XVIII. -- A Pietro Bembo

Bembo, io che fino a qui da grave sonno

oppressa vissi, anzi dormii la vita,

or da la luce vostra alma infinita,

o sol d'ogni saper maestro e donno,

desta apro gli occhi, sì ch'aperti ponno

scorger la strada di virtù smarrita;

ond'io lasciato ove 'l pensier m'invita

de la parte miglior per voi m'indonno:

e quanto posso il più mi sforzo anch'io,

scaldarmi al lume di sì chiaro foco,

per lasciar del mio nome eterno segno.

E o non pur da voi si prenda a sdegno

mio folle ardir, che se 'l sapere è poco,

non è poco, Signor, l'alto disìo.

[V. 2 B. dormì; - C. D. dormii.]

[3 E. dalla.]

[12 Ed oh! - _Componimenti poetici_, ecc., ediz. cit. pag. 111.]

Rime di Tullia d'Aragona, cortigiana del secolo XVI · 第 23 / 142 题