SCENA I

SAMIA serva, LIDIO femina, LIDIO maschio.

SAMIA. Bene è vero che la donna è sopra la pecunia come il sole sopra il

ghiaccio; che, del continuo, lo strugge e consuma. Non prima lesse

Fulvia la polizza del negromante che la mi dette questa borsa de ducati

perché io a Lidio suo li porti. E vedilo a punto lá. Guarda se l'amica

tua, o Lidio, fa il dovere. Non odi, Lidio? Che aspetti? Piglia, o

Lidio.

LIDIO femina. Eccomi.

LIDIO maschio. Da' qua.

SAMIA. Uh! uh! trista me! Aveva preso un granchio. Perdonami, messer.

Volevo costui, non te. Addio tu. Tu ascolta.

LIDIO femina. El granchio pigli tu ora. Parla a me. Licenzia lui.

SAMIA. El vero di' tu. La smemorata! Erravo io. Va' sano. Tu vieni a me.

LIDIO maschio. Che «va' sano»? Voltati a me.

SAMIA. Oh! oh! oh! A te, sí. Costui voglio, non te. Tu odi. Tu addio.

LIDIO femina. Che «addio»? Non di' tu a me? Non son Lidio, io?

SAMIA. Madesí. Desso sei tu; tu no. Te cerco io; tu va' al camin tuo.

LIDIO maschio. Sei fuor di te. Guardami ben. Non son quello, io?

SAMIA. Oh! oh! oh! Pur ti conobbi. Tu Lidio sei. Te voglio; te no. Tu

sta' discosto; tu piglia.

LIDIO femina. Che «piglia»? Balorda! Son io; non lui.

SAMIA. Cosí è. Erravo io. Tu hai ragione; tu il torto. Tu va' in pace;

tu togli.

LIDIO maschio. Che fai tu, bestia? Par che vogli dargli a lui; e sai che

son nostri.

LIDIO femina. Che «nostri»? Lassali a me.

LIDIO maschio. Anzi, a me.

LIDIO femina. Che a te? Lidio son io; non tu.

LIDIO maschio. Dágli qua.

LIDIO femina. Che «qua»? Dágli pur a me.

SAMIA. Oh! oh! Per forza non voglio giá me li toglia alcuno di voi per

ciò che io griderrei ad alta voce. Ma state saldi. Lassatemi ben vedere

chi di voi è Lidio. Oh Dio! oh miraculosa maraviglia! Non è alcuno sí

simile a se stesso né la neve alla neve né l'uovo a l'uovo come è l'uno

all'altro di costoro: tal che non so discernere chi di voi Lidio si sia;

perché tu Lidio mi pari e tu Lidio pari, tu Lidio sei e tu Lidio sei. Ma

io or ben la ritroverrò. Ditemi: è alcuno di voi innamorato?

LIDIO maschio. Sí.

LIDIO femina. Sí.

SAMIA. Chi?

LIDIO maschio. Io.

LIDIO femina. Io.

SAMIA. Onde vengon questi denari?

LIDIO maschio. Da lei.

LIDIO femina. Da l'amorosa.

SAMIA. Oh fortuna! Ancor non son chiara. Ditemi: chi è l'amorosa?

LIDIO maschio. Fulvia.

LIDIO femina. Fulvia.

SAMIA. Chi è il suo caro amante?

LIDIO maschio. Io.

LIDIO femina. Io.

LIDIO maschio. Chi? tu?

LIDIO femina. Io, sí.

LIDIO maschio. Anzi, io.

SAMIA. Uh! uh! uh! In malora! Mò che cosa è questa? Saldi! Qual Fulvia

dite voi?

LIDIO maschio. La moglie di Calandro.

LIDIO femina. La padrona tua.

SAMIA. Tutt'una! Certo, o io sono impazzata o costoro hanno il demonio

adosso. Ma aspettate. Or la rinvengo. Ditemi: con che abito andaste da

lei?

LIDIO maschio. Da donna.

LIDIO femina. Da fanciulla.

SAMIA. Oh cosa ridicula e dispettosa! Ma oh! oh! a questo la ritruovo.

In che tempo ha ella voluto lo amante suo?

LIDIO maschio. Di dí.

LIDIO femina. Di mezzo giorno.

SAMIA. El fistolo de l'inferno non la rinverrebbe. Certo, questa è una

trama diabolica cosí condotta da quello spirito maladetto. Meglio è che

io, con li denari, a Fulvia me ne ritorni; e díegli poi essa a chi piú

gli piace. Sapete voi com'ell'è? Io non so a chi di voi darmegli. Fulvia

ben conoscerá il vero suo amante. Però chi di voi quello è a lei se ne

venga e da lei li ará. Restate in pace.

LIDIO maschio. Non mi vedo nello specchio sí simile a me stesso com'è

colui simile al volto mio. A bell'agio saprò chi egli è. E perché queste

venture non vengono ogni dí e Fulvia intanto potria pentirsi, in fede

mia, meglio è che io, come soglio, spacciatamente da lei ritorni; ché

quelli denari non sono pochi. Sí: farò, a fé.

LIDIO femina. Or questo è lo amante per cui io son tolta in scambio. Che

domin indugia tanto a tornar Fannio? Se qui or fussi, come esso disegnò,

torneremmo a Fulvia e forse ci beccheremmo sú quei denari: benché al

fatto mio pensar bisogna.

La Calandria Commedie del Cinquecento · 第 67 / 84 题