II. — Anomalìe in crani e cervelli di genî.

Veniamo alle ultime scoperte fatte sui crani e cervelli di genî dopo il

mio _Uomo di genio_ (volume I, cap. II).

EMILIO DEMI. — Nel cranio del geniale scultore livornese Emilio

Demi, morto a 65 anni, dopo però una vita dissipata di alcoolista

e vagabondo, l'egregio dott. A. Mochi[72] trovò seni e arcate

sopraciliari sporgenti, suture coronaria e sagitale ancora aperte a 65

anni. Enorme sporgenza degli zigomi, mandibola voluminosissima, sutura

medio-frontale, prognatismo alveolare, cortezza della faccia.

Nel Museo di anatomia di Padova sono conservati crani rarissimi di

alcuni grandi ingegni medici. Col mezzo del dott. Favaro ottenni su

questi le informazioni che qui riassumo[73]:

SANTORIO DE' SANTORII, di Capo d'Istria (1561), d'anni 75: indice

cefalico 83,78; circonferenza massima 513. Peso del cranio (esclusa la

mandibola) gr. 757.

Sinostosi completa della sutura interparietale, parziale della

lambdoidea, nella cui metà sinistra notasi un osso wormiano. Rilevate

le linee temporali. Esostosi del volume di mezza avellana nella squamma

del temporale sinistro.

STEFANO GALLINI, fisiologo insigne, nato nel 1788 a Venezia, d'anni 80:

indice cefalico 74,29; circonferenza massima 520.

Arcate sopracciliari marcate. Molto rilevate la linea temporale

e la semicircolare superiore dell'occipitale. Manca la sutura

parieto-sfenoidale sinistra, mentre il frontale e la squamma del

temporale vengono a contatto per l'estensione di un millimetro. Assai

sviluppati i processi mastoidei. Doppio forame sottorbitario. L'apofisi

lemurinica, presente solo a sinistra, ha 11 mm. di base e 3 mm. di

altezza a sinistra.

BARTOLOMEO SIGNORONI, chirurgo famoso, nato nel 1797 ad Adro (Broscia),

d'anni 48: indice cefalico 82,51; circonferenza massima 540.

Sinostosi parziale delle suture coronaria e biparietale. Osso

epactale. Sinostosi delle articolazioni atlo-occipitali e fusione ossea

dell'apofisi transversa di sinistra dell'atlante con l'apofisi iugulare

dallo stesso lato dell'osso occipitale. Apofisi lemuriniche in forma

di due creste di 3-4 mm. d'altezza rivolte in basso e all'esterno; il

margine libero della sinistra è accartocciato in alto.

GIACOMO ANDREA GIACOMINI, patologo, nato a Mocasina (Brescia) nel 1797,

d'anni 52: indice cefalico 78,70; circonferenza massima 530.

Qualche piccolo osso wormiano nella sutura lambdoidea. Osso epactale

e uno wormiano nella sutura occipito-mastoidea di destra. Asimmetrie

delle aperture nasali. Traccie di apofisi lemuriniche più evidenti a

sinistra.

CARLO CONTI, matematico illustre, nato nel 1849 a Legnago, d'anni 47:

indice cefalico 85,83; circonferenza massima 530.

Osso wormiano fontanellare bregmatico di millimetri 21,5 di diametro

longitudinale per 12 mm. di diametro transversale, un osso wormiano

pterico a destra ed uno nella sutura lambdoidea. Tre wormiani

fontanellari asterici ed altri minori per ciascun lato. Il condilo

occipitale sinistro è molto più lungo del destro, misurando 24, in

luogo di 18 mm. La metà destra dell'apertura anteriore delle fosse

nasali è più stretta in direzione transversale. Apofisi lemurinica

sinistra.

Di VICTOR HUGO si sa (dallo studio della maschera) che era

stenocrotafitico: diametro frontale massimo 111 mm. e bizigomatico 146,

superiore quest'ultimo alla media dei parigini di 136, e che faccia e

cranio erano notevolmente asimmetrici; gobba frontale più elevata della

sinistra; naso e zigomi inclinati a destra[74].

Di ASSELINE (l'autore dell'_Histoire d'Autriche_), morto a 49

anni: altra analoga asimmetria cranica. Lunghezza esagerata,

specialmente a sinistra, della scissura perpendicolare esterna o

scissura occipito-parietale; è profonda e si continua fino al solco

interparietale. La piega di passaggio parieto-occipitale è situata

profondamente, così che ne risulta l'isolamento quasi completo del lobo

occipitale (la _calotta_ pitecica)[75].

Di ASSÉZAT — altro storico insigne — morto a 45 anni: cervello gr.

