NOTE

[Nota 4: HARDUNG, II, _pag. 13-24_.

“Tous nos lecteurs se rappelleront comment don Quichotte intervint dans

la représentation que maître Pierre donnait avec ses marionnettes,

représentation dont le sujet même était la mise en action de ce romance

[_Don Quijote_, II, 26]..... Gaiferos est encore le héros de trois

autres romances anciens. Dans le premier, le poëte montre la mère de

Gaiferos adressant à son fils des paroles qui le font pleurer: “Dieu te

donne barbe au menton, et fasse de toi un preux. Dieu te donne bonheur

dans les armes comme au paladin Roland, pour que tu venges la mort de

ton père. On l'a tué par trahison pour épouser ta mère. On m'a fait de

belles noces aux-quelles Dieu n'eut point de part....„ Ces paroles ont

été entendues par le beau-père de Gaiferos, qui, furieux, ordonne à ses

écuyers de s'emparer de l'enfant et de le tuer. Ceux ci ne purent se

résoudre à commettre ce crime; et laissèrent échapper Gaiferos, qui se

réfugia chez son oncle. Le second romance nous raconte comment Gaiferos,

déguisé en pèlerin, se présente chez sa mère qui le croyait mort, et

abat la tête de son persécuteur: le troisième, beaucoup plus court, est

sans liaison avec les deux premiers et avec celui que nous avons

traduit. M. Milá y Fontanals [_Observaciones sobre la poesia popular con

muestras de romances catalanos inéditos_, Barcelona, 1853] pense que le

personnage de Gaiferos est le _riche duc Gaifiers_ de la chanson de

Roland, le Gaiferus de Turpin et le Waïfre des historiens modernes.

[Ecco il luogo del poema francese dove si fa menzione del nostro eroe:

“_Venuz i est li riches dux Gaifiers_.„ Str. LXII]. Toutefois les

exploits que lui prêtent les trouvères espagnols ne sont pas attribués

par les pöetes français à son homonyme. Ils font souvenir pourtant de la

situation de la belle Aye d'Avignon, tenue renfermée par le sarrasin

Ganor dans une tour d'où elle aperçoit son mari Gainier. M. Milá, qui

fait cette remarque, rapproche les paroles d'Aye de celles de Melisenda:

Vos sodoiers de France qui m'avez trepassée,

parlez un peu à moi, car de France sui née,

si me dites nouvelles de la douce contrée....

M. Milá fait encore observer que dans le poème de Walter d'Aquitaine,

dont le nom n'est pas sans affinité avec celui de Waïfre et de Gaiferos,

on trouve le récit d'une fuite du héros et de l'héroine, qui a quelque

ressemblance avec celle de Gaiferos et de Melisenda. Ce dernier nom

semble d'origine française au critique espagnol; il lui paraît pouvoir

être une transformation du nom de Bellisent, une des filles de

Charlemagne.„ PUYMAIGRE, _Petit romancero, choix de vieux chants

espagnols_, Paris, 1878, p. 87-88.

Da questa romanza, che nell'originale può leggersi in WOLF _und_

HOFFMANN, _Primavera y flor de romances_, Berlin, 1856, II, p. 229 e

segg.; nacque, con forme similissime alle materne, la portoghese, che

tradussi seguendo il testo di G. B. ALMEIDA-GARRETT. “Entrou em Portugal

por meio do Cancioneiro de Romances de Anvers [del 1555]. Primeiro

corria na sua linguagem nativa (GIL VICENTE, _Obras_, II, 27), sendo

depois, en forma abreviada, trasladado a portuguez.„ HARDUNG, t. cit.,

p. 3, in nota. Lo stesso Hardung la pone tra quelle d'argomento moresco

(_Romances mouriscos_); ad altri sembrò appartenere piuttosto al ciclo

carolingio, ovvero (non saprei dire perché) a quel della Tavola Rotonda.

Non è del mio proposito fermarmi a parlare della miglior classificazione

di questa e delle altre romanze portoghesi: molto ne fu discorso dai

critici, e con molta diversità d'opinioni. Vedi, tra gli altri, MILÀ _y_

FONTANALS, _De la poesia heróico popular castellana_, Barcelona, 1874,

p. 372-79, ed un bell'articolo di A. MOREL-FATIO, in _Romania_, 1873, p.

128.]

[Nota 5: Orig., _Taboleiro_. “Le jeu de las Tablas, appelé autrefois en

France le jeu des Tables, était le trictrac, suivant Legrand

d'Aussy....„ PUYMAIGRE, op. cit., p. 88, in nota. Non il giuoco delle

tavole, ma quel degli scacchi è rammentato spesso negli antichi poemi

francesi; dove per lo piú accade che “due giocatori... diventano

discordi per varie ragioni, e la contesa finisce in modo che uno uccide

l'altro con lo scacchiere.„ NYROP, _Storia dell'epopea franc. nel M. E._

(trad. di E. GORRA), Firenze, 1886, p. 163, in nota. Cosí fa, in una

romanza spagnola, Montasinos a don Tomillas. Eroi che giocano ai dadi

introduce Euripide in piú d'una tragedia; di che lo burla Aristofane

molto argutamente. Vedi le _Rane_ (traduz. di A. FRANCHETTI), Città di

Castello, 1886, p. 123.]

