NOTE

[Nota 15: BELLERMANN, p. 64-74.

“Este romance foi citado por Jorge Ferreira de Vasconcellos [† 1585] na

_Aulegraphia_ (Sc. I, A. III), e publicado pela primeira vez por José

Maria da Costa e Silva nas notas ao poema _Isabel ou a heroina de

Aragão, em 1832_.„ HARDUNG, I. p. 88, in nota. Delle tre lezioni che

l'egregio raccoglitore ne dà sotto il titolo _Romances de d. Martinho de

Avizado_, nessuna è uguale al testo da me seguito.

Ecco i quattro versi che soli ci avanzano della lez. castigliana

conservataci dal Ferreira:

“Pregonadas son las guerras

de Francia contra Aragon.

¿Como las haria, triste

viejo, cano y pecador?„

Crede il NIGRA che questo canto, qualunque ne sia l'origine, sia stato

trasmesso dalla Provenza “alle due penisole, italica ed iberica,

passando poi colle prime crociate in Grecia e ne' paesi slavi. La

redazione primitiva sarebbe quindi, secondo quest'ipotesi, anteriore

alla fine del duodecimo secolo; la quale antichità è d'altronde

pienamente confermata dall'indole cavalleresca dell'intiera

composizione.„ (_Canzoni pop. del Piemonte_, in _Riv. Contemp._, vol.

XV, anno 6º, p. 230-31.) “E il sig. T. BRAGA, nella nota ai N. 11 e 12

(_Dom Varão_, _Donzella guerreira_) dei _Cantos populares do archipelago

açoriano_ [Porto, 1869], riconosce giustissima tale osservazione del

Nigra, tanto piú che man mano i fatti vengono a corroborarla. I

cavalieri francesi, egli aggiunge, ajutarono Alfonso Enriquez nella

conquista di Lisbona, e lo seguirono quando andò a combattere in Terra

Santa: la canzone della donna guerriera non s'incontra nell'antiche

collezioni spagnole, circostanza che mostra essere il canto una

tradizione del littorale. Tutto ciò pertanto conferma la seguente legge

di tradizione poetica scoperta dal Nigra:--Questi canti romanzeschi

comuni alle nazioni di razza latina debbono, nel dubbio, considerarsi

come trasmessi e spesso originati dalla Provenza.„ S. PRATO, _Gli ultimi

lavori del_ Folk-lore _neo-latino_, Parigi, 1884, (estr. dalla

_Romania_, t. XII e XIII). “Sans doute on ne retrouve pas toujours cette

origine indiquée d'une manière visible, mais on la trouve assez de fois

pour la soupçonner, dès qu'un chant espagnol ou portugais et un chant

italien reproduisent une situation semblable.... Il y a, il faut le

reconnaître, de forts arguments en faveur de cette conjecture dans les

rapprochements qu'offre la littérature populaire de contrées

differentes.„ PUYMAIGRE, _Chants pop. recueillis dans le Pays Messin_,

Paris, 1881, t. I, p. 17-18. Ma per alcuni dubbi intorno a tale

opinione, vedi, tra gli altri, G. PARIS, in _Revue critique d'histoire

et de littérat._, 1886, t. I, p. 304.

Sia come si vuole, fatto è che abbiamo nell'Italia superiore e centrale

canzoni piú o meno conformi o remotamente analoghe alla romanza

portoghese. Ben dodici lezioni ne cita o riporta il Nigra; quattro delle

quali piemontesi, tre canavesi e cinque monferrine. Cfr. FERRARO, _Canti

monferrini_ (_La ragazza guerriera_), Torino, 1870, p. 54-56; WOLF,

_Volkslieder aus Venetien_ (_La figlia coraggiosa_), Wien, 1864, N. 79;

BERNONI, _Canti pop. veneziani_ (_La guerriera_), Venezia, 1873, puntata

XI, N. 5; GIANANDREA, _Canti pop. marchigiani_ (_La ragazza guerriera_),

Torino, 1875, p. 280.[19]