1311 (o gr. 1366, secondo Bisot). In più punti si notano anastomosi che

intercettano i solchi frontali, così che i limiti delle circonvoluzioni

frontali sono poco netti. Anzi, tra la seconda e la terza F. le

comunicazioni sono talmente frequenti, da indurre, sia a destra che a

sinistra, una fusione quasi completa fra loro.

Il solco interparietale, che separa la prima P. dalla seconda P.,

è assai profondo ed è continuo; mancano, perciò, quelle pieghe di

passaggio che di solito lo interrompono; esso sbocca, in avanti, nel

solco post-rolandico[76].

In CONDEREAU il cervello pesava gr. 1378, il cervelletto 195, la 3ª

circonvoluzione occipitale è separata: un lungo solco curvo abbraccia

il margine infero-esterno dell'emisfero, in cui vengono a sboccare i

solchi temporali terzo e quarto. Questo solco è l'omologo del solco

sotto-occipitale, che trovasi nelle scimmie[77].

In GAMBETTA il cervello pesava gr. 1246,5, ossia era inferiore di

gr. 128,5 al peso medio del cervello adulto (gr. 1360). Il lobo

occipitale è estremamente ridotto, specialmente a destra, dove è assai

irregolare e mal circoscritto[78]. Il lobo quadrilatero di destra

è poco sviluppato, ma più complicato del sinistro; esso è, infatti,

diviso in due parti da un solco che s'inizia dalla scissura occipitale;

l'inferiore di queste due parti è percorsa da numerosi meandri.

[Illustrazione: Fig. 1. — Cervello (sinistro) di Gambetta.]

Ma la particolarità caratteristica del cervello di Gambetta, uno dei

più grandi oratori del nostro tempo, è l'enorme sviluppo della terza

circonvoluzione frontale, in ispecie a sinistra, nel cui piede sembra

risieda la localizzazione del linguaggio articolato; e questo appare

quasi interamente

sdoppiata (Figg. 1 e 2). Il piede della F.³, rappresentato nelle

scimmie, più vicine all'uomo, da un lieve rudimento e che è assai

semplice presso i popoli selvaggi, va aumentando di volume con

l'innalzarsi graduale dell'individuo, e della razza[79].

Ciò non implica però, in linea assoluta, che lo sviluppo del piede

della F.³ sia uniformemente parallelo a quello dell'intelligenza;

essendo sede d'una funzione determinata, questa può essere difettosa in

un individuo senza che le altre doti intellettuali siano sminuite; nel

cervello di Bertillon, ad esempio, il creatore delia demografia, tale

piede è notevolmente ridotto; ora, Bertillon era un vero disfrasico.

[Illustrazione: Fig. 2. — Cervello (destro) di Gambetta.]

È noto, poi, che nei cervelli di Huber e di Wulfert, filosofo il primo

e giurista il secondo, ed entrambi eminentemente dotati di facoltà

oratoria, il piede della F.³, benchè non diviso come in Gambetta, si

presenta tuttavia assai sviluppato (Rüdinger).

In BERTILLON[80], celebre demografo, ma balbuziente e deficiente

nella parola come nella scrittura, il cervello pesava gr. 1398, molto

superiore alla media di Parigi (gr. 1304), malgrado la statura fosse

solo di m. 1,56.

L'emisfero sinistro è un po' più corto di quello del lato destro (da 3

a 4 mm).

La F.¹ di sinistra si presenta completamente sdoppiata nella sua faccia

interna (tipo quaternario di Benedikt?).

Per contro, il piede della F.³ di sinistra è assai ridotto; lo è meno

quello della F.³ di destra. Si noti, in proposito, che Bertillon fu

dapprima mancino e più tardi ambidestro, e ch'ebbe spiccata difficoltà

di parola.

A sinistra la circonvoluzione del corpo calloso è esile.

Il lobulo quadrilatero ha un grande sviluppo. È invece piccolo il

lobulo ovolare.

Mentre la regione anteriore del cervello offre uno sviluppo abbastanza

notevole, relativamente inferiori, circa la dimensione, sono i lobi

temporali e il cervelletto. La relativa piccolezza di quest'ultimo ci

appare assai bene nella fig. 3, che

[Illustrazione: Fig. 3. — Bertillon (—); Gambetta (.....). —

(Da MANOUVRIER).]

rappresenta i profili sovrapposti dei _moulages_ intercraniani di

Bertillon e di Gambetta: si vede, infatti, che il profilo di Bertillon

sorpassa quasi sempre, e specialmente in avanti e in alto, il profilo

di Gambetta, mentre questo lo supera in corrispondenza del cervelletto

e della punta del lobo sfenoidale.

Manouvrier dà, poi, le seguenti cifre:

Nuovi studii sul genio vol. II (Origine e natura dei genii) · 第 27 / 55 题