55. -- Di Lattanzio De' Benucci

Se per lodarvi e dir quanto s'onora

di voi natura e 'l ciel, Tullia gentile,

fosse eguale al soggetto in me lo stile,

e 'l saper pari a l'alta voglia ancora;

forse non tanto il secol nostro indora

vostra virtute, e non dal Gange al Tile

fate voi co' i begli occhi eterno aprile,

quant'io n'avrei grazie e favori ognora.

Non può ingegno mortal tante divine

virtù ritrar; nè può basso disìo

scolpir parti sì eccelse e pellegrine,

che 'n voi il valor del vago petto e pio

avanza ogni pensier, passa ogni fine,

non che l'aguagli altrui parlare, o mio.

Rime di Tullia d'Aragona, cortigiana del secolo XVI · 第 116 / 142 题