SCENA I

FULVIA, SAMIA serva.

FULVIA. Samia! o Samia!

SAMIA. Madoonna!

FULVIA. Vien giú presto.

SAMIA. Io veengo.

FULVIA. Muoviti, trista ti faccia Dio! Muoviti!

SAMIA. Eccomi: che vuoi?

FULVIA. Va' via or ora, truova Ruffo dello spirito e digli che venga a

me subito subito.

SAMIA. Vo sú pel velo.

FULVIA. Che velo? Bestia! Tira via cosí; vola.

SAMIA. Che diavol vuol dir tanta rabbia? E' mi par che l'abbia il

dimonio in corpo. E pur Lidio doverria avergliene cavato.

FULVIA. Oh fraudolenti spiriti! oh sciocche umane menti! oh ingannata e

infelice Fulvia, che, non pur te sola offeso hai, ma ancora chi piú che

te stessa ami! Misera a me, che ho quel che cercai e trovato quel che

non volea! onde, se lo spirito remedio non ci pone, de uccidermi sono

disposta; perché manco amara è una voluntaria morte che una angosciosa

vita. Ma ecco Ruffo. Presto saperrò se sperar o disperar mi debbo.

Nissuno appare. Meglio è parlarli qui perché, in casa, le panche, le

sedie, le casse, le finestre stimo che abbino li orecchi.

La Calandria Commedie del Cinquecento · 第 60 / 84 题