LIGURIO, CALLIMACO, MESSER NICIA.

_Li._ El dottore fia facile a persuadere; la difficultà fia la donna,

ed a questo non ci mancherà modo.

_Ca._ Avete voi el segno? _Ni._ E' l'ha Siro sotto.

_Ca._ Dallo qua. Oh! questo segno mostra debilità di rene.

_Ni._ E' mi par torbidiccio; e pur l'ha fatto or ora.

_Ca._ Non ve ne maravigliate. _Nam mulieris urinae sunt semper maioris

glossitiei et albedinis, et minoris pulchritudinis, qaam virorum. Huius

autem, in caetera, causa est amplitudo canalium, mixtio eorum quae ex

matrice exeunt cum urina._

_Ni._ O, u, potta di san Puccio! Costui mi raffinisce tra le mani;

guarda come ragiona bene di queste cose.

_Ca._ Io ho paura che costei non sia la notte mal coperta, e per questo

fa l'orina cruda.

_Ni._ Ella tien pur addosso un buon coltrone; ma la sta quattro ore

ginocchioni a infilzar paternostri innanzi che la se ne venghi al

letto, ed è una bestia a patire freddo.

_Ca._ Infine, dottore, o voi avete fede in me, o no; o io vi ho a

insegnare un rimedio certo, o no. Io per me el rimedio vi darò. Se voi

avrete fede in me, voi lo piglierete, e se oggi a uno anno la vostra

donna non ha un suo figliuolo in braccio, io voglio avervi a donare

dumila ducati.

_Ni._ Dite pure, che io son per farvi onore di tutto, e per credervi

più che al mio confessore. _Ca._ Voi avete a intendere questo, che non

è cosa più certa a ingravidare una donna, che darli bere una pozione

fatta di mandragola. Questa è una cosa esperimentata da me due paria di

volte, e trovata sempre vera; e se non era questo, la Reina di Francia

sarebbe sterile, e infinite altre principesse di quello Stato.

_Ni._ È egli possibile?

_Ca._ Egli è come io vi dico. E la fortuna vi ha in tanto voluto bene,

che io ho condotto qui meco tutte quelle cose che in quella pozione si

mettono, e potete averle a vostra posta.

_Ni._ Quando l'arebbe ella a pigliare?

_Ca._ Questa sera dopo cena, perché la luna è ben disposta, e el tempo

non può essere più appropriato.

_Ni._ Cotesta non fia molto gran cosa. Ordinatela in ogni modo; io

gliene farò pigliare.

_Ca._ E' bisogna ora pensare a questo: che quell'uomo che ha prima a

fare seco, presa che l'ha cotesta pozione, muore infra otto giorni, e

non lo camperebbe el mondo.

_Ni._ Cacasangue! io non voglio cotesta suzzacchera; a me non

l'appiccherai tu. Voi mi avete concio bene.

_Ca._ State saldo, e' ci è remedio.

_Ni._ Quale?

_Ca._ Fare dormire subito con lei un altro che tiri, standosi seco una

notte, a sé tutta quella infezione della mandragola. Dipoi vi iacerete

voi senza periculo. _Ni._ Io non vo' far cotesto.

_Ca._ Perché?

_Ni._ Perché io non vo' far ia mia donna femmina, e me becco.

_Ca._ Che dite voi, dottore? Oh, io non v' ho per savio come io

credetti. Si che voi dubitate di fare quello che ha fatto el re di

Francia e tanti signori quanti sono là?

_Li._ Chi volete voi ch'io truovi che facci cotesta pazzia? Se io

gliene dico, e' non vorrà; se io non gliene dico, io lo tradisco, ed è

caso da Otto; io non ci voglio capitare sotto male.

_Ca._ Se non vi dà briga altro che cotesto, lasciatene la cura a me.

_Ni._ Come si farà?

_Ca._ Dirovvelo: io vi darò la pozione questa sera dopo cena; voi

gliene darete bere, e subito la metterete nel letto, che fieno circa

a quattro ore di notte. Dipoi ci travestiremo, voi, Ligurio, Siro ed

io, e andrencene cercando in Mercato Nuovo, in Mercato Vecchio, per

questi canti; e il primo garzonaccio che noi troviamo scioperato, lo

imbavaglieremo, e a suon di mazzate lo condurremo in casa, e in camera

vostra al buio. Quivi lo metteremo nel letto, direngli quello che abbia

a fare, né ci fia difficultà veruna. Dipoi, la mattina, ne manderete

colui innanzi di, farete lavare la vostra donna, starete con lei a

vostro piacere e senza pericolo. _Ni._ Io son contento, poi che tu

di' che e re e principi e signori hanno tenuto questo modo; ma sopra a

tutto che non si sappia per amore degli Otto.

_Ca._ Chi volete voi che 'l dica?

_Ni._ Una fatica ci resta, e d'importanza.

_Ca_ Quale?

_Ni._ Farne contenta mogliema, a che io non credo che la si disponga

mai.

_Ca._ Voi dite el vero. Ma io non vorrei innanzi essere marito, se io

non la disponessi a fare a mio modo.

_Li._ Io ho pensato el rimedio.

_Ni._ Come?

_Li._ Per via del confessoro.

_Ca._ Chi disporrà el confessoro?

_Li._ Tu, io, e' danari, la cattività nostra, loro.

_Ni._ Io dubito, che altro che per mio detto la non voglia ire a

parlare al confessoro.

_Li._ Ed anche a cotesto è remedio.

_Ca._ Dimmi!

_Li._ Farvela condurre alla madre.

_Ni._ La le presta fede.

_Li._ Ed io so che la madre è della opinione nostra. Orsù, avanziamo

tempo, che si fa sera. Vatti, Callimaco, a spasso, e fa che alle dua

ore noi ti troviamo in casa con la pozione ad ordine. Noi n'andremo a

casa la madre, el dottore ed io, a disporla, perché è mia nota. Poi

n'andremo al frate, e vi ragguaglieremo di quello che noi aremo fatto.

_Ca._ Deh! non mi lasciare solo.

_Li._ Tu mi pari cotto.

_Ca._ Dove vuoi tu che io vada ora?

_Li._ Di là, di qua, per questa via, per quell'altra; egli è si grande

Firenze.

_Ca._ Io son morto.

Canzone.

Quanto felice sia ciascun sel vede,

Chi nasce sciocco ed ogni cosa crede.

Ambizione nol preme,

Non muove il timore,

Che sogliono esser seme

Di noia e di dolore.

Questo vostro dottore,

Bramando aver figliuoli,

Crederia ch'un asin voli;

E qualunque altro ben posto ha in oblio

E solo in questo ha posto il suo desìo.

[III. 1]

La mandragola - La Clizia - Belfagor · 第 18 / 81 题