Bembo, io che fino a qui da grave sonno
oppressa vissi, anzi dormii la vita,
or da la luce vostra alma infinita,
o sol d'ogni saper maestro e donno,
desta apro gli occhi, sì ch'aperti ponno
scorger la strada di virtù smarrita;
ond'io lasciato ove 'l pensier m'invita
de la parte miglior per voi m'indonno:
e quanto posso il più mi sforzo anch'io,
scaldarmi al lume di sì chiaro foco,
per lasciar del mio nome eterno segno.
E o non pur da voi si prenda a sdegno
mio folle ardir, che se 'l sapere è poco,
non è poco, Signor, l'alto disìo.
[V. 2 B. dormì; - C. D. dormii.]
[3 E. dalla.]
[12 Ed oh! - _Componimenti poetici_, ecc., ediz. cit. pag. 111.]