_Ni._ Questo tuo padrone è un gran valente uomo.
_Si._ Più che voi non dite.
_Ni._ Il re di Francia ne de' fare conto.
_Si._ Assai.
_Ni._ E per questa cagione e' debbe stare volentieri in Francia.
_Si._ Così credo.
_Ni._ E fa molto bene. In questa terra non ci è se non cacastecchi; non
ci s'apprezza virtù alcuna. S'egli stessi qua, non ci sarebbe uomo che
lo guardassi in viso. Io ne so ragionare, che ho cacato le curatelle
per imparar due hac; e se io ne avessi a vivere io starei fresco, ti so
dire.
_Si._ Guadagnate voi l'anno cento ducati?
_Ni._ Non cento lire, non cento grossi, o va. E questo è, che chi
non ha lo stato in questa terra, de' nostri pari, non truova cane
che gli abbai, e non siamo buoni ad altro, che andare a' mortori, o
alle ragunate d'un mogliazzo, o a starci tutto di in sulla panca del
Proconsolo a donzellarci. Ma io ne li disgrazio, io non ho bisogno di
persona; cosi stessi chi sta peggio di me. Non vorrei però che le
fussino mia parole, ch'io arei di fatto qualche balzello, o qualche
porro di drieto, che mi farebbe sudare.
_Si._ Non dubitate.
_Ni._ Noi siamo a casa; aspettami qui, io tornerò ora.
_Si._ Andate.
[II, 4].
SIRO _solo_.
Se gli altri dottori fussino fatti come costui, noi faremmo a' sassi
pe' forni; che sì, che questo tristo di Ligurio, e questo impazzato
di questo mio padrone, lo conducono in qualche luogo, che gli faranno
vergogna? E veramente io lo desidererei, quando io credessi che non
si risapessi; perché risapendosi, io porto pericolo della vita, el
padrone della vita e della roba. Egli è già diventato medico; non so
io che disegno el fia in loro, e dove si tenda questo loro inganno. Ma
ecco el dottore che ha un orinale in mano; chi non riderebbe di questo
uccellaccio?
[II, 5].