Il sodalizio della Carità fondato dal Rosmini, ed approvato dalla
Chiesa l'anno 1839, sarebbe de' più possenti nella cristianità, qualora
simili instituti fossero ancor piante da rifiorire ai dì nostri.
I Rosminiani non sono nè monaci nè frati, ma sacerdoti regolari che
possono dedicarsi alla vita contemplativa, e, chiamati, applicarsi alle
missioni ed agli spedali, all'aiuto de' parrochi, all'educazione del
popolo, insomma al più ampio esercizio della carità. E perchè nessuna
legge circa i beni ecclesiastici potesse pregiudicarli, accortamente
il Rosmini ordinava che il sodalizio della Carità fosse congregazione
di privati sacerdoti, ciascheduno dei quali vive del proprio. Finchè
vien tutelata la proprietà dei cittadini, sarà pure inviolata quella
dei sacerdoti Rosminiani, i quali sono poi tra loro vincolati a dare
ciascuno le loro rendite all'istituto e vivere insieme.
--E quando alcuno di voi cessi di vivere, a chi spetteranno i suoi
beni? domandai ad un Rosminiano.
--Egli avrà testato in favore d'un altro Rosminiano.
--E se l'erede si scioglie dai patti rosminiani ed abbandona la casa
della Carità?
--Lo potrà fare, ma pensi alla sua coscienza.
Niccolò Tommaseo nel settimo anniversario dalla morte di Antonio
Rosmini così parlò dello _Spirito della sua istituzione_. «Una delle
prove del noviziato era l'assistenza agli infermi per lo spazio d'un
mese almeno. E il Rosmini intendeva fondare un collegio di medici,
per rendere filosofica insieme e religiosa la scienza, da tanti fatta
men che mestiere. Il suo Istituto ammette coadiutori nelle arti
meccaniche; così come ingiunge le missioni lontane: ed egli, stendendo
alla grande regione dell'India il suo pensiero, desiderava trovare
uomini che s'addentrassero nella filosofia de' Bramani per guadagnarli
alla verità con l'aiuto della civiltà loro propria, intanto che
altri per vigore di carità solleverebbero dalla natìa depressione i
poveri Paria. Voleva imparassersi le lingue de' vari paesi; e in ogni
cosa e luogo trattassesi principalmente con coloro da cui si possa
imparare. Richiedeva l'esercizio del dire improvviso, non solamente
per predicare, ma e pe' colloquii e per le scuole: le quali apriva e
festive e notturne a uso dei poveri; e a' maestri degli elementi dava
per protettore il Calasanzio; e diceva che dovess'egli accettare una
cattedra, la pedagogia presceglierebbe alla stessa filosofia. Scelta
insieme e umile e sapiente».
Il sodalizio della Carità, più che fra noi, è diffuso in Inghilterra
e vien rispettato da quanti ne conoscono i seguaci. Io ne conobbi
parecchi, che nobilmente operano e pregano su le rive del Verbano
presso il sepolcro del loro celebre fondatore, e sul Pirchiriano
intorno ai sepolcri dei Principi Sabaudi.
Quelli della Sagra di S. Michele insegnano gli elementi delle lettere
ai poveri fanciulli del villaggio di S. Pietro, provvedendoli di libri
e di pane, ed aiutano i parrochi dei paesi circostanti nell'evangelico
ministero. Accompagnandomi intorno alla Badìa mi ricordavano gli
antichi monaci dissodatori d'incolti terreni. Anche i Rosminiani
convertirono ermi luoghi in ameni pensili giardini, ricreati da
frequenti zampilli di acque ed allietati da rose, mirti ed allori, da
platani, cedri e quercie, e da vigneti, che sospendono i loro grappoli
fra l'edera di negre roccie, ed attestano il vigore della vita innanzi
a caverne, crani e croci.