CAPITOLO XIII.

Classificazione delle degenerazioni ed il genio.

_Caratteri speciali di qualche degenerazione_. — Per meglio comprendere

il carattere epilettico dell'idea fissa e lo stretto rapporto delle

varie degenerazioni psichiche, specie dell'epilettica, col genio,

gioverà analizzarle più dappresso.

Quando si studiino, dal lato clinico, le degenerazioni più frequenti

nelle malattie mentali, vi s'intravvedono nuove suddivisioni, oltre a

quelle classiche, già fissate da Morel e Magnan, per _intossicazione_,

per _eredità_, ecc. Queste sono certamente vere; ma, come quelle grandi

zoologiche, in vertebrati ed invertebrati, pur essendo giuste per sè,

hanno bisogno d'una ulteriore suddivisione per essere meglio adatte

all'analisi minuta.

Tre altre specie di degenerazioni mi sembrano sopratutto emergere nella

psichiatria: la cretinica, la epilettica e la paranoica:

1º Il gruppo cretinico comprende: il cretino, il sotto-cretino

ed il cretinoso, misto a tendenze oscene e criminali, molti casi

d'imbecillità, di sordità, di rachitismo, di balbuzie, di criminalità,

allorchè si diffondono nelle popolazioni in forma endemica.

Questo gruppo è caratterizzato dalla piccolezza della statura, dalla

straordinaria brevità della faccia, dalle anomalìe della base del

cranio, specialmente dell'osso basilare, dalla distanza enorme delle

orbite, dall'abbondanza del connettivo sottocutaneo, da rughe profonde,

precoci e numerose, dall'assenza di barba, dai capelli neri e folti,

dall'atrofia delle ossa e delle cartilagini nasali, dal naso camuso,

dall'assenza di canizie e di calvizie, da anomalìe dentarie, cranio

esagono o plagiocefalo e cefalono, e dal rapporto diretto col gozzo e

col mixedema, dall'arresto e, qualche volta, dall'eccesso di sviluppo

dei genitali, dal piede valgo e varo, e altre atrofie muscolari, ecc.;

2º Il gruppo epilettico che comprende: l'isterismo, il genio, la pazzia

morale, la delinquenza congenita, le forme circolari e periodiche,

la manìa transitoria, qualche psicopatìa sessuale e, come dicemmo, le

fobìe e le ossessioni.

Vi si ritrovano spesso alcuni caratteri del cretino, sebbene assai

meno evidenti ed intensi, come: le rughe; l'assenza di barba; i

capelli spesso più neri e folti; la trococefalìa; la plagiocefalìa; la

platicefalìa; la scarsezza della canizie e calvizie; le anomalìe dei

denti e delle orecchie, ecc. Ma vi hanno caratteri tutt'affatto propri,

come: il frequente aumento del peso e della statura; l'asimmetria

facciale; l'appendice lemuriana; il naso incavato o deviato; gli zigomi

sporgenti; l'acrocefalìa; l'asimmetria facciale; la stenocrotafia;

la oxicefalìa; i seni frontali enormi; il _thorus occipitalis_; la

capacità cranica molto inferiore o molto superiore alla media; la

saldatura precoce delle suture; la fisionomia virile nelle donne; le

anomalìe ataviche delle circonvoluzioni cerebrali e della struttura

della corteccia; come: il gigantismo delle cellule piramidali; le

asimmetrie del cervello; le asimmetrie toraciche; il mancinismo

anatomico; il piede prensile.

Fra le alterazioni funzionali: il nistagmo; lo strabismo; l'ottusità

della sensibilità tattile, generale e dolorifica; gli scotomi enormi

nella periferia del campo visivo; la sensibilità meteorica esagerata;

il mancinismo sensorio.

Fra i caratteri psichici: intelligenza ora troppo limitata, ora troppo

sviluppata; allucinazioni; impulsività esplosiva; idee di grandezza

e di persecuzione; irascibilità; ipocondria; bisogno di fare il male

per il male; indolenza; sentimenti affettivi e morali ottusi; credenze

religiose esagerate fino al fanatismo; tono sentimentale ora depresso

fino all'angoscia, ora esageratamente altero; tendenza alle psicopatie

ed alle esagerazioni sessuali. Vi si nota, sopratutto, il sopravvenire

di accessi automatici, motori o sensori, organici o psichici, che

hanno, il più spesso, i caratteri speciali d'istantaneità, remittenze,

scoppio e cessazione subitanei, spesso, abolizione della coscienza;

3º Il gruppo paranoico comprende: l'ipocondria, il mattoidismo, la

follìa dei querulanti, le paranoie rudimentali; la paralipemanìa di

Roncoroni.

Qui le alterazioni somatiche sono generalmente meno numerose, mentre

predominano le psichiche, ottimamente descritte da Magnan, come le idee

deliranti, egocentriche, con caratteri accusatori e superstiziosi,

i neologismi; certe speciali anomalìe della scrittura, come la

giustaposizione, la forma a stampatello ed il simbolismo; si osservano

poi, fin dall'infanzia, sospettosità, diffidenza, cefalee, vertigini,

abulìa alternata ad eccessiva attività ed associata ad ottusità

affettiva.

