_So._ Io credo che tu creda, figliuola mia, che io stimi l'onore tuo
quanto persona del mondo, e che io non ti consigliassi di cosa che non
stessi bene. Io t'ho detto e ridicoti, che se fra Timoteo ti dice che
non ci sia carico di coscienza che tu lo faccia senza pensarvi.
_La._ Io ho sempre mai dubitato, che la voglia che Messere Nicia ha
d'avere figliuoli non ci faccia fare qualche errore: e per questo,
sempre che lui mi ha parlato d'alcuna cosa, io ne sono stata in gelosia
e sospesa, massime poi che m'intervenne quello voi sapete per andare a'
Servi. Ma di tutte le cose che si son tentate, questa mi pare la più
strana, di avere a sottomettere el corpo mio a questo vituperio, ad
essere cagione che un uomo muoia per vituperarmi; che io non crederei,
se io fussi sola rimasa nel mondo, e da me avessi a risurgere l'umana
natura, che mi fussi simile partito concesso.
_So._ Io non ti so dire tante cose, figliuola mia. Tu parlerai al
frate, vedrai quello che ti dirà, e farai quello che tu dipoi sarai
consigliata da lui, da noi e da chi ti vuole bene.
_Lu._ Io sudo per la passione.
[III. 11]