PIETRO MICCA E PIER GIANNONE.

Indirizzandomi verso la via S. Teresa, mi piacque considerare che il

vecchio pastore delle nostre Alpi confessava il progresso della civiltà.

Ma come tanto potè progredire lo spirito umano in Italia?

«Molto egli oprò col senno e colla mano».

Questo verso mi suonò sul labbro, mentre fra le sorgenti tenebre della

notte io passava sulle pietre della famosa cittadella distrutta in

parte.

Ricordai due celebrate vittime di quella fortezza, che rappresentano

fra noi l'azione delle armi e del pensiero militante, il minatore

Pietro Micca e lo storico Pietro Giannone.

Micca nel campo del diritto per l'indipendenza della Patria, Giannone

nell'ordine civile per l'emancipazione dello Stato dalla Chiesa, furono

martiri nella cittadella torinese.

Duole il ricordare che il valoroso re Carlo Emanuele III facesse

prigioniero nella cittadella il Giannone; ma più rincrescerebbe

s'egli avesse consegnato l'illustre prigioniero alla Corte di Roma,

che faceva strette istanze per averlo, al che assentiva il ministro

d'Ormea, sperando forse in quel viluppo politico guadagnare un cappello

cardinalizio.

I tempi progredirono ed assicurarono la libertà di coscienza, sì che se

si vuole emancipare lo Stato dalla Chiesa, si vuole pure che la Chiesa

sia libera nella sua azione, onde la formola: _Libero Stato e libera

Chiesa_.

Il rimpianto Lorenzo Valerio proponeva al Parlamento che nella

cittadella si cercassero le spoglie del prigioniero Giannone per

onorarle degnamente.

Si adempia il nobile voto, mentre io mi accendo di sacro entusiasmo

pensando che l'Angelo della morte, nel secolo XVIII, alle porte di

Torino confondeva insieme le ceneri dei due Pietri, piemontese l'uno e

napolitano l'altro, forse per annunziare che nel secolo XIX l'Angelo

della vita, ricco delle palme dei due martiri, nel luogo della loro

morte, all'ombra del vessillo sabaudo avrebbe fraternamente congiunte

le stirpi dell'Italia settentrionale e della meridionale!

Le potenze celesti, più giuste delle umane, proteggano la terra ove si

compiono tanti e sì generosi sacrificii, e dove si rinnova la civiltà

della magnanima nostra nazione!

La Dora · 第 209 / 267 题