Milano--Tip. Filippo Poncelletti, Via Broletto, 13.
All'on. sig. Direttore della _Nuova Antologia_.
_Egregio Signore,_
Una dama, che non ho l'onore di conoscere personalmente, mi ha inviato
l'unito manoscritto. Vorrei pure trasmetterle, signor Direttore, la
squisita lettera che l'accompagna; ma mi è vietato. Non ho quindi che
ad indicarne, per sommi capi, la sostanza.
Questa dama ebbe il manoscritto in legato dall'autore, che militò non
senza lode nelle lettere italiane ed è morto, quasi repentinamente,
pochi anni addietro. Egli vi rivela una parte occulta, secondo
credette, della sua vita, e vi prescrive all'amica di pubblicarne, in
un caso preveduto, il racconto. Ora parrebbe che s'illudesse, da
poeta, sul punto del segreto; e che, nella città di Lombardia dove
visse, l'arcano fosse sufficientemente noto a parecchi. Ciò posto, non
sarebbe più da pubblicare nulla; ma la signora non lo vuole
comportare, parendole indegno di tener celata la descrizione di un
amore ch'ella chiama eccelso, mentre tante descrizioni di amori
volgari corrono il mondo. Propone quindi di pubblicare il manoscritto
in forma di romanzo, tacendo il nome del protagonista e modificando
gli altri, tranne uno solo cui non le regge il cuore di toccare.
Propone altresì che il romanzo s'intitoli _Il Mistero del Poeta_; e
confida in me per farlo uscire nella _Nuova Antologia_, dove altri
lavori della stessa penna uscirono fra il 1865 e il 1880.
Non sono disgraziatamente abbastanza giovane per commovermi di un
racconto simile, quanto se ne commosse la gentile signora. Tuttavia,
non vorrei negare che vi si tratti di un amore assai più insolito
nella letteratura odierna che nella vita reale; e mi piace di
adoperarmi a farlo conoscere. Che i nomi si tacciano, si mutino o no,
mi pare indifferente per noi, che possiamo lasciarne decidere alla
coscienza della signora. Solo le scrissi che, mutandone alquanti, li
muterei tutti. Che cosa ell'abbia risposto e fatto non può importare
ad alcuno.
Il titolo proposto è desunto da certa conversazione riferita nelle
ultime pagine del racconto, e io non ci ho a ridire. Quanto
all'aprirgli le colonne della _Nuova Antologia_, veda Lei; spero che
non ci saranno difficoltà. Se acconsente, La prego di pubblicare in
fronte al _Mistero del Poeta_ queste poche mie righe, che serviranno
di introduzione.
Accetti, egregio signor Direttore, i miei anticipati ringraziamenti e
l'espressione del mio perfetto ossequio.
Vicenza, 15 Novembre 1887.