Di molto pregio eziandio è la chiesa di S. Pietro, alla quale
accompagnandomi un sacerdote, mi fece passare innanzi alla casa un
tempo del Montabone, e all'angolo di essa mi accennò le finestre della
stanza in cui ospitò Papa Pio VII, quando prigioniero era condotto in
Francia. Interrogai il sacerdote se in Avigliana era rimasta sacra la
ricordanza del passaggio del Papa.
--Oh! certamente, rispose un buon vecchio che veniva in compagnia del
prete. Si racconta che allora i nostri laghi per solito non davano
trote; ma nel dì che ospite avemmo Pio VII, il lago di Santa Maria ne
diede trenta libbre, che furono presentate alla mensa del Prigioniero
Apostolico dal nostro Carlo Montabone allora sindaco di Avigliana.
All'estremità del paese prossima ai laghi fui guidato per erbosa
gradinata alla chiesa di S. Pietro sormontata da tre torricelle
commesse di mattoni, e col S. Cristoforo dipinto sulla facciata, del
quale rimane soltanto parte della testa. Nel tempio v'ha l'effigie del
merlato castello di Avigliana con quattro torri e pregevoli affreschi,
in parte nascosti da intonaco di gesso, e un pertugio che vogliono
abbia servito agli oracoli del Gentilesimo, quando quella Chiesa era
delubro della dea Feronia, la Dea dei boschi ricordata da Virgilio
Viridi gaudens Feronia luco.
Avigliana la ricorda in un suo quartiere denominato tuttavia regione
Feronia, e Vincenzo Monti la celebrò splendidamente nella sua
Feroniade.