Amore.
La notte era limpida e serena--il cielo sfavillante di stelle--l'aria
imbalsamata. Mille augelletti canori, da poco tempo climatizzati in
Europa, svolazzavano tra gli alberi odorosi, tolti alle vergini
foreste americane e trapiantati nell'ampio giardino. I vivaci colibrì
dalle ali di fuoco precedevano le tre donne, formando sul loro capo
una nuvoletta dorata. Tutta la poesia del creato si rifletteva in quei
giovani cuori, fecondando i germogli della più sublime, della più
santa passione. La voce, la parola, l'accento di quella conversazione
era una musica divina, nella quale si fondevano tutte le armonie
misteriose della natura.
Presso l'_Arco della Pace_ le tre donne fecero sosta. Il lago era a poca
distanza, e i gruppi dei lavoratori e dei passeggieri che si
dirigevano a quella volta, divenivano frequenti.
--Mutiamo argomento--disse la Viola, trattenendo le
compagne.--Qualche profano dell'antica razza potrebbe udirci e
burlarsi di noi. Non esponiamo le cose sante al ludibrio dei
pervertiti.
--Noi ci siamo slanciati per una via di fiori; abbiamo discusse le
illusioni, i sogni gentili della vita, ma nulla abbiamo concluso.
--La sola conclusione possibile--disse la Viola--è che nell'era
antica l'amore fu riguardato come un piacere, mentre il piacere non è
nell'amore che un modo di manifestazione ed un complemento.
--Io credo che nessuno sia in grado di definire l'amore--disse la
Viola--o piuttosto che ciascuna donna lo senta diversamente, secondo
l'indole propria e l'educazione degli eventi. Per me l'amore è
desiderio.
--L'amore è sacrifizio!--soggiunse Luce.
--L'amore è perdono!--sospirò Fidelia.
E in quel punto una voce vibrata e sonora ripetè le parole della
fanciulla, e un giovane di bellissimo aspetto uscì da un cespo di
dalie, e mosse incontro a Fidelia stendendole la mano.
Le tre donne trasalirono di sorpresa. Ma gli occhi di Fidelia furono
attratti da forza magnetica verso lo sconosciuto--le due mani
s'incontrarono--e un fremito di voluttà corse rapidamente dall'uno
all'altro cuore. Quel fremito era la parola misteriosa dell'amore, il
muto linguaggio delle anime, che l'una all'altra si rivelano.
--Adulto!--disse la Viola allo sconosciuto--noi non possiamo
intrattenerci o camminare in vostra compagnia, se prima non abbiate
adempiuto alla legge di _ricognizione_.
--Dispensatemi dal palesare il mio nome--rispose il giovane.--Una
sola di voi ha il diritto di conoscerlo... ella che diceva poco
dianzi: l'amore è perdono.--Quanto alle mie qualifiche, vi basti
sapere che io sono l'inventore della nuova macchina per la pioggia
artificiale che domani verrà esperimentata al cospetto dell'universo.
--Voi... il nuovo benefattore dell'umanità!--sclamò Fidelia con
entusiasmo.--Voi, l'inventore della macchina che ha destato la
meraviglia del mondo!
--Pur troppo io sono quello sventurato!--rispose il giovane con voce
commossa. E in quel punto il volto del giovane si coperse di pallore,
e una ruga gl'increspò leggermente la fronte.
Luce e Viola si ricambiarono una occhiata significante, poi
rivolgendosi a Fidelia:--Vanne,--le dissero,--la pietà accompagni il
dolore. Quest'uomo aveva bisogno della confessione, e Dio gli ha
mandato il suo angelo!
Fidelia baciò in fronte le amiche, e preso per mano il giovane
addolorato, si diresse con lui verso la spiaggia del lago.
--Chi lo crederebbe?--disse Viola alla Luce, seguendo con lo sguardo
i due che si allontanavano.--Quest'uomo da oltre venti giorni riempie
il mondo della sua fama; domani, per assistere all'esperimento de'
suoi meravigliosi meccanismi, dai confini più remoti della terra
converranno a Milano tutti i primati dell'intelligenza. Più di tremila
areostati sono già scesi quest'oggi all'arsenale di Corsico--la _Casa
di ospitalità_ dell'antico _Foro_ ha già ricoverato ventimila
forestieri,--domani prima di mezzogiorno arriveranno i tre palloni
smisurati del dipartimento Russia, e la grande arca Americana della
forza di cinquecento aquile... Tutti i veicoli della Unione saranno in
moto per trasportare passeggieri--le viscere della terra fremeranno
per elettrico impulso negli scambi della grande novella... Ed ecco:
l'uomo che ha dominato gli elementi, che ha sconvolto l'ordine della
natura fisica; l'uomo che domani sarà idoleggiato da tutta la famiglia
umana, non può emanciparsi dalla tirannia del dolore, non può con
tutti gli sforzi della sua volontà e della sua intelligenza sospendere
anche per un momento il battito delle proprie passioni. Sarebbe mai
vero il paradosso propugnato dalla nuova setta dei Ginevrini, che
l'umanità progredisce a scapito degli individui?...
Per giungere al lago, Fidelia e il suo giovane compagno avevano
attraversato una folta selva di pini. Uscendo all'aperta, uno
spettacolo meraviglioso si presentò al loro sguardo, spettacolo
affatto nuovo per la giovinetta, che arrestossi sospesa sulla punta
dei piedi, immobile come la statua dell'ammirazione.
Le acque erano sparite--una immensa lastra di metallo ne copriva la
superficie, formando sovr'esse una cupola lucente, dal cui centro
usciva una piramide colossale, gigantesca, immensurabile, la cui
estremità superiore si perdeva negli oscuri spazi della notte.
La torre di Babele è dunque riedificata? E Iddio ha permesso agli
uomini del ventesimo secolo di stabilire una comunicazione fra la
terra ed il cielo? E perchè non ha egli punito, come in altri tempi,
questo sacrilego attentato della superbia umana?
La favola di Babele non è certo la meno immorale delle tante
immoralità delle Genesi.--Iddio non può punire quel provvidenziale
istinto della azione che è nella mente della umanità. Oggimai nessuno
può disconoscere questo vero immutabile. Rimescolare la materia,
agitarla, trasformarla, tale è la missione dell'uomo. Orgoglioso,
superbo fino a credersi onnipotente, l'uomo non cesserà mai da questa
lotta gigantesca che aspira al perfezionamento e forse conduce alla
dissoluzione. Il Titano schiacciato non cesserà di agitare i suoi
massi, di accumulare i macigni per salire fino a Dio--perchè egli
sente di aver qualche cosa di comune con Dio: l'intelligenza e lo
spirito creatore!