NOTE:

[1] Veggasi le antiche cronache, e le Memorie Venete raccolte da

Giambattista Galliciolli, stampate in Venezia nel 1795. Tomo VII, pag.

100.

[2] MISSIRINI. _Della vita di A. Canova_. Prato, 1824. Libro I, Cap.

II, pag. 24.

[3] _Pensieri di Canova tratti dalle Memorie scritte da Antonio

d'Este_. Firenze, p. 73. Le Monnier, 1864.

[4] _Parole di Canova_. Opera sopra citata, p. 67.

[5] Parole di Canova, citate nelle memorie scritte da Antonio d'Este.

[6] Ballarini, Lettera 14 maggio 1785 — citata da Fabio Mutinelli nelle

_Memorie storiche degli ultimi cinquant'anni della Repubblica Veneta_.

Venezia 1854.

[7] La descrizione dei locali e delle cerimonie è presa esattamente

dalle _Memorie storiche degli ultimi cinquant'anni della Republica

Veneta_, di Fabbio Mutinelli, il quale parimenti la trascrisse dai

documenti autentici esistenti nell'Archivio degli Inquisitori di Stato,

nell'Archivio generale e nella Raccolta del Museo Correr.

[8] Mutinelli, opera citata.

[9] Esistono due cataloghi dei Liberi Muratori Veneziani, dai quali

vennero estratti questi nomi con storica esattezza, e si conservano

nell'Archivio del Governo democratico e nella Raccolta Correr.

[10] Parole tutte di Canova, citate da Missirini nella _Vita_ che

scrisse di lui.

[11] _Memorie di Antonio Canova_ scritte da Antonio D'Este: — Firenze.

Le Monnier, 1864, p. 68

[12] Citazione testuale delle suddette memorie scritte da A. D'Este, p.

69.

[13] Egli dipinse l'illustre suo amico in procinto di cadere da cavallo

per la soverchia emozione, ed aggiunge ingenuamente: «nè io poteva

prestargli ajuto, trovandomi nel medesimo stato. Di ciò avvedutisi

alcuni dei più spediti giovani, vedendo aumentarsi il di lui abbandono,

gli si fecero ai fianchi per sorreggerlo.» Pag. 69.

[14] Veggasi le memorie storiche di Mulinelli più volte citate, a pag.

74.

[15] _Historiettes de Tallement de Reaux_, vol. II, pag. 233.

[16] SEGRAIS (_Œuvres_. Amsterdam, 1723,) _Mémoires anecdotes_, pag. 29.

[17] ANTONIO MENEGHELLI. _Notizie bibliografiche d'Isabella Albrizzi_,

_nata Teotocchi_, pag. 12 e 53.

[18] M. VICTOR COUSIN, _Madame de Longueville_. Paris. Didier, 1853,

pag. 136.

[19] VALERY, _Curiosité et anecdotes italiennes_. Paris. D'Amyot, 1842,

pag. 353.

[20] COUSIN, opera sopracitata, pag. 136.

[21] COUSIN, op. cit., pag. 141.

[22] IDEM ibid, pag. 139.

[23] UGO FOSCOLO, _Lettera ad Isabella Albrizzi_ nella _Raccolta

d'alcune lettere d'illustri italiani_. Firenze, per Le Monnier, pag.

30.

[24] Dai _Ritratti scritti da Isabella Teotocchi-Albrizzi_. Venezia,

Alvisopoli, 1816. Terza edizione, pag. 54.

[25] ALBRIZZI. _Ritratti_, ecc., pag. 67.

[26] Obbligato dal Governo di lasciare Venezia come sospetto di

giacobinismo, portò seco un ritratto della Albrizzi, opera di madama

Lebrun. Ritornato in Francia all'epoca della Restaurazione dei Borboni,

morì a Parigi, ove dopo la sua morte il conte Tommaso Mocenigo Soranzo

acquistò il ritratto d'Isabella e lo offerse in dono al di lei figlio

Giuseppino Albrizzi.

[27] ALBRIZZI. _Ritratti_ sopracitati, pag. 26 e 30.

[28] ALBRIZZI. _Ritratti_ sopracitati, pag. 5 e 6.

[29] Id., pag. 7.

[30] Sono tutte sue espressioni tolte dal suo lungo sermone sui viaggi.

Veggasi le poesie originali di Ippolito Pindemonte. Firenze, per

Barbéra e Bianchi, 1858.

