IV.

La storia del Piemonte romoreggia di guerra; e l'augusta Torino dalle

altre città italiane si distingue nel valor militare, come nella

filologia Firenze, e Roma nella religione.

I Taurini, antica schiatta ligustica, edificarono questa famosa

città. Lascio Fetonte, il duce mitologico della colonia ligure, agli

archeologi, perchè col lume della filosofia scoprano in esso il vero

storico di ardite ed infelici imprese sulle rive del Po, presso alla

foce della nostra Dora.

«Guai ai popoli romiti ed anacoreti!» esclamava Gioberti nel suo

_Rinnovamento_; e il popolo subalpino non fu certamente nè romito, nè

anacoreta, imperocchè sino da tempi remoti noi vediamo l'animosa Torino

travagliarsi in tremende battaglie. Tre giorni di combattimento ella

oppose all'affricano Annibale, e si mostrò amica ai Romani, i quali,

preponderando Giulio Cesare, qui condussero una colonia, onde da lui

Torino prese il nome di Giulia, poi da Augusto fu detta Augusta de'

Taurini.

Il sangue del Lazio mescolato a quello dei Liguri preparò sulle sponde

della Dora quel maschio e belligero popolo, che dovea più tardi

rinnovare i destini d'Italia.

Questa città, continuo bersaglio alle ambizioni dei potenti, si

ammaestrò nelle frequenti sventure. Fu distrutta da Costantino perchè

aderiva a Massenzio; risorta, fu nuovamente rovinata da Stilicone

guerreggiante i Goti. Rifattasi dalle rovine, venne assalita dagli

Eruli e dai Borgognoni; vinta dall'Esarca Narsete, fu ritolta

all'impero romano dai Longobardi che la fecero seggio d'un loro duca;

e Agilulfo e Ragumberto, duchi di Torino, vennero elevati alla dignità

reale. Passò dipoi la guerreggiata città della Dora dal dominio de'

Longobardi a quello de' Franchi.

La giurisdizione Torinese si estendeva sino al Monginevra ed al

Moncenisio. Nel secolo decimo dell'era cristiana una famiglia, creduta

d'origine francese, resse la Contea di Torino e la Marca d'Italia.

Ultimo di questa famiglia fu Olderico Manfredi II, padre della celebre

Contessa Adelaide, che sposò dopo il 1045 in terze nozze Oddone di

Savoia, e lasciò quindi alla Real Casa lo splendido retaggio di questa

fiorita parte d'Italia.

La Dora · 第 216 / 267 题