Scendendo dal Monginevra con una guida ben pratica dei luoghi,
attratto dalla varietà delle vedute silvestri, lasciai la via de' carri
e volsi a destra della Dora internandomi per intricati meandri di balze
e valli; e dopo un'ora di cammino, mi giunse all'orecchio un suono di
zampogne ed un belar di armenti, e discoprivo capanne di pastori in
estesi prati e tra foreste di larici e di abeti.
Lontano dal rumore e dal fasto delle città, io mi sentiva beato fra
le dimore pastorali, che a Torquato Tasso aprirono tanta vena di
verginale poesia, ch'egli, non contento di averle già maestrevolmente
descritte nell'_Aminta_, tornò a celebrarle nel settimo canto della
_Gerusalemme_, dove travagliato dal pensiero delle infide corti, forse
ritraeva l'ideale di sè stesso, quale avrebbe voluto essere, nel
vecchio pastore di Palestina.
A questo io meditava quando sulle cime del Chiabertone levossi una
negra nuvola, che a poco a poco stendendosi, andò a congiungersi con
altre; sicchè il cielo delle Alpi, poco prima così limpido e sereno da
cambiarsi coi cieli dell'Asia e dell'Africa, si fece ad un tratto grave
di tenebre e minaccioso. Si direbbe che l'Ariosto fosse colà andato ad
inspirarsi quando dettò la maravigliosa ottava:
Stendon le nubi un tenebroso velo
Che nè sole apparir lascia nè stelle.
La folgore serpeggiava fra le nubi e romoreggiavano i tuoni, e non andò
guari che piovve a diluvio. Affrettai il passo dietro la guida, che
ai fini di Bousson mi condusse a ripararmi nella capanna d'un vecchio
pastore suo amico.
Le pastorali capanne di Bousson sorgono da un muricciuolo cementato
di calce, conteste di tavole di abete e di larice, ed hanno tutte una
capace stalla in due scompartimenti, l'uno per il bestiame, l'altro per
il pastore e la sua famiglia.
Quella dove io entrai era delle meglio agiate; imperocchè, in una
cameretta separata dalla stalla, sedeva innanzi al focolare il buon
vecchio, vestito di panno bigio, con in testa un berretto bianco
rincalzato da un cappello di feltro a larghe tese.
Era affisso alla parete un tavolato, dove splendevano nitidi gli
utensili della cucina e della pastorizia. A capo del pagliariccio
ardeva una lampa innanzi ad un'immagine di Maria, e vi pendeva un
rosario che finiva in piccola croce. Accanto all'immagine della Vergine
vedevasi una rozza effigie di Napoleone I, ed a questa di riscontro una
vecchia sciabola.
--Evviva Giacomo!--sclamò la guida entrando.--Abbiamo un tempaccio
del diavolo, ed io vengo da voi con questo viaggiatore per ripararci
dall'acqua.
--Siate i ben venuti--rispose il buon vecchio.--Qua; sedete meco al
camino, ed asciugatevi. Lucia! porta delle legna.
Ed ecco entrar frettolosa Lucia, la giovine e bella figlia di Giacomo,
che, deposta la rocca da cui traeva la lana, con manipoli di secche
frondi rese più viva la fiamma del focolare. Poscia riprese la rocca,
e, filando, andò a sedere allato al padre.
In quell'ora procellosa Lucia era veramente l'angelo, la stella della
consolazione.
Vestiva un giupponcello di panno bigio, una corta gonnella, egualmente
di panno di tinta oscura, con un grembiale di tela turchina. La parte
superiore del giupponcello terminava a fior di spalle in una listina
di mussola, che in gran parte copriva gli avorii del seno. Il volto di
Lucia sarebbe stato all'Urbinate un prezioso tipo per le sue madonne.
Gli occhi azzurri ed i coralli del breve labbro sfavillavano fra i
gigli e le rose del verginale sembiante; ed il cuffiottino di trapunto
bianco con due fettucce raccomandato al mento, faceva viemmeglio
spiccare quell'angelico viso, sul quale scorrevano a guisa di fila
d'oro le ciocche de' biondi capegli.
Giacomo e Lucia sotto la capanna di Bousson mi rappresentavano la
vecchiaia e la giovinezza adorne di riverenza e di amore.