LE GORGIE.

Lasciando le rovine della Brunetta, scesi nella via che mette al

Cenisio, e presso il ponte di S. Rocco, torcendo a destra per un

breve declivio, entrai nelle _Gorgie_, amenissimo luogo di campagna,

giustamente vantato dai Susini.

Lungo la riva sinistra della Dora si distende un pergolato, nel cui

fondo vidi una peschiera in erboso piano ombreggiato da un castagno, e

grotticelle incavate nel masso, e salici curvati sulla Dora che sbocca

dalle vicine rupi, e le acque del Chiauri che, derivate dagli alti

monti di Giaglione, con bella cascata giù scendono dal fianco della

montagna adiacente, spandendo una cara armonia intorno alla casa del

cav. Galassi, reliquia della grande armata; il quale, accogliendomi in

una stanza di quel suo eden dedicata alla memoria del re Carlo Alberto,

mi additò in dodici quadri rappresentate le vicende del magnanimo ed

infelice nostro monarca. La temperatura è così mite in quel luogo

riparato dai venti aquilonari, che insieme col frassino e col castagno

cresce rigoglioso l'ulivo; e quasi direbbesi che nel verno colà vada a

rifuggirsi la primavera.

Chi ne' giorni sereni sul farsi del meriggio andrà a visitare le

Gorgie, vedrà la luce del sole, riflessa nelle cadenti acque del

Chiauri, dispiegarsi in leggiadra iride e colorare l'eden del Galassi.

Quivi l'animo stanco di piangere sulle rovine dei monasteri e dei

castelli, e sulle traversie dei popoli, vede sfavillante in quell'iride

una speranza, la quale annunziando una gloria superna che non perisce

mai, scende a consolare le umane sciagure.

La Dora · 第 88 / 267 题