VIII.

O desolata Susa! io piango su le tue memorie. Fosti illustre e misera,

perchè di rado la gloria va scompagnata dalla sventura. Vera fenice

delle Alpi, più volte morta e risorta, predata ed arsa dagli avidi

stranieri, che da' tuoi gioghi colle armi si apersero la via fra noi,

fosti giustamente appellata _Chiave d'Italia, Porta della guerra_.

Poche ma eloquenti reliquie ci rimangono dell'antico tuo stato: le

lapidi inscritte, che il dotto canonico Sacchetti raccolse nell'atrio

del tuo seminario vescovile: le urne sepolcrali in casa dell'onorevole

deputato Chiapusso, ed illustrate dal chiarissimo cav. Ponsero: e i due

marmorei torsi loricati, memorie di Agrippa e Donno, che furono tanto

ammirati dal Canova, e ora sono insigne decoro all'atrio dell'ateneo

torinese. Rimane pure la cospicua mole alzata ad Augusto, il marmoreo

arco, il quale colle superbe colonne scannellate ai quattro angoli,

e i leggiadri capitelli adorni di foglie d'acanto, e la iscrizione

latina e la scoltura ritraente un sacrifizio, simbolo di alleanza

fra i re delle Alpi e gli imperatori del Campidoglio, mirabilmente

ci testimonia l'onore in che le arti erano tenute presso gli antichi

Segusini, e fa argomento di quanta eccellenza dovevano essere le terme

diocleziane e gli altri monumenti, dispersi non tanto dalla forza del

tempo quanto dalla barbarie degli uomini.

La Dora · 第 55 / 267 题