LA BELL'ALDA.

Il prete Clemente dai ridenti giardini riconducendomi ai malinconici

corridoi della Badìa, mi trasse al vecchio coro dei monaci benedettini,

ora squallido e muto, e su d'una parete mi additò rozzamente dipinta la

fondazione del monastero secondo la leggenda popolare. Dipoi, passando

per l'andito, dove entro una cappella ammirasi Maria bellamente dipinta

su tavola del Macrino d'Alba, mi condusse alle rovine dell'antica

grandiosa dimora dei trecento monaci. Alla splendidezza dell'opulenta

Badìa succedette lo squallore e il silenzio della morte tra frantumi di

colonne, d'archi acuti e di capitelli. Accresce orridezza alle confuse

macerie verso tramontana un profondo precipizio, innanzi a cui il prete

Clemente mi disse:

--Qui si racconta una storia di lagrime. Leggiadra e desiderata

fanciulla, detta Bell'Alda, per sottrarsi alle insidie d'un seduttore

che la inseguiva, invocò l'aiuto di Maria, e leggiera come piuma di

colomba spiccando un salto da questo vertice, illesa toccò il fondo

dell'irto precipizio; ma Alda invanitasi di prova così felice, ne fece

un secondo con diversa fortuna: restò morta giù negli spaventosi dirupi!

La Dora · 第 140 / 267 题