SAMIA serva, LIDIO femina, LIDIO maschio.
SAMIA. Bene è vero che la donna è sopra la pecunia come il sole sopra il
ghiaccio; che, del continuo, lo strugge e consuma. Non prima lesse
Fulvia la polizza del negromante che la mi dette questa borsa de ducati
perché io a Lidio suo li porti. E vedilo a punto lá. Guarda se l'amica
tua, o Lidio, fa il dovere. Non odi, Lidio? Che aspetti? Piglia, o
Lidio.
LIDIO femina. Eccomi.
LIDIO maschio. Da' qua.
SAMIA. Uh! uh! trista me! Aveva preso un granchio. Perdonami, messer.
Volevo costui, non te. Addio tu. Tu ascolta.
LIDIO femina. El granchio pigli tu ora. Parla a me. Licenzia lui.
SAMIA. El vero di' tu. La smemorata! Erravo io. Va' sano. Tu vieni a me.
LIDIO maschio. Che «va' sano»? Voltati a me.
SAMIA. Oh! oh! oh! A te, sí. Costui voglio, non te. Tu odi. Tu addio.
LIDIO femina. Che «addio»? Non di' tu a me? Non son Lidio, io?
SAMIA. Madesí. Desso sei tu; tu no. Te cerco io; tu va' al camin tuo.
LIDIO maschio. Sei fuor di te. Guardami ben. Non son quello, io?
SAMIA. Oh! oh! oh! Pur ti conobbi. Tu Lidio sei. Te voglio; te no. Tu
sta' discosto; tu piglia.
LIDIO femina. Che «piglia»? Balorda! Son io; non lui.
SAMIA. Cosí è. Erravo io. Tu hai ragione; tu il torto. Tu va' in pace;
tu togli.
LIDIO maschio. Che fai tu, bestia? Par che vogli dargli a lui; e sai che
son nostri.
LIDIO femina. Che «nostri»? Lassali a me.
LIDIO maschio. Anzi, a me.
LIDIO femina. Che a te? Lidio son io; non tu.
LIDIO maschio. Dágli qua.
LIDIO femina. Che «qua»? Dágli pur a me.
SAMIA. Oh! oh! Per forza non voglio giá me li toglia alcuno di voi per
ciò che io griderrei ad alta voce. Ma state saldi. Lassatemi ben vedere
chi di voi è Lidio. Oh Dio! oh miraculosa maraviglia! Non è alcuno sí
simile a se stesso né la neve alla neve né l'uovo a l'uovo come è l'uno
all'altro di costoro: tal che non so discernere chi di voi Lidio si sia;
perché tu Lidio mi pari e tu Lidio pari, tu Lidio sei e tu Lidio sei. Ma
io or ben la ritroverrò. Ditemi: è alcuno di voi innamorato?
LIDIO maschio. Sí.
LIDIO femina. Sí.
SAMIA. Chi?
LIDIO maschio. Io.
LIDIO femina. Io.
SAMIA. Onde vengon questi denari?
LIDIO maschio. Da lei.
LIDIO femina. Da l'amorosa.
SAMIA. Oh fortuna! Ancor non son chiara. Ditemi: chi è l'amorosa?
LIDIO maschio. Fulvia.
LIDIO femina. Fulvia.
SAMIA. Chi è il suo caro amante?
LIDIO maschio. Io.
LIDIO femina. Io.
LIDIO maschio. Chi? tu?
LIDIO femina. Io, sí.
LIDIO maschio. Anzi, io.
SAMIA. Uh! uh! uh! In malora! Mò che cosa è questa? Saldi! Qual Fulvia
dite voi?
LIDIO maschio. La moglie di Calandro.
LIDIO femina. La padrona tua.
SAMIA. Tutt'una! Certo, o io sono impazzata o costoro hanno il demonio
adosso. Ma aspettate. Or la rinvengo. Ditemi: con che abito andaste da
lei?
LIDIO maschio. Da donna.
LIDIO femina. Da fanciulla.
SAMIA. Oh cosa ridicula e dispettosa! Ma oh! oh! a questo la ritruovo.
In che tempo ha ella voluto lo amante suo?
LIDIO maschio. Di dí.
LIDIO femina. Di mezzo giorno.
SAMIA. El fistolo de l'inferno non la rinverrebbe. Certo, questa è una
trama diabolica cosí condotta da quello spirito maladetto. Meglio è che
io, con li denari, a Fulvia me ne ritorni; e díegli poi essa a chi piú
gli piace. Sapete voi com'ell'è? Io non so a chi di voi darmegli. Fulvia
ben conoscerá il vero suo amante. Però chi di voi quello è a lei se ne
venga e da lei li ará. Restate in pace.
LIDIO maschio. Non mi vedo nello specchio sí simile a me stesso com'è
colui simile al volto mio. A bell'agio saprò chi egli è. E perché queste
venture non vengono ogni dí e Fulvia intanto potria pentirsi, in fede
mia, meglio è che io, come soglio, spacciatamente da lei ritorni; ché
quelli denari non sono pochi. Sí: farò, a fé.
LIDIO femina. Or questo è lo amante per cui io son tolta in scambio. Che
domin indugia tanto a tornar Fannio? Se qui or fussi, come esso disegnò,
torneremmo a Fulvia e forse ci beccheremmo sú quei denari: benché al
fatto mio pensar bisogna.