Che mai direbbe, risorto fra noi qualche alpigiano de' secoli scorsi?
Egli lasciò il natale Cenisio con intricati e difficili cammini,
pieno di pericoli e di paure, ed ora lo rivedrebbe festoso ed agevole
ai varchi per l'ampia comoda via, che, iniziata e condotta innanzi
dalla mente di Bonaparte, venne compiuta con ogni sollecitudine dal
nostro Governo. Senzachè si vanno apprestando altri mezzi acconci ad
agevolarne e sempre più accelerarne il passo.
Fu chi voleva giovarsi delle acque del lago del Cenisio, e per congegni
e forze idrauliche trarre i carri su rotaie dentate con grande
celerità, e di questo meccanismo vidi uno schema e un felice sperimento
in casa del signor Carlo Henfrey, alla presenza del commendatore
Paleocapa, ministro dei lavori pubblici. Altri voleva attenersi a mezzi
meno arditi e più sicuri, facendo munire la via di rotaie di ferro
per cui più agevolmente scorrerebbero i carri; ma prevalse l'ardito
concetto di operare un ampio traforo fra Modane e Bardonecchia; e si
va eseguendo con grande solerzia.
L'alpigiano che non avesse fede nei prodìgi dell'industria,
attribuirebbe gli ardimenti dell'intelletto umano a sataniche malìe,
che un tempo furono tanto in voce fra i popoli delle Alpi, ed in
singolar modo nei dintorni di Giaglione, fra le folte selve dei
castagni, i più vantati della provincia.