[Nota 6: Spagn. _Sansueña_: _Salsonha_, nella lezione di

_Trás-os-Montes_: ed è la denominazione araba di Saragozza. Passò

questo nome, alterato leggermente in Sansogna, nella nostra antica

letteratura. Vedine un es. di Fazio degli Uberti, in D'ANCONA, _Varietà

stor. e lett._, Milano, 1885, serie II, p. 106; ed un altro di Teofilo

Folengo (_Orlandino_, cap. VIII, ott. 73):

“Ma forse l'alta vostra Reverenza

mi crede esser un bravo di Sansogna.„]

[Nota 7: V. _Don Quijote_, II, 22 e 23. “Montesino est encore un

chevalier français créé par les poëtes espagnols. Plusieurs romances,

qui sont de véritables chansons de geste, ont été composés sur

Montesinos...„ PUYMAIGRE, op. cit., p. 113, in nota. Esso ricomparisce

nelle romanze sul cugino suo Durandarte, altro guerriero francese

d'invenzione spagnola; e per questa via fa novamente capolino in

Portogallo. Vedi HARDUNG, II, p. 218.]

[Nota 8: Hanno gli Spagnoli intorno a questo don _Guarinos_ una bella

romanza, che si legge in WOLF _und_ HOFFMANN, II, p. 313, e che sembra

derivata dalla _Chanson d'Ogier le Danois_. PUYMAIGRE, op. cit., p. 109,

in nota. Troviamo nei poemi francesi non meno di tre eroi nominati

_Garin_; e sono: Garin d'Anséune, Garin de Montglane e Garin le

Loherain. NYROP, _passim_.]

[Nota 9: In una ballata rumena, che insieme col dotto amico mio prof. S.

FRIEDMANN tradussi dalla nota raccolta di B. ALECSANDRI (_Poesit

populare ale Romanilor, Bucuresci_, 1866), Bogdan, “temerario in

battaglia--e d'arco buon tiratore,„ va “con cento di accompagnatura,„ a

sposarsi con la figliuola “di un Lituano ricco--che ha rinnegato la

fede.... Ma come il Lituano gli scorge,--chiude la porta della corte--e

la incatenaccia,--e grida cosí:--Qual di voi è lo sposo.--lo sposo il

genero.--scavalchi le mura,--per aprire le porte.--Come Bogdan lo

sente,--subito irrompe,--ed incita il cavallo,--che dà un lancio

poderoso.--Vola il cavallo come rondine,--ed ecco è giú nella

corte.„--Ilia di Mourom, eroe russo (_bogatyr_) del ciclo di Vladimiro,

“s'en va sur la grande route, et dès qu'il rencontre un mougik

conduisant par la bride un cheval teigneux, il le lui achète au prix qui

lui est demandé: puis, pendant trois nuits consécutives, il promène et

baigne le sonipède dans la rosée du jardin. Quand cette medication est

terminée, Ilia se place à cheval devant une haute muraille, et la bête

rustique, devenue un corsier héroïque, la franchit d'un seul bond.„

RAMBAUD, _La Russie épique_, Paris, 1876, p. 48. Ma un uomo, che, come

il nostro personaggio, andava armato d'una clava di 1500 libbre; che

tutti in un colpo riduceva in polvere _quarantamila_ banditi, e che

pochi momenti innanzi di comprarsi il cavallo, aveva d'un solo strattone

portato via tutta una foresta di quercie; meritava certo, mi pare,

d'imbattersi in una bestia degna di lui. Anche miglior animale capitò in

sorte a Vassilissa, eroina pur del ciclo di Vladimiro; ché per esso il

saltar mura torri e fossati era proprio una bagattella (_ivi_, p. 84),

come fu per Bajardo il balzare d'un lancio, con Ivonetto in groppa,

oltre i muraglioni e le fosse di Parigi. Vedi _Mambriano_, XXXVI, 72,

cit. dal prof. P. RAJNA, nell'eccellente opera _Le fonti dell'Orl.

Fur._, Firenze, 1876, p. 101, in nota. Ma chi volesse contare tutti i

miracoli che dei cavalli si narrano nei poemi e nelle prose d'argomento

fantastico, romanzesco ed eroicomico, facendosi da' piú antichi e

calando giú giú fino al _Ricciardetto_ del Forteguerri, anzi fino

all'_Orlando Savio_ del Bagnoli; ne avrebbe per un bel pezzo.]

[Nota 10: Il testo spagnolo: _Urgel de la Marcha_, Uggeri di Danimarca;

l'_Ogier_ dei poemi francesi.

