DUE SALTI.

Due salti di donna sono famosi nelle tradizioni e nei canti di Grecia

e d'Italia. Ricordato dai Greci è tuttodì il salto di Saffo, e

gl'italiani lamentano il salto di Alda.

Visitai sul promontorio di Leucade le rovine del tempio di Apolline,

dove la tradita poetessa di Lesbo mise l'ultimo lamento contro

l'ingrato Faone, prima di gettarsi disperatamente nelle acque

dell'Ionio. A pochi passi di là, nel deserto monastero di Santo

Nicola, presso piccolo giardino, una chiesuola e i rozzi sepolcri

di due vescovi, mi fu aperta la cella in cui visse austeramente la

pia Susanna, che morta venne sepolta col capo appoggiato al tronco

dell'arancio, che la romita piantò di sua mano all'ingresso di

quell'umile asilo.

Colà il vecchio monaco Cipriano, che contava cento e più anni di vita,

m'imbandiva frugal mensa, benedicendola colla tremebonda sua destra.

Dipoi, tornato al muto delubro di Apolline, colsi fra le rovine una

viola che, sebbene arida, è per me tuttavia piena di vita; e la serbo

nelle pagine di Grecia a ricordanza dell'isola ospitale che m'ebbe

tre mesi infermo per grave frattura toccatami al piede sinistro, nel

saltare da una barca sul lido prossimo al promontorio, infausto ai

poeti dell'uno e dell'altro sesso. La serbo a ricordo della infelice

donna miseramente tradita in amore, ed a memoria del Leucadio

Aristotile Valaoriti, ch'empie de' suoi mirabili versi l'isola materna

e tutta Grecia.

Presso il luogo del salto di Alda, come presso quello del salto

di Saffo trovai grotte di antichi romiti e l'ospitalità di uomini

solitari. Incontrai inoltre una bionda giovane Britanna, che insieme

colla sua famiglia era andata nel vicino villaggio di Ranverso a

piangere un amato fratello nella casa ove era morto. La desolata

sorella, salita alle balze di Alda, si assise sotto un albero secolare,

e mentre fissava i molti fiori da lei raccolti per quelle rupi, io vidi

ad un tratto serenarsi il turbato volto della donzella, che sorridendo

mi disse:

--Poeta, anche questi fiori appassiranno fra breve, ma nella primavera

risorgeranno.--E sì dicendo guardò amorosamente il cielo, come se lassù

nell'eterna primavera vedesse risorto il fiore degli affetti suoi, il

perduto fratello.

Uno dei fiori caduti di mano alla donzella fu raccolto nelle pagine

della Dora, e mi ricorda il lutto della Britanna, il salto di Alda e

l'amorevole ospitalità dei Rosminiani, che spesso con filiale riverenza

mi parlavano del sapiente loro institutore.

La Dora · 第 142 / 267 题