Nella _Romania_ del 1874, p. 96, il PUYMAIGRE pubblicò una canzone

bearnese, mancante della fine, ch'egli dice “une variante du romance

portugais.„ È intitolata: _Les filles du seigneur de Meyrac_, e

comincia: “Las guerres son cridades„ ecc. La greca riferita dal Nigra si

discosta molto dalla nostra; bellissimo riscontro le fa invece la

ballata serba, che l'illustre uomo tolse dalla raccolta del TOMMASEO,

_Canti pop. toscani, còrsi, illirici, greci_, Venezia, 1842, t. IV, p.

79 e segg. Notevoli conformità con la romanza portoghese ha parimente la

_piesna_ del bojaro Stavro Godinovitch, pur citata dal Nigra, e che puoi

leggere compendiata nel RAMBAUD, a carte 83-85.

“Che poi anche nelle tradizioni popolari di tutti i paesi non sieno rare

le donne guerriere, e le Amazzoni greche, e le _Valkirie_ dell'_Edda_, e

Brunechilde dei _Nibelunghi_, e la bellicosa Cammilla dell'_Eneide_, e

l'altiera Clorinda della _Gerusalemme liberata_, e le _Polenitze_ delle

_byline_ [canti epici] russe ce lo testimoniano in irrefragabile

modo.... Un altro esempio di donna guerriera ci si presenta nella

tradizione mongolica (vedi BERNARD JÜLG, _Mongolische Maerchen_): questa

donna guerriera è la moglie dello sciocco protagonista del presente

canto: essa, mentre il marito è andato a caccia, si traveste da

guerriero, muove incontro al marito, si fa scambiare per il famoso

_Surya-Bagatur_; lo vince, s'impadronisce del suo arco, della sua

faretra e del suo cavallo, sottoponendolo inoltre ad un'umiliazione

singolarissima, che qui la decenza non mi consente d'indicare....

Tornando al canto in questione,.... il signor G. TEIXEIRA SOARES indica

un fatto della storia portoghese molto popolare, che, al dire del Braga,

conferí non poco al divulgamento di questa canzone comune ai popoli del

mezzodí d'Europa [e non solo a questi, come vedemmo piú sopra]. Esso è

la storia della celebre Antonia Rodriguez, che si segnalò militando in

Oriente in qualità di soldato, come si narra nel _Theatro heroico_ di

Froez Perym, t. I, p. 54, e di cui parla Duarte Nunes nella sua

_Descripsão de Portugal_, cap. 89, p. 346, ediz. del 1785.„ PRATO,

scritto cit.

In una assai graziosa novella toscana (_Fanta-Ghirò, persona bella_),

certo re, tribolato da incurabile malattia, ha tre figliole. “E nella

cambera ci teneva tre siede, una celeste, una nera e una rossa. E le su'

