LIDIO femina, FANNIO servo e la NUTRICE.
LIDIO femina. Assai è manifesto quanto sia miglior la fortuna degli
uomini che quella delle donne. Ed io piú che l'altre l'ho per prova
cognosciuto: per ciò che, da quel giorno in qua che Modon nostra patria
fu arsa da' turchi, avendo sempre io vestito da maschio e Lidio
chiamatomi (che cosí nome avea el mio suavissimo fratello), credendosi
sempre ognun che io maschio sia, ho trovato venture tali che ben ne son
stati li fatti nostri; ove che, se io nel vestire e nel nome mi fussi
mostro essere donna, come sono in fatto, né il turco di cui eravamo
schiavi ce aria venduti né forse Perillo riscossici, se saputo avesse
che io femina fusse, onde in miserabil servitú sempre ci conveniva
stare. Ed io or vi dico che, quando fussi maschio come son femina,
sempre in tranquillo stato ci viveremmo: per ciò che, credendosi
Perillo, come sapete, che io maschio sia, e fidelissimo nelli affari
suoi avendomi trovato sempre, me ama tanto che vuol darmi per moglie
Verginia unica figliuola sua e di tutti gli beni suoi farla erede. E,
dicendomi el nipote che Perillo vuol, doman o l'altro, io la sposi, per
conferire la cosa con voi, mia nutrice, e teco, Fannio mio servo, fuora
di casa me ne sono venuta; e piena di tanto travaglio quanto io ben
sento e voi pensar potete. E non so se...
FANNIO. Taci, oimè! taci; a fin che costei, che afflitta verso noi
viene, non attinga quel che parliamo.