Gentil.ma Sig.na Virginia,
_Se ne ricorda? S’era ai bei giorni della società_ Cuore ed Arte _di
Modena: e in una giovinetta dilettante che apparteneavi, un poeta
distratto, funzionante da presidente onorario, presagiva una speranza
dell’arte....._
_E la incoraggiava alle scene._
_Quella giovinetta era lei, quel presidente, mostro di perspicacia, ero
io._
_Oggi la speranza e una splendida realtà: e a me che per primo ho_
indovinato lei, _Ella ha dato dei ricambii il più gentile,_ indovinando
_per la prima questa_ Emma _mia_.
_La quale, appena alle scene affacciatasi, vi si è trovata, dalla
prima sera, a vivere nella verità meravigliosa di una interpretazione
tutta ingegno e tutta cuore, una vita intensa e felice, che oggi non si
separa dal di lei nome._
_E il suo nome per questo l’ho messo qui._
Affezionatissimo
FELICE CAVALLOTTI.