figliole, quando andevan da lui la mattina, guardavan sempre su che

sedia s'era messo il padre; se su quella celeste, voleva dire

_allegria_; su quella nera, _morte_; su quella rossa, _guerra_. Un

giorno entrano in cambera, e il Re siedeva sulla sedia rossa. Dice la

maggiore:--“Signor padre, oh! che gli è intravvenuto?„--“Ho ricevuto una

lettera dal Re a confino, e lui mi dichiara la guerra. Ma io, a questo

modo ammalato, non so dove sbacchiare il capo, perché da me non posso

andare al comando dell'esercito. Bisognerà che trovi un bon

generale.„--Dice la maggiore:--“Se lei me lo permette, il generale sarò

io. Vedrà che son capace a comandare a' soldati ecc.„ IMBRIANI, _La

Novellaja fiorent._, Livorno, 1877, p. 537. Se al valente raccoglitore

non fosse piaciuto di porre certi limiti a' suoi riscontri, credo per

fermo che nella nota appósta alla presente novella non sarebbe mancato

almeno un accenno a quelle parecchie canzoni (la portoghese, le

piemontesi del Nigra, la slava ecc.) che hanno con essa corrispondenza

sí grande. Sol nelle parti accessorie è qualche diversità; e la

differenza piú notabile è forse questa, che nella versione prosastica

toscana (bisogna proprio dire cosí) tutte e tre le sorelle tentan la

prova, cominciando dalla maggiore; dovecché nelle versioni poetiche su

citate, una sorella soltanto, od una figlia unica, veste l'assisa

soldatesca. Ed è troppo facile intenderne la ragione: quando nei

racconti e nelle fiabe popolari tre o piú fratelli mettonsi ad

un'impresa qualsiasi, è oramai legge antichissima e quasi costante (chi

non volesse dire connaturale a codeste parti dell'immaginazione e del

sentimento dei volghi); è legge, ripeto, quasi costante, che solo al

minore venga fatto di condurla a buon fine; gli altri n'escono il piú

delle volte col danno e con le beffe.--Questa novella era stata prima

raccolta e pubblicata da G. NERUCCI, nel vol. intitol. _Sessanta nov.

pop. montalesi_, Firenze, 1880. Num. 28, p. 248 e segg. L'IMBRIANI cita

come raffronto _La serva d'Aglie_, Tratten. VI della III giorn. del

_Pentamerone_, che a me è mancato il tempo di vedere. Cfr. anche

COMPARETTI, _Novelline pop. ital._, Torino, 1875 (_Il drago_), N. 17, p.

70 e segg.; un racconto albanese cit. dal RAMBAUD, p. 85, ecc. ecc. Del

ciclo della _donna guerriera_ trattò dottamente il LIEBRECHT, in

_Heidelberger Jahrbuch_, anno 1877.

“La situation qui fait le sujet de notre romance, a pu, d'ailleurs, se

produire plus d'une fois. Pitre Chevalier a raconté l'histoire de la

bretonne Mathurine partant à la place de son frère et faisant, comme

dragon, les campagnes de 1812, 1813 et 1814.... On lisait aussi dans le

_Figaro_ du 20 octobre 1879 un récit du même genre, l'histoire de Silvia

Marietti se substituant également à son frere. Dans les _Chants de la

Carniole_, traduits en allemand par Anastase Grun, Alenka prend les

armes pour venger la mort de son frère Gregore (N. 42).„ PUYMAIGRE,

_Romanceiro_, p. 167-68.

Una giovinetta boema vuol seguire l'amante che va soldato. Ma essa non

ha bisogno di travestirsi; farà ben altro: “Je me changerais,„ dice, “en

petit oiseau, et je me poserais sur ton chapeau.--Je me changerais en

hirondelle, et je me poserais sur ta tête chérie.„ LEGER, _Chants

héroïques et chansons popul. des Slaves de Bohême_, Paris, 1866, p. 205.

E in un rispetto umbro, canta una ragazza animosa:

“Giovanettino dallo fiore in bocca,

e vi sta ben quell'elmo in su la testa:

san Giorgio vo' parete quando scocca

la sua lombarda [labarda] al drago in su la cresta.

Giovanettino dal cappello oscuro,

quando sarà che sonerà il tamburo?

Io vo' venir con voi mattina e sera,

se non foss'altro, a fa' la vivandiera:

e per vo', damo mio, se ce n'accada,

saprò trattare il fucile e la spada:

e per vo', damo mio, né c'è da dire,

io saperò combattere e morire.„

MARCOALDI, _Canti pop. ined. umbri_, _liguri_, _piceni_, _piemontesi_,

_latini_, Genova, 1855, p. 65. Al RUBIERI (op. cit., p. 555) pare che

questo rispetto abbia dell'artificiato; e pare anche a me.]

[Nota 16: La novella fiorent.:

“Fanta-Ghirò, persona bella,

du' occhi neri, drento la su' favella:

carissima madre, mi pare una donzella.„

Lusitania: Canti popolari portoghesi · 第 17 / 75 题