Tutte queste degenerazioni — legate certamente ad una cattiva

nutrizione dell'embrione, per cause ereditarie speciali a ciascuna

d'esse e, talora ben conosciute, come: il gozzo endemico dei parenti

nel cretinismo, l'alcoolismo dei parenti negli epilettici, la sifilide

o l'alcoolismo dei parenti nei paranoici — possono tuttavia ingenerarsi

tardivamente per cause acquisite; per esempio: traumatismo craniano

o alcoolismo nell'epilessia, esportazione del tiroide nel cretinismo,

alcoolismo o sifilide o morfinismo nella paranoia. E possono scambiarsi

fra loro i fenomeni, ciò che si spiega con l'origine ereditaria od

intossicativa comune e col fatto che cause diverse conducono talora

tutte alle stesse involuzioni del cervello; così vi hanno impulsività

e fobìe nel paranoico, allucinazioni, deliri parziali (megalomani,

persecutivi, ecc.) negli epilettici, accessi impulsivi e motori

nei cretini; e poi sembra sia a tutti comune — secondo gli studi di

Roncoroni e di Pelizzi — l'atrofia degli strati superiori corticali e

la confusione degli strati tutti.

Anche qualche carattere biologico e psicologico è comune alle tre

categorie, come le ineguaglianze pupillari, la mancanza di affettività

e del senso morale, le vertigini, le impulsività, il mancinismo, la

sterilità, ecc.

Altre, come già abbiamo veduto, sono comuni soltanto all'epilettico

ed al cretino; altre, infine, all'epilettico ed al paranoico, come le

allucinazioni, le fobìe, le tendenze geniali.

Oltre a questo, la stessa anomalìa prende, in ciascuna delle tre

forme di degenerazione, appaparenze diverse: così nell'epilessia

si trovano sopratutto alterazioni della condotta, automatismo ed

impulsività; nella paranoia il carattere più saliente è l'originalità,

l'esercizio di un'attività inutile. L'alterazione dei sentimenti

affettivi si manifesta nella prima come una disaffettività generale,

nella seconda con avversione sopratutto per le persone più care, nel

cretino con l'apatia. Negli epilettici, però, la mancanza di senso

morale è raramente associata ad una completa o continua alterazione

dell'intelligenza, come nei cretini; e nel paranoico si complica spesso

con idee deliranti.

In questi degenerati parziali non si osserva sempre la stessa sindrome

completa di sintomi: molto spesso si ha soltanto qualcuna di queste

diverse manifestazioni psichiche, motorie o somatiche.

Queste forme di degenerazione dipendono da un arresto di sviluppo

embrionale che ha acquistato carattere atavico per l'eredità, come

provano per l'epilessia la frequenza della stenocrotafia, della

submicrocefalìa, della fossetta occipitale medianica, dell'oxicefalìa,

l'assenza dello strato granulare profondo, l'ipertrofia delle cellule

piramidali e la presenza di cellule nervose nella sostanza bianca,

trovata da Roncoroni. Tuttavia i gravi patemi nella paranoia, le

intossicazioni e le autointossicazioni nel cretinismo, i traumatismi

fisici e psichici nell'epilessia possono generare manifestazioni

simili. È ciò che spiega l'apparizione tardiva di forme epilettiche,

paranoiche e, qualche rara volta, cretinose (mixedema), che, se fossero

sempre solo congenite, dovrebbero manifestarsi solo nelle prime epoche

della vita.

Se noi ora applichiamo tali quadri sintetici del mondo degenerativo

allo studio del genio, vediamo che solo l'epilettico è a questo legato

strettamente.

Certamente anche in qualche genio si può trovare traccia della

degenerazione cretinosa, come in Nobili, Skoda, Garovaglio, con aspetto

completamente cretinoso; e certo anche la paranoia può formare sostrato

al genio, come vedemmo in Cardano, in Tasso, in Colombo[59], in cui un

parziale delirio fu veramente il punto di partenza di vere creazioni e

scoperte, come lo fu di delirî persecutivi e megalomani, che, a loro

volta, si convertirono in forme geniali; ma anche in questi troviamo

un elemento epilettoide che ne magnifica e, forse, ne determina gli

atti[60], come pure nei non gravi casi in cui il genio è a base di

melanconia e di alcoolismo, come Hotfmann e Poë.

E per ciò, anche accettando come credo si debba, l'appunto di

Roncoroni, Morselli e Sergi, secondo cui non deve limitarsi alla

degenerazione epilettica la base del genio, resta sempre che essa ne è

il fulcro principale, che interviene anche quando le altre forme paiono

in giuoco. Ed allora come non considerarla quale base del genio una

volta che eredità, anomalìe somatiche e funzionali seguono le stesse

linee, e che le principali manifestazioni sue, l'estro e l'idea fissa,

hanno nella epilessia psichica il gruppo psichiatrico che più loro si

avvicina?

Nuovi studii sul genio vol. II (Origine e natura dei genii) · 第 21 / 55 题