=Emma= _e_ =Mario=.
_Mario._ (_appena usciti Arsenia e Sarchi_) Ma mi dirai...
_Emma._ Zitto! (_sta in ascolto del rumore della carrozza nel cortile_)
Ssss!.... (_quando sente la carrozza muoversi, prende sorridendo Mario
sotto braccio e gli parla con voce affettuosa, dolcissima_) A certe ore
della vita, proviamo come un affanno; poi respiriam di sollievo senza
sapere il perchè... alziam gli occhi... e ci accorgiamo che un nembo
che ci stava sul capo è già lontano nel cielo!... Ssss!... (_corre alla
finestra e guarda fuori_) Ecco... volta l’angolo... è sparita! (_torna
correndo a Mario_) O mio Mario! (_fa per abbracciarlo: ma d’un tratto
in faccia a lui s’arresta e cava sorridendo un libriccino in avorio;
s’appoggia al braccio di Mario e legge con voce lenta, dolcissima,
appressando la pagina sotto gli occhi di lui e seguendovi la lettura
col dito_) «E Jefte disse a sua figlia: Va pure... e la lasciò andare
colle compagne. E al termine di due mesi ad Jefte ritornò.... e
peranco non aveva appartenuto ad uomo.» (_depone il libro e dal tavolo
lì presso, ove sono i fiori recati sul principio da lei, prende un
ramoscello di rose, lo piega improvvisandone lì per lì alla meglio una
ghirlanda; se ne cinge lentamente il capo, poi volgesi sorridente a
lui_) La ghirlanda del sacrificio! (_gli butta rapidamente le braccia
al collo nascondendo sul suo petto la faccia: e rimangono abbracciati_)