_Fra._ Le più caritative persone che sieno son le donne, e le più
fastidiose. Chi le scaccia, fugge e' fastidii e l'utile; chi le
intrattiene ha l'utile e' fastidii insieme. Ed è el vero che non è
il mele sanza le mosche. Che andate voi facendo, uomini da bene? Non
riconosco io Messer Nicia?
_Li._ Dite forte, ché egli è in modo assordato che non ode più nulla.
_Fra._ Voi siate el ben venuto, messere.
_Li._ Più forte.
_Fra._ El ben venuto.
_Ni._ El ben trovato, padre!
_Fra._ Che andate voi facendo?
_Ni._ Tutto bene.
_Li._ Volgete el parlare a me, padre, perché voi, a volere che vi
intendessi, aresti a mettere a romore questa piazza.
_Fra._ Che volete voi da me?
_Li._ Qui Messere Nicia e un altro uom da bene, che voi intenderete
poi, hanno a fare distribuire in limosine parecchi centinaia di ducati.
_Ni._ Cacasangue!
_Li._ (Tacete in malora, e' non fien molti). Non vi maravigliate,
padre, di cosa che dica, ché non ode, e pargli qualche volta udire, e
non risponde a proposito.
_Fra._ Seguita pure, e lasciali dire ciò che vuole.
_Li._ De' quali danari io ne ho una parte meco, ed hanno disegnato, che
voi siate quello che le distribuiate.
_Fra._ Molto volentieri.
_Li._ Ma egli è necessario, prima che questa limosina si faccia, che
voi ci aiutate d'un caso strano intervenuto a Messere, e solo voi
potete aiutare, dove ne va al tutto l'onore di casa sua.
_Fra._ Che cosa è?
_Li._ Io non so se voi conosceste Cammillo Calfucci, nipote qui di
messere.
_Fra._ Si conosco.
_Li._ Costui n'andò per certe sua faccende uno anno fa in Francia; e
non avendo donna, che era morta, lasciò una sua figliuola da marito in
serbanza in uno munistero, del quale non accade dirvi ora el nome.
_Fra._ Che è seguito?
_Li._ È seguito, che o per stracurataggine delle monache o per
cervellinaggine della fanciulla, la si truova gravida di quattro mesi;
di modo che, se non si ripara con prudenza, el dottore, le monache, la
fanciulla, Cammillo, la casa de' Calfucci è vituperata; ed il dottore
stima tanto questa vergogna, che s'è botato, quando la non si palesi,
dare trecento ducati per l'amore di Dio.
_Ni._ Che chiacchiera!
_Li._(State cheto). E daragli per le vostre mane, e voi solo e la
badessa ci potete rimediare.
_Fra._ Come?
_Li._ Persuadere alla badessa, che dia una pozione alla fanciulla per
farla sconciare.
_Fra._ Cotesta è cosa da pensarla.
_Li._ Guardate, nel fare questo, quanti beni ne resulta. Voi mantenete
l'onore al monistero, alla fanciulla, a' parenti, rendete al padre una
figliuola, satisfate qui a messere, a tanti sua parenti, fate tante
elemosine quante con questi trecento ducati potete fare; e dall'altro
canto voi non offendete altro che un pezzo di carne non nata, senza
senso, che in mille modi si può sperdere; ed io credo che quello sia
bene, che facci bene a' più, e che e' più se ne contentino.
_Fra._ Sia col nome di Dio. Faccisi ciò che volete, e per Dio e per
carità sia fatto ogni cosa. Ditemi el munistero, datemi la pozione, e
se vi pare, cotesti danari, da potere cominciare a fare qualche bene.
_Li._ Or mi parete voi quello religioso che io credevo che voi fussi.
Togliete questa parte dei danari. El munistero è…... Ma aspettate, egli
è qua in chiesa una donna che m'accenna; io torno ora ora, non vi
partite da Messer Nicia, io le vo' dire dua parole.
[III. 5]