35. -- Dello stesso

Pur non sentir la turba iniqua e fella

così larga al mal dir, come al ben parca,

da lei, che nel mio cuor siede monarca,

non men cortese che leggiadra e bella;

non mio voler seguendo ma mia stella,

parto col corpo sol, che l'alma scarca

de la soma mortal meco non varca,

ma riman seco obediente ancella.

E se quel, che fra me tacito e solo

cantando vo' con più di mille insieme,

per la Garza, e Forcella, e Tavaiano,

udisse pur un dì l'invido stuolo

ben morria di dolor veggendo vano

tornar l'empio ardir suo, ch'indarno freme.

Rime di Tullia d'Aragona, cortigiana del secolo XVI · 第 96 / 142 题