro), foggiato
come _Asinaria, Cistellaria, Cassaria, Cofanaria, Vaccaria,
Aridosia_»[5]. Ciò non ostante, la duplicitá dei titoli offerta dalle
edizioni (nelle quali, anzi, ripeto, prevale di gran lunga la forma
errata) si ripercosse, com'è naturale, anche nelle scritture dei critici
e degli storici: perpetuandosi cosí una deplorevole confusione che è
sperabile non abbia piú ad aver luogo dopo la presente ristampa. La
quale, dunque, si fonda, come ho giá detto, su quella senese del 1521;
ma non su di essa esclusivamente. A correggerne o compierne, infatti,
alcuni errori e scorrezioni e omissioni mi ha giovato quest'altra
edizione, di poco posteriore alla prima, che afferma, nientemeno, di
derivare direttamente dall'autografo del cardinal da Bibbiena: _La
Calandra | Comedia nobilissima et ridicu- | losa, tratta dallo originale
| del proprio autore. | MDXXVI_ [e innanzi al Prologo: _Comedia
nobilissima et ri- | diculosa intitolata Ca- | landra composta per | il
Reverendiss. Car- | dinale di Santa | Maria importi- | co da Bibiena_; e
in fine: _Stampata in Vinegia per Zuanantonio et fratel- | li da Sabio.
Ad instantia di Messer Nicolo et | Dominico fratelli del Iesu. |
M.D.XXVI_][6]. E, talvolta, ho pur tenuto presente l'altra edizione
curatane dal Ruscelli: _Delle Comedie | elette | novamente raccolte in-
| sieme, con le correttioni, & annotationi di | Girolamo Ruscelli, |
Libro primo. | Nel quale si contengono l'infrascritte Comedie. | La
Calandra del Cardinal Bibiena. | La Mandragola del Machiavello, | Il
Sacrificio, & gli Ingannati degl'intronati. | L'Alessandro, & l'Amor
costante del Piccolomini. | In Venetia. MDLIIII [in fine: In Venetia per
Plinio | Pietrasanta, MDLIIII_][7].
4. _Histoire littéraire d'Italie_, VI (Milano, Giusti, 1821),
166.
5. _Storia della letteratura italiana_, Torino,
Loescher, 1891, II^2, 300.
6. Che derivi dall'originale non credo, poiché giá nel titolo
se ne allontana sicuramente. Ad ogni modo, per ciò che
riguarda la commedia, questa edizione dové esser condotta
su una buona e corretta copia. Del prologo, invece (che è,
come dico nel testo, non del Bibbiena, ma del Castiglione),
l'editore ebbe certo fra mano una trascrizione infelicissima
che altera e guasta stranamente la genuina forma
castilionesca.
7. La _Calandria_ non ha un suo proprio frontespizio
e tien subito dietro a quello generale della raccolta. Lo
hanno, invece, le altre commedie che sono comprese nella
raccolta medesima.
Mi resta, per ultimo, da avvertire che il prologo pubblicato in tutte le
stampe come del Bibbiena è invece quello che fu composto da Baldassarre
Castiglione per la prima rappresentazione urbinate del 1513: essendo il
vero prologo dell'autore della Calandria pervenuto troppo tardi ad
Urbino ed essendo anche troppo lungo perché l'attore che doveva
recitarlo si confidasse di mandarlo a memoria. Ciò fu dimostrato, con
quasi assoluta certezza, da Isidoro Del Lungo; il quale fece conoscere
per la prima volta, pubblicandolo da uno scartafaccio autografo e
convenientemente illustrandolo, questo vero e ignoto e delizioso prologo
del faceto scrittore casentinese[8]. Io li pubblico entrambi:
rispettando cosí la tradizione secolare e ristabilendo, al tempo stesso,
la veritá.
8. _Florentia, uomini e cose del Quattrocento_, Firenze, Barbèra,
1897, p. 364 sgg. Il testo del prologo, che qui si riproduce
con alcune lievi modificazioni di ortografia e di
punteggiatura, è a pp. 374-8.]