[31] Veggasi il discordo di Pietro Dal Rio premesso alle poesie

originali pubblicate a Firenze. — _Sulla vita e sulla opere di Ippolito

Pindemonte_.

[32] Veggasi _Vita di Vittorio Alfieri_ scritta da esso.

[33] Id. Ib.

[34] Veggasi _Vita di Vittorio Alfieri_ scritta da esso.

[35] _Ritratti_ sopracitati, dalla pag. 95 alla 98.

[36] _Mémoires de M. Goldoni pour servir à l'Histoire de sa vie_,

_etc_. Paris, par Duchesne, 1787. Tome III, pag. 30.

[37] _Mémoires_ sopracitate, pag. 54.

[38] Id. Ib, pag. 197.

[39] _Scritti di G. Gozzi_, scelti e ordinati da N. Tommaseo Firenze,

per Le Monnier. Lettere a Caterina Tron, vol. III.

[40] Id. Ibid. vol. III, pag. 475.

[41] _Scritti di G. Gozzi_, sopracitati.

[42] Id. Ib., 477.

[43] Id. Ib., 490.

[44] Id. Ib., 491.

[45] Id. Ib., 495.

[46] Id. Ib., 496.

[47] _Scritti di G. Gozzi_ sopracitati, pag. 496.

[48] Id. Ib, 507.

[49] Id. Ib., 532.

[50] Id. Ib., 533.

[51] _Memorie inutili della vita di Carlo Gozzi, scritte da lui

medesimo e pubblicate per umiltà_. Venezia, Stamperia Palese, 1797.

[52] _Memorie_ sopracitate, vol. I, cap. XXXV.

[53] _Opera sopracitata_, vol. III, pag. 101.

[54] Id. Ib., pag. 103.

[55] Opera sopracitata, vol. III, pag. 189.

[56] Id. Ib., pag. 190.

[57] Opera sopracitata, vol. III, pag. 192.

[58] Id. Ib., pag. 193.

[59] Id. Ib.

[60] Opera sopracitata, vol. III, pag. 193.

[61] ALBRIZZI, _Ritratti_, pag. 43, 44, 51.

[62] ALBRIZZI. _Ritratti_, pag. 81 e 82.

[63] EMILIANI GIUDICI. _Storia delle belle lettere in Italia_. Lezioni

XIX. Firenze. Le Monnier

[64] ALBRIZZI. _Ritratti_, pag. 58.

[65] Questo ritratto non essendo fatto pel pubblico deve essere

rassomigliante, è delineato poi precisamente a Venezia nel 1795, epoca

del nostro racconto; trovasi nell'Epistolario di Ugo Foscolo pubblicato

a Firenze da Le Monnier nel 1854. Vol. III, pag. 281. Lettera a Gaetano

Fornasini. Può vedersi la differenza col suo ritratto scritto per il

pubblico, nel sonetto: «Solcata ho fronte, occhi incavati, intensi,

ecc. ecc.» Trovasi nel volume unico di Poesie pubblicate a Firenze

nel 1856 dallo stesso Le Monnier, e che forma il volume XI delle opere

edite e postume: pag. 194.

[66] Veggasi l'_Epistolario_ sopracitato. Vol. I, pag. 1.

[67] _Epistolario_ sopracitato, pag. 4.

[68] Id. Ib., vol. III, pag. 279.

[69] Id. Ib., pag. 280.

[70] Id. Ib.

[71] Veggasi una lettera di Ugo Foscolo stampata in un opuscoletto

pubblicato a Firenze da Le Monnier nel 1856, col titolo: — _Alcune

lettere d'illustri italiani ad Isabella Teotocchi-Albrizzi_, pubblicate

per cura di Nicolò Barozzi.

[72] ALBRIZZI. _Ritratti_, pag. 14.

[73] Id. Ib., pag. 71.

[74] ALBRIZZI. _Ritratti_, pag 93.

[75] Id. Ib., pag. 63, 64.

[76] Id. Ib., pag. 38, 40.

[77] Veggasi la Raccolta cronologica-ragionata dei documenti inediti

che formavano la storia diplomatica della rivoluzione e caduta della

Repubblica di Venezia (Tentori).

[78] _Il fante dei cai_, ossia dei capi, cioè dei Dieci, e degli

inquisitori di Stato: Messer grande era il bargello.

[79] _Memorie di Antonio Canova_, scritte da ANTONIO D'ESTE. Firenze,

Le Monnier, 1864, pag. 87.

Il dolce far niente: Scene della vita veneziana del secolo passato · 第 44 / 46 题