“Nei _Quatre fils Aimon_ [o _Renant de Montauban_].... Astolfo è detto

cugino di Uggeri, il quale alla sua volta è nipote di Gherardo da

Rossiglione e cugino di Rinaldo.„ RAJNA, prefaz. ai _Reali di Francia_,

Bologna, 1872, I, p. 271. “Intorno all'origine ed alla schiatta d'Uggeri

non pare che le tradizioni romanzesche si trovassero pienamente

d'accordo..... Troviamo ampiamente diffusa una versione che fa di lui un

Saracino convertito nella gioventú di Carlo.„ Lo stesso, _Uggeri il

Danese nella letter. romanzesca degl'Ital._, in _Romania_, 1873, p. 155.

“Sembra ora dimostrato che l'eroe leggendario Ogier le Danois sia una

fusione di parecchi altri eroi che risalgono al tempo di Carlo. Cosí noi

sappiamo da una cronaca monastica di Colonia che il monastero di san

Martino fu ricostruito nel 778 _per Olgerum, Daniae ducem, adjuvante

Karolo Magno imperatore_. Un gran numero d'altre citazioni prese da

diverse cronache medievali sono state fatte dal Gautier nella seconda

edizione delle sue _Epopées_ (III, 53 segg.), da tutte le quali sembra

risultare che un conte danese _Olgerus_, un francese _Autcharius_ e un

bavarese _Otker_ hanno insieme formato l'_Ogier le Danois_ dell'epopea.„

NYROP, op. cit., p. 165. “Il Rajna... ha fatto un tentativo

d'identificare _Olgerus_ con il noto dio della mitologia scandinava

_Oegir_. Questo tentativo può ritenersi per interamente mancato.„ _Ivi_,

in nota. E tali da persuadere son veramente le ragioni contrapposte dal

chiaro uomo a quelle del Rajna; ma forse non si doveva tacere che il

professore italiano, con quella assennatezza e modestia che in lui van

sempre del pari con l'ingegno e con la dottrina, aveva scritto: “L'idea

è tuttavia di quelle che voglion esser proposte con molto riserbo.„

RAJNA, _Le origini dell'ep. fr._, p. 442.

Il RABELAIS, sempre ghiribizzoso e burlone, finge che il povero Uggeri,

con tutta la sua cavalleria, siasi, dopo morto, ridotto a fare il

_frobisseur de harnoys_. (Vedi _Pantagruel_, cap. XXX). Ma quando penso

che insieme con lui fu visto, per tacer d'altri, Alessandro il grande,

_qui repetassoit de vieilles chausses, et ainsi gaignoit sa vie_;

Trajano mutato in _pescheur de grenoilles_, e Bonifazio VIII in

_escumeur de marmites_; mi par che il nostro Danese, avuto rispetto alla

differenza del grado, non sia de' piú maltrattati.]

[Nota 11: Paladini, o Pari; anticam. anche _Peri_. Vedi la nota 9.]

[Nota 12: Orig. _Alcaide-mór_, che il BELLERMANN traduce _der erste

Burgwart_. A me la voce _capitano_, nel suo significato storico di

ufficiale preposto al governo d'una città, parve la piú adatta. Cui non

piacesse, metta in luogo suo _castellano_ od altra simile, e tutti

lesti.]

[Nota 13: “Germanica... è la fratellanza d'armi, di cui Orlando e

Ulivieri ci presentano l'esempio di gran lunga piú cospicuo.... Codesti

_cumpaignun_, come si chiamano in francese, sono i _Gesellen_

germanici.... Io non so se nella _cumpaignie_ si distinguessero

formalmente piú gradi e specie; certo il vocabolo francese si trova

adoperato ad esprimerci e un legame piú stretto ed uno meno. Al primo

modo sono compagni Ulivieri ed Orlando, Gerier e Gerin; al secondo sono

detti a volta compagni tutti i Pari.... Alle idee e agli istituti

germanici par dunque riportarci per questo rispetto la brigata dei

Dodici Pari. Ed essa vi ci riporta di sicuro anche per un altro; per

quel numero dodici.... Cotesto numero è qualcosa di originario: i Pari

sono dodici nella _Chanson de Roland_ come in ogni altro testo.„ RAJNA,

_Le origini dell'ep. fr._, p. 392-93. Intorno alla fratellanza d'armi è

da consultare con profitto: TAMASSIA, _L'affratellamento_, studio

storico-giuridico, Torino, 1886.]

[Nota 14: In piú d'una romanza spagnola del ciclo carolingio, alludesi,

come in questa, alla Tavola Rotonda. La cosa va per i suoi piedi,

essendo proprio della poesia popolare il confondere tempi luoghi nomi

persone uffici titoli ecc.; l'osservazione è del PUYMAIGRE, e si legge

nel t. II, p. 312, della sua bell'opera _Les vieux auteurs castillans_,

Paris, 1862.]

Lusitania: Canti popolari portoghesi · 第 12